Giorgia Meloni abbraccia Cateno De Luca e Maurizio Lupi rischia di rimanere senza poltrona. Nel centrodestra è cominciata la guerra tra i cespugli per conquistare un posto in Parlamento alle prossime Politiche. E a farne le spese potrebbe essere proprio il leader di Noi Moderati.
Giorgia Meloni alla convention romana di Sindaci d’Italia
Giovedì 29 ottobre la premier parteciperà alla seconda giornata della convention romana di Sud chiama Nord, il movimento di “Scateno” De Luca che per l’occasione cambierà nome in Sindaci d’Italia, con l’ambizione di trasformarsi in una forza nazionale capace di raccogliere il consenso degli amministratori locali. Una benedizione politica per il sindaco di Taormina che, però, rischia di creare un grosso danno a Lupi. Il problema è la nuova legge elettorale, che prevede uno sbarramento del 3 per cento e una scialuppa di salvataggio per il cosiddetto “miglior perdente”: la lista più votata tra quelle della coalizione rimaste sotto la soglia.

Lupi e l’ipotesi di lista unica con Forza Italia
Finora Noi Moderati aveva quel posto garantito. Ma l’arrivo di De Luca rischia di cambiare le carte in tavola. Il leader siciliano punta a raccogliere voti soprattutto nel Mezzogiorno, pescando tra sindaci, amministratori locali e movimenti civici. E se Sindaci d’Italia non dovesse raggiungere il 3 per cento, potrebbe comunque superare Noi Moderati e conquistare il premio di consolazione. Tradotto: De Luca dentro, Lupi fuori.

E allora? Per evitare di finire schiacciato nella guerra tra piccoli partiti, Lupi starebbe valutando una soluzione già sperimentata: una lista unica con Forza Italia, come alle Europee del 2024. Un modo per aggirare il rischio dello sbarramento, naturalmente a condizione di strappare ad Antonio Tajani candidature blindate. Per gli azzurri sarebbe l’occasione di rafforzare il proprio profilo centrista. Per Lupi, molto più semplicemente, un’assicurazione sulla sopravvivenza politica. Meloni, in sostanza, aprendo le porte del centrodestra a Cateno De Luca, rischia di mettere nei guai uno dei suoi alleati più fedeli. E così, mentre Sud chiama Nord diventa Sindaci d’Italia, Maurizio Lupi potrebbe essere costretto a chiamare Tajani. Prima che sia troppo tardi.

