Il futuro del Porticciolo di Pastena torna al centro del dibattito cittadino. Dopo le notizie relative all’acquisizione del Polo Nautico di Salerno da parte dell’imprenditore Angelo Antonio D’Agostino e alla possibile revisione del progetto per la realizzazione del porto turistico Marina di Pastena, il Comitato “Giù le mani dal Porticciolo” torna a chiedere chiarezza e trasparenza. Lo fa attraverso una lettera aperta indirizzata allo stesso imprenditore, al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, al presidente della Regione Campania Roberto Fico e all’intera cittadinanza. Al centro dell’iniziativa ci sono le indiscrezioni sulla nuova proposta progettuale che, secondo quanto emerso nelle scorse settimane, sarebbe stata presentata al primo cittadino salernitano. Una revisione dell’intervento originario della quale, tuttavia, non sarebbero ancora noti i contenuti. Il Comitato, attivo da quindici anni nella difesa dell’area costiera orientale, rivendica il percorso di mobilitazione portato avanti nel tempo, ricordando le assemblee pubbliche, le iniziative di sensibilizzazione e soprattutto le oltre 2.500 firme raccolte la scorsa primavera a sostegno della salvaguardia del Porticciolo e di una riqualificazione condivisa. A queste si aggiungono le numerose osservazioni critiche presentate dai cittadini nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo al progetto originario. «Non siamo mai stati contrari alla cura e al miglioramento del litorale – chiariscono i rappresentanti del Comitato – Al contrario, crediamo che il Porticciolo e il lungomare orientale meritino attenzione e interventi capaci di valorizzarli. Ma riqualificare non significa stravolgere l’area, compromettere le sue consolidate funzioni sociali o sostituire il patrimonio ambientale esistente». Secondo gli attivisti, sarebbe stata proprio la mobilitazione popolare a rendere necessaria una revisione del progetto, che potrebbe risultare ridimensionato rispetto alla versione iniziale. Una circostanza che, tuttavia, non sarebbe sufficiente a superare le perplessità espresse negli ultimi anni. «La parziale riduzione dell’intervento non costituisce, di per sé, una risposta alle criticità sollevate, né scioglie i dubbi sull’opportunità di una sua realizzazione», sottolineano dal Comitato. Da qui una serie di richieste rivolte direttamente ai soggetti coinvolti. All’imprenditore D’Agostino viene chiesto innanzitutto di confermare l’acquisizione del Polo Nautico e, in caso affermativo, di rendere disponibile l’intera documentazione relativa alla nuova proposta, compresi gli elaborati progettuali necessari a valutarne l’impatto sul territorio. Al sindaco De Luca e all’amministrazione comunale viene invece chiesto di chiarire se la nuova proposta sia stata formalmente depositata, quale sia il suo stato amministrativo e soprattutto se si configuri come una semplice revisione del progetto originario oppure come un intervento sostanzialmente differente. Una distinzione che, secondo il Comitato, potrebbe avere conseguenze importanti sul piano delle autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, urbanistiche e demaniali, oltre che sulle procedure relative al partenariato pubblico-privato. Non manca un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al quale gli attivisti chiedono chiarimenti sulle competenze regionali coinvolte e sul ruolo che Palazzo Santa Lucia intende assumere rispetto all’eventuale nuova configurazione progettuale. Ma la questione centrale resta quella della partecipazione dei cittadini alle decisioni sul futuro dell’area. «Se esiste davvero la volontà di inaugurare una nuova stagione di ascolto, chiediamo che il Comitato venga coinvolto, come interlocutore autonomo e riconosciuto, in ogni eventuale discussione sul futuro dell’area e che il confronto sia pubblico e trasparente, senza ridursi a una consultazione successiva su scelte già definite». Il Comitato chiede dunque documenti accessibili, risposte puntuali e un confronto pubblico che preceda qualsiasi decisione definitiva. L’obiettivo dichiarato è garantire che gli eventuali interventi di riqualificazione rispettino le caratteristiche ambientali e sociali del Porticciolo, salvaguardando le spiagge e la libera fruizione della costa. «Il futuro del Porticciolo non è una questione riservata ad amministratori locali e interessi imprenditoriali. Riguarda tutti noi», ribadiscono gli attivisti, annunciando la volontà di proseguire la mobilitazione. Una presa di posizione che riapre il confronto sul Marina di Pastena proprio mentre si attendono ulteriori elementi sulla proposta attribuita alla nuova proprietà del Polo Nautico. Sul tavolo resta soprattutto una questione: comprendere se e come il progetto possa essere modificato e quale spazio sarà riservato alla cittadinanza nelle scelte che riguardano uno dei tratti più discussi del litorale salernitano.
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