di Antonio Manzo
Proprio nei giorni del terremoto politico in un’area vasta della provincia di Salerno con il commissariamento di ben quattro comuni – Eboli, Capaccio, Battipaglia e Campagna -c’è una scossa per la politica. Ad Eboli si lavora sulla candidatura dell’ex ministro delle aree urbane, Carmelo Conte che nell’intervista di ieri al nostro giornale analizza la condizione della debolezza politica ma anche le possibilità vie d’uscita attraverso nuovi gruppi dirigenti. L’ipotesi nasce da una valutazione approfondita del leader socialista destinatario di una serie di “telefonate ricevute da ebolitani benpensanti, e ce ne sono molti, di ogni ceto sociale” ha dichiarato nell’intervista. Ma lui partendo dall’analisi intenderebbe costruire una proposta civica contro “l’insubordinazione politica e la tirannia del locale e del populismo” come afferma con un non esplicito ma ben individuato riferimento all’attuale sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, leader di quel Pd che proprio lui e i suoi avrebbero indotto gruppi consiliari a sfiduciare i sindaci di quattro comuni. L’analisi di Conte arriva anche alla proposta politica per la realtà del centro ebolitano dove è stato sindaco nel 1970 sostenuto dal Psi e da una lista civica (Forze Libere) . Oggi Conte scende in campo dove, nonostante la massa di finanziamenti pubblici – oltre 216 milioni del Pnrr e opportunità urbane, ben tre sindaci sono stati sfiduciati anticipatamente: Martino Melchionda, Massimo Cariello e lo stesso nipote dell’ex ministro Mario Conte. Segno evidente di una scarsa consapevolezza del ruolo di consiglieri comunali, con in beghe vestite da sfondo politico, trasformismo e pretese sempre personali, parole svanite nella inefficienza amministrativa determinata da comportamenti omissivi per il bene pubblico. Così, come avvenuto già a Lecce dove è stata richiamata in servizio l’ex ministro Adriana Poli Bortone a sindaco di Lecce (84 anni) per rimettere in sesto, con successo, il comune di Lecce da sindaco del centrodestra. Per l’ex ministro Carmelo Conte si lavora ad una ipotesi di coalizione composta da forze politiche riformiste e formazioni civiche dopo che già nelle elezioni amministrative fallì con la candidatura a sindaco di Eboli (2000) surclassato da una coalizione piena e riconoscibile di centro sinistra composta dal Partito Popolare fino a Rifondazione Comunista che, cinque anni prima si erano presentati divisi, per la presenza in campo della prima lista in Italia con il simbolo dell’Ulivo in Italia dopo la vittoria di Romano Prodi a palazzo Chigi. Ed esperimento politico, avversato dallo stesso Conte e da un civismo presuntamene rivoluzionario che anticipò il malessere politico che si sarebbe trascinato dolosamente in trenta anni. La coalizione che sorreggerebbe Carmelo Conte vedrebbe la partecipazione di frange del Partito Democratico (Luca Sgroia, presidente del Centro per la ricerca applicata in Agricoltura e dell’azienda Improsta e Damiano Capaccio, noto primario medico pneumologo, a mezza strada tra il partito della Schlein e Giuseppe Conte) con politici di area contiana quali Fausto Vecchio, Salvatore Marisei, già protagonista della stagione dei finanziamenti del Pnrr, Mario Conte, Antonio Conte, già consigliere provinciale. E inevitabilmente l’ex deputato Pd Federico Conte figlio dell’ex ministro in aperto contrasto con De Luca e il Pd provinciale. Con questa squadra che ricomporrebbe anche gli epigoni politici della famiglia Conte ci sarebbero l’ex assessore Massimiliano Curcio, per poco tempo efficiente assessore alle politiche sociali sacrificato insieme ad altri giovani nominati assessori da Conte per il clima rissoso e personalistico dei consiglieri comunali uscenti, e il consigliere comunale uscente (Eboli 3.O La Città delSele) Matteo Balestrieri, laureato in scienze diplomatiche e già funzionario all’Ambasciata d’Italia a Dublino ed ora direttore di Ermes Accoglienza srl dell’università di studi di Siena. Ma su tutti spiccerebbe la vera novità, nell’impegno diretto dell’ex direttore generale dell’Asl Salerno, Antonio Giordano, medico ebolitano di nascita e riconosciuto per la sua professionalità. Per lui il ruolo di direttore generale per preparazione amministrativa e capacità di mediazione nella ricomposizione di una classe dirigente giovane. A Carmelo Conte si opporrebbero gli ex sindaci Gerardo Rosania e Martino Melchionda, il primo, con riconoscibili simboli politici (lui è stato consigliere reginale di Rifondazione Comunista) e formazioni civiche, il secondo con Martino Melchionda alla guida di una coalizione con un cartello politico, al momento, di liste civiche. A loro si aggiunge l’avvocato Eduardo Rocco, da mesi impegnato in un giro propagandistico nei quartieri della città con dirette radiofoniche. Il tema è: i consiglieri comunali eletti con Carmelo Conte dovrebbero garantire l’efficienza amministrativa ad un Comune che ha ricevuto risorse per 226 progetti Pnrr con un finanziamento complessivo di beni 121 milioni di euro e invece, quegli uscenti finiti, nella inconsapevolezza dolosa del mancato impegno con il commissariamento. Ma la città potrà ancora tollerare, ad esempio, il sogno della realizzazione di un nuovo svincolo autostradale che fin dal giugno 2002 (amministrazione Rosania) era al centro di un progetto poi dovuto accantonare nella fase progettuale per salvare qualche interesse particolare, ben tutelato dalla politica e dalla sempre presente fantasia para-urbanistica solo dilatoria? Nell’esperienza politica di Carmelo Conte c’è anche il ruolo di consigliere comunale, di minoranza, agli inizi del 2000 quando invocò, sul tema della sicurezza urbana, di invocare la consulenza del noto” capitano Ultimo” dell’Arma dei Carabinieri per smascherare il clima tossico della città che lo aveva perfino condotto in tribunale negli anni Novanta in un processo poi concluso da assoluzione per l’accusa di essere stato il regista occulto, questa l’imputazione, del rapporto tra politica locale e camorra. Nel curriculum di Carmelo Conte c’è la presenza in tre Governi (Andreotti, Andreotti bis, Amato) ma la realizzazione della legge del 1990 sugli interventi per Roma capitale, il primo provvedimento organico dell’Italia pensato per dotare Roma di risorse e strumenti legislativi speciali legati al suo ruolo di capitale. Ora non potrà assistere all’inefficienza del suo paese natale dotato di in finanziamento ragguardevole di 121 milioni di euro tanto che un noto sito nazionale “ Dagospia” definì “il Pnnr che si era fermato a Eboli”. Proprio la città che vide Carmelo Conte iniziare dal “basso” la lunga carriera politica nazionale, da una forza libera di Santa Cecilia fino all’ombra del Garofano Rosso di Bettino Craxi.
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