Salernitana, vittoria nonostante Cosmi

SALERNITANA-BARI 2-1

SALERNITANA (3-5-2): Galeotti; Pieraccini, Celiento, Anastasio; Longobardi (57’ Villa), Tascone, De Boer (69’ Djamanca), Vitale, Llano; D’Ursi, La Gumina (69’ Lescano). A disposizione: Cevers, Zoia, Gyabuaa, Capuano, Boncori, Del Pin, Cardoni, Bevilacqua. All: Cosmi.

BARI (4-3-3): Cerofolini; Mogos, Cocetta, Anzolin, Elia; Darboe (58’ Grgic), Mendicino, Maggiore (82’ Colangiuli); Della Morte (82’ Manè), Butic, Tribuzzi (86’ Esposito). A disposizione: Pissardo, Mantovani, Bianchi, Spadavecchia, Prisco. All. Rastelli.

ARBITRO: Diop di Treviglio (Rignanese di Rimini-Storgato di Castelfranco Veneto. IV Uomo: Dorillo di Torino. FVS: Spatrisano di Caserta)
MARCATORI: 10’ su rigore Butic, 82’ Lescano (S), 88’ Djamanca (S)

NOTE: Spettatori 14184 (quota abbonati 6674 compresa), 500 dei quali nel settore ospiti. Ammoniti: Butic (B), Vitale (S), Cerofolini (B), D’Ursi (S). Calci d’angolo: 9-6 per la Salernitana (5-4 pt). Recupero 2’pt, ’st.

SALERNO – La bellezza del calcio è questa. Non lo spettacolo, non le giocate e neppure la cornice del pubblico. La vera bellezza del calcio che ne fa autentico romanza è quella casualità o episodicità che sposta giudizi, cambia certezze e a volte anche i campionati. È quel momento in cui tutto sembra finito, basta un niente a sovvertire tutto, come accaduto all’Arechi tra Salernitana e Bari. Ad otto minuti dal termine l’avventura di Cosmi sembrava quasi avviarsi alla conclusione dopo una delle peggiori prestazioni stagionali. Poi in sei minuti prima Lescano e poi Djamanca, inseriti dal tecnico probabilmente troppo tardi, hanno ribaltato la capolista Bari e portato in alto la Salernitana di Cosmi. La bellezza del calcio dopo una partita in cui la Salernitana è stata tutt’altro che bella. Anzi. La sensazione emersa, al di là del risultato, è che dopo otto giornate, questa squadra non ha ancora compreso come giocare, se davvero un’idea lo stesso Cosmi cerca di trasmetterla. Un possesso palla sterile, senza mai riuscire ad accelerare o ad andare in profondità. Glie sterni tagliano e si propongono ma nessuno ha la forza, il coraggio o la qualità di servirli e così si torna all’indietro. Poco movimento, poche idee, con il ritorno alla difesa a tre, vista l’assenza di Achik e il ritorno di De Boer, quello della Salernitana è stato un deciso passo indietro. Vero che il Bari ha sbloccato il risultato dopo dieci minuti su rigore conquistato dall’ex Maggiore, bravo a capitalizzare un errore di Celiento. Dopo il penalty trasformato da Butic (esultanza deprecabile, la sua, vista la serata comunque di festa sugli spalti nda), il Bari di Rastelli ha avuto tantissime occasioni per raddoppiare con Galeotti che è stato sempre attento. E i granata? Nessuna reazione, se non nel finale di primo tempo, quando un rigore non concesso e che ci poteva anche stare, ha come svegliato la squadra di Cosmi che è andata vicina al pari con un colpo di testa di Celiento, con gran parata di Cerofolini e con Llano. Il Bari, dal canto suo, anche nella ripresa ha continuato a fallire ripartenze ed occasioni ed è stato punito in un finale in cui alla squadra di Rastelli sono mancate anche le gambe, mentre la Salernitana ha continuato col suo gioco monocorde, tedioso e prevedibile, in attesa di una fiammata, un miracolo o chissà cosa. D’Ursi è stato l’ultimo ad arrendersi ma quest’anno sembra aver smarrito al momento il feeling con il gol dello scorso anno a Sorrento. Lescano ha sfiorato la traversa, prima di ritrovare il gol e chissà una maglia da titolare, con Djamanca che ha completato la rimonta dei granata per una vittoria importante, la terza consecutiva in casa, che archivia il ko di Crotone. Un sorriso, una vittoria che riaccende entusiasmo e che, chissà, possa essere quella della svolta per questa stagione.

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