Roma/Nocera. Con la morte di Caterina Adinolfi, detta Katia, l’operatrice sanitaria 40enne di Nocera Superiore rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta lo scorso 24 agosto a Cassino, l’accusa della procura di Cassino cambia in duplice omicidio colposo. Il magistrato inquirente Laura D’Auria titolare del fascicolo d’inchiesta sta portando avanti mirati accertamenti per stabilire con esattezza le cause dell’improvvisa esplosione, trasformando l’ipotesi di reato in duplice omicidio colposo contro ignoti. Fondamentale la relazione dei vigili del fuoco – che hanno operato per mettere in sicurezza l’area – la quale ancora non è stata depositata. Al momento tra le cause si ipotizza una fuga di gas dovuto a un guasto dell’impianto. E le verifiche vanno avanti senza sosta: una volta redatta e depositata la relazione dei vigili del fuoco, la procura proseguirà con le consulenze tecniche attraverso una super perizia dell’impianto che distribuisce il gas nella palazzina a tre piani nel comune di Cassino. Intanto la Asl di Frosinone ha ricordato con profonda commozione l’operatrice sociosanitaria di 40 anni scomparsa al Sant’Eugenio di Roma. “Caterina era arrivata da poco, ma aveva già lasciato un segno luminoso: la gentilezza che donava senza riserve, la disponibilità verso tutti, il senso del dovere con cui si prendeva cura dei pazienti. La sua mancanza pesa come un vuoto ingiusto. Ci stringiamo alla sua famiglia, agli amici e ai colleghi, custodendo il suo esempio e il suo sorriso, che continueranno a vivere nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di incontrarla”. L’ operatrice socio-sanitaria è morta nella notte tra martedì e mercoledì al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove era ricoverata da giorni. Per tutta la durata del ricovero, medici e familiari hanno sperato che potesse riuscire a superare le conseguenze delle gravissime ustioni riportate nell’esplosione. La paziente inoltre aveva subito un delicato intervento di chirurgia vascolare per uno pseudo aneurisma dell’ istmo dell’ aorta dovuto al trauma da esplosione. La tragedia per Katia e la sua famiglia era già stata segnata da un’altra terribile perdita. Appena dieci giorni fa era morto il suo compagno, Carmine Sirica, 54 anni, infermiere, anche lui ricoverato al Sant’Eugenio in seguito alle conseguenze dell’esplosione. Una tragedia nella tragedia che ha visto spezzarsi, nel giro di appena dieci giorni, le vite di due persone legate anche professionalmente al mondo della sanità. Katia, Oss e Carmine, infermiere erano entrambi dipendenti dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino ed erano originari dell’agro nocerino. Le due autopsie sui corpi dei due potranno fornire elementi utili all’inchiesta che la procura sta conducendo sull’episodio. Al momento contro ignoti ma con un’ipotesi di reato, il duplice omicidio colposo, che ora si è ulteriormente aggravata. La coppia quella mattina del 24 agosto scorso si era svegliata da poco e si apprestava a fare colazione. Una fuga di gas, probabilmente, avrebbe provocato esplosione e crollo. Sarebbe infatti bastata l’accensione di un fornello per preparare il caffè a causare la deflagrazione. È l’ipotesi più tenuta in considerazione dagli inquirenti che hanno puntato l’attenzione soprattutto su un eventuale malfunzionamento dell’impianto.
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