di Erika Noschese
A pochi giorni dalla riapertura dei cancelli scolastici, esplode l’indignazione e la protesta dei genitori degli alunni frequentanti il plesso “Mazzetti” del quartiere Pastena, facente parte dell’Istituto Comprensivo “Alfano-Quasimodo” di Salerno. Una vertenza che trascina da mesi una profonda sensazione di esasperazione tra le famiglie, costrette ad assistere al costante e inesorabile decadimento della struttura di quartiere senza che alle parole rassicuranti delle istituzioni abbiano mai fatto seguito interventi risolutivi o manutenzioni concrete. A testimoniare in maniera inequivocabile la gravità della situazione vi sono le immagini scattate dagli stessi genitori all’esterno del plesso, scatti che immortalano una condizione di evidente incuria e abbandono: vegetazione incolta e erbacce selvatiche che infestano gli accessi e le aree esterne, intonaci visibilmente sgretolati e degradati lungo le pareti perimetrali, sporcizia accumulata nello spiazzo antistante l’ingresso e persino catene arrugginite a presidiare i cancelli d’accesso. Una cartolina ingenerosa e desolante per un luogo che dovrebbe garantire decoro, sicurezza e accoglienza ai bambini del territorio. “Siamo ormai giunte al limite della pazienza di fronte a una situazione di completo abbandono che si trascina da anni senza risposte”, spiegano le madri riunite in un comitato spontaneo per far sentire la propria voce e denunciare quanto sta accadendo all’interno e all’esterno del plesso scolastico. “Qualsiasi iniziativa portata avanti per il bene dell’istituto viene mossa in estrema buona fede, con l’unico scopo di garantire che i nostri figli possano affrontare il proprio percorso di studi nel miglior modo possibile, all’interno di un ambiente sicuro, dignitoso e adeguato sotto il profilo dell’istruzione e della civiltà. È inconcepibile che gli spazi esterni versino in condizioni di tale degrado, con erba altissima mai tagliata, sporcizia ovunque e una totale assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria. Abbiamo dovuto assistere per mesi persino alle perdite d’acqua causate da tubi rotti non riparati lungo i muri perimetrali, con pozzanghere perenni che costringevano i bambini a percorsi tortuosi pur di accedere agli spazi scolastici, per non parlare dei rifiuti e della sporcizia mai rimossi dallo spiazzo dove i piccoli dovrebbero poter transitare in sicurezza. Più volte sono state avanzate rassicurazioni e promesse di interventi di tinteggiatura o di bonifica del giardino, ma ad oggi la situazione è rimasta identica e le famiglie si sentono completamente abbandonate al proprio destino”. Oltre alle carenze strutturali e igienico-sanitarie legate alla manutenzione degli spazi interni ed esterni, la preoccupazione più grande delle famiglie riguarda la gestione complessiva dei servizi e la sorte stessa del plesso Mazzetti, minacciato da una progressiva contrazione delle iscrizioni che fa temere una chiusura programmata a breve termine. Negli ultimi anni la mancata formazione delle prime classi ha ridotto drasticamente la popolazione scolastica, portando a una riorganizzazione del plesso che accorpa solo poche sezioni rimanenti e costringe le famiglie a continui disagi logistici. A questo si aggiunge la carenza di spazi dedicati all’attività motoria, che richiede trasferimenti a piedi degli alunni verso altre strutture dell’istituto comprensivo anche nei mesi invernali, con evidenti disagi e continue sospensioni delle attività in caso di avverse condizioni meteorologiche. “Siamo andate a parlare con la dirigenza scolastica, siamo state accolte con cortesia e ci sono stati promessi mari e monti, ma nei fatti non si è mosso nulla”, incalzano le rappresentanti dei genitori. “Già la precedente gestione aveva chiaramente ventilato ad alcune madri l’ipotesi che la scuola fosse destinata alla chiusura definitiva, e purtroppo i fatti sembrano confermare quella direzione. La sensazione diffusa è che si stia deliberatamente lasciando morire il plesso Mazzetti per poi accorpare tutto definitivamente presso la sede principale della Quasimodo, trattando la nostra scuola come l’ultima ruota del carro. Molte famiglie che avevano iscritto qui i propri figli si sono viste costrette a frammentare la gestione dei propri bambini, iscrivendoli in plessi e istituti differenti con continui spostamenti per la città e disagi enormi per l’organizzazione familiare. Per anni abbiamo beneficiato della presenza di personale docente e collaboratori scolastici di eccellente livello, professionisti qualificati che amano i bambini e si battono quotidianamente per garantire la vivibilità della scuola, ma non si può pensare di scaricare unicamente sul personale o sulle buone intenzioni delle famiglie la tenuta di una struttura pubblica. Vogliamo che la scuola rimanga aperta, che si garantisca il rispetto dei diritti dei nostri figli e che si intervenga tempestivamente per restituire alla struttura il decoro e la dignità che merita. Non siamo disposte ad accettare in silenzio che la scuola di quartiere venga smantellata pezzo dopo pezzo”. La protesta delle madri del plesso Mazzetti rappresenta dunque un grido d’allarme rivolto direttamente alla dirigenza dell’Istituto Comprensivo “Alfano-Quasimodo” e alle istituzioni locali responsabili dell’edilizia scolastica e della manutenzione urbana. I genitori chiedono risposte chiare e trasparenti sui piani futuri legati alla tenuta del plesso, oltre a un piano d’intervento immediato che possa risanare le criticità igieniche e strutturali accumulate negli anni, evitando che una struttura fondamentale per il tessuto sociale di Pastena venga definitivamente abbandonata all’incuria.
L'articolo Salerno. I genitori della “Mazzetti” in rivolta proviene da Le Cronache.
