Anche i vannacciani, nel loro piccolo (si fa per dire) s’incazzano. E su più fronti. Anche se finora nessuno li ha formalmente invitati, l’idea di entrare nella coalizione di centrodestra comincia a far discutere. Ma è sulla seconda parte del programma di Futuro Nazionale – quella relativa ai valori definiti «non negoziabili» e cioè fine vita, aborto, famiglia, istruzione e identità cristiana – che si registrano i malumori più evidenti. Come scrive Libero, tra i più critici c’è Luca Sforzini, il presidente del Centro Studi Rinascimento nazionale. Il sospetto è che il pensatoio sia stato escluso dalla stesura del programma. Il cosiddetto “Piano Nazionale per la Vita Nascente, la Prevenzione dell’Aborto e il Sostegno alle Donne”, per esempio, potrebbe rivelarsi un boomerang, visto che a fare figli in Italia ormai sono soprattutto gli immigrati. «Esiste una destra che difende la famiglia senza entrare nelle camere da letto», spiega Sforzini al quotidiano, «che può sostenere la natalità senza istituire polizie morali. E poi esistono le cornacchie nere. Sono quelle che consigliano di rispondere alle inquietudini del XXI secolo con il prontuario del XIX». Sforzini poi mette in guardia il generalissimo: «Ci sono momenti nei quali il problema di un progetto non sono i suoi avversari. Sono i suoi consiglieri». E su Facebook, rilanciando l’articolo, azzarda uno slogan: «NO all’estremismo integralista islamico. E NO alla sua versione cristiana».

Speranza e carità
Nel campo largo continua il reality Primarie a prima vista. L’ultima puntata vede come protagonista Roberto Speranza. L’ex ministro della Salute, in un’intervista al Corriere della Sera, è stato netto: le consultazioni per il candidato premier «sono un errore politico e vanno evitate». Il motivo è che «porterebbero a una riduzione dei consensi il giorno in cui si decide la partita, arrecando un danno enorme alla forza uscita sconfitta dai gazebo e quindi all’intera coalizione». Tra una domanda e l’altra, ecco la vera perla: per aggirare il possibile obbligo di indicare il nome del premier sulla scheda «basterebbe fare una scelta simbolica, come un neo diciottenne o un anziano partigiano». Applausi.

La sinistra riparta da Marx
Al dibattito si aggiunge un contenuto premium. È offerto da Massimo Cacciari che al Fatto quotidiano invitando la sinistra a lasciar perdere il woke e ripartire da Karl Marx, ribadisce che con le primarie «il rischio è di farsi male. In sintesi: se vince Schlein, il pericolo è che tanti elettori del Movimento, la metà almeno, non vadano a votare nelle Politiche. Se invece dovesse prevalere Conte, il Pd si sfascerebbe la sera stessa». Alle primarie, continua l’ex sindaco di Venezia, ci si dovrebbe confrontare su diverse proposte «non certo su chi è più bello». Per questo a suo avviso sarebbe un bene se Giuseppe Conte ed Elly Schlein facessero un passo indietro: «Sarebbe una nobile uscita, diciamo. Di certo di questo dibattito sulle primarie non gliene frega niente a nessuno, nel Paese. Ripeto, il tema sono le proposte di governo».

