di Arturo Calabrese
Dal maggio del 2025, mese dell’elezione, a oggi, Gaetano Paolino è stato paragonato a diversi personaggi storici tra l’ironia e il racconto giornalistico. Questa volta, però, la citazione al re dei Franchi è quanto mai adatta. Nessun collegamento fisico o di altro tipo col suddetto, ma semplicemente una coincidenza in termini. Tutto è cominciato già nelle prime ore di ieri mattina, quando nove consiglieri si sono recati dal notaio Luigia La Greca ad Agropoli per rassegnare le proprie dimissioni. Otto di loro, di seguito citati, sono stati eletti in appoggio all’ormai già sindaco, contribuendo di fatto tanto all’elezione quanto alla decadenza. Angelo Quaglia, presidente del Consiglio, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastandrea, Gianmarco Scairati, Eustachio Voza e Adele Renna, seppur ormai lontani dal primo cittadino, erano stati eletti con lui. Simona Corradino, unica della minoranza ad essere rimasta fedele alle indicazioni degli elettori, ha preso parte alle dimissioni, in perfetta coerenza con quanto detto e fatto negli ultimi mesi in Consiglio comunale. Le firme sono state apposte dinnanzi al notaio: “con profondo dispiacere e forte senso di responsabilità (i consiglieri, ndr) – si legge – rassegnano contestualmente e personalmente le dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale”. Insomma, al netto dell’unica consigliera di opposizione, Paolino è stato tradito dai suoi, da coloro che nel maggio del 2025 gli hanno di fatto consegnato la fascia tricolore. Nella Caporetto in salsa capaccese per il primo cittadino non compaiono Luca Sabatella e Pamela Volpe, rimasti fedeli, e i cinque che invece sono stati eletti in minoranza e si sono riscoperti grandi sostenitori di Paolino e delle sue attività, tra PUC approvati e poi ritirati, tagli di nastro e amenità varie. Carmine Caramante, candidato sindaco e fiero sfidante, e, in ordine sparso, Fernando Maria Mucciolo, rappresentante di Fratelli d’Italia, Domenico “Mimmo” De Riso, Luigi Gino Delli Priscoli, Marianna Ruggiero. Gli ultimi tre eletti nella coalizione di Simona Corradino e poi passati dall’altra parte della barricata. Si interrompe, quindi, quella che potrà essere considerata tra le più brevi esperienze amministrative della città dei templi. L’amministrazione Paolino non ha mai brillato, anzi, ha spesso fatto nascere numerose polemiche riguardanti svariati argomenti. Su tutte, l’incarico a Josep Ejarque, a cui è stato affidato il compito di individuare delle strategie per rilanciare il turismo, il Piano Urbanistico Comunale prima approvato, poi revocato, la trasformazione della partecipata Paistom in società a responsabilità limitata. Insomma, non sono stati certo quindici mesi sereni per un’amministrazione che sarà ricordata più per il terremoto e i cambi di casacca che per gli obiettivi raggiunti, vicini allo zero. Da sottolineare, adesso, che lo spettro dello scioglimento per infiltrazione mafiosa non è del tutto sparito all’orizzonte. Se ciò dovesse avvenire, il commissariamento sarà molto lungo e allontanerebbe il ritorno alle urne.
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