Salerno avrebbe bisogno di un sindaco e non di un condottiero

Fabio Mammone* ”

Quando il cittadino paga la scelta di amministrare e non di governare”. In questo momento storico a Salerno non può che sovvenire alla mente il pensiero di Platone il quale affermava che “la vera arte del politico è avere cura degli uomini. Non comandare, non amministrare, non imporre. Ma prendersi cura. Una cura che non si esercita dall’alto, ma intreccia i diversi fili della comunità”. Salerno avrebbe bisogno di un sindaco e non di un “condottiero”, di un politico che conosca l’arte della politica di Platone e non quella del comandare senza rapportarsi ai reali bisogni della comunità. I Salernitani pagheranno, ancora una volta, per le politiche di chi oggi si erge ancora a salvatore della città. La mancata adesione del Comune di Salerno alla rottamazione dei tributi locali e le dichiarazioni del Sindaco sulla necessità di mettere ordine nei conti pubblici hanno dimostrato gli errori di valutazione nelle scelte amministrative compiute, che hanno portato l’ente ad una gravissima fragilità di bilancio. I nostri concittadini, pertanto, oggi, debbono contribuire al risanamento delle casse comunali, provate da politiche dissennate, attuate dalle giunte di sinistra e riconducibili a chi oramai ha in mano le redini della città da oltre trent’anni. Il Comune di Salerno ha deciso, anche in danno ai cittadini onesti, che per motivi contingenti non hanno potuto pagare in tempo, di fare cassa con interessi e sanzioni, privandoli unitamente alle piccole imprese, che hanno attraversato momenti di difficoltà, della possibilità di mettersi nuovamente in regola, versando il dovuto e, di certo, non importi gonfiati all’inverosimile. Ed ecco che i cittadini salernitani pagano, nuovamente, gli errori di amministratori disattenti, che hanno dimostrato di non riuscire a governare e scontano l’assenza trentennale di una politica capace di guidare la comunità, programmando un futuro produttivo, senza pesare su di essa con tasse esose tra le più alte d’Italia. Salerno, oggi, subisce il dominio di un ristrettissimo gruppo o addirittura di un solo uomo, poco propenso all’ascolto, che ha deciso di amministrare una intera comunità arroccato all’Inter del suo palazzo. C’è da domandarsi, davanti alle attuali decisioni, se prima di una simile scelta si sia provveduto ad un riaccertamento dei residui attivi di bilancio e se, realmente, tutti i crediti iscritti in bilancio siano recuperabili, oppure il loro mantenimento sia una scelta di comodo di cui dovranno onerarsi i cittadini. La rottamazione avrebbe consentito ai debitori di potersi rimettere in regola e magari ripartire con maggiore forza dopo un momento di difficoltà, perché rottamare non significa condonare o non pagare, ma versare quanto originariamente dovuto, senza interessi, sanzioni e sovrattasse. Ritengo un errore imperdonabile quanto accaduto e mi dispiace costatare che i cittadini assistano impotenti, ma con dignità, al silenzio assordante di molti loro rappresentanti. *Noi popolari riformisti

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