A Salerno vivere vicino al porto fa crescere il valore degli immobili

Quanto incide la vicinanza al porto sul valore di una casa? Se nell’immaginario comune vivere a pochi passi dal mare è spesso associato a prezzi immobiliari più elevati, il rapporto tra aree portuali e mercato residenziale non è sempre scontato e varia sensibilmente in base al contesto urbano, alla qualità degli spazi circostanti e alla funzione svolta dallo scalo marittimo. A fare luce sul fenomeno è l’ultima ricerca di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, che ha analizzato le variazioni dei prezzi degli immobili in vendita nelle zone adiacenti ai principali porti italiani, confrontandole con i valori medi delle rispettive città. Dallo studio emerge come, in diverse realtà, la presenza del porto rappresenti un vero e proprio elemento di valorizzazione del mercato immobiliare, soprattutto quando l’area portuale è integrata nel tessuto urbano, caratterizzata da servizi, collegamenti e processi di riqualificazione. Il caso più significativo è quello di Salerno, dove acquistare un’abitazione nelle immediate vicinanze del porto richiede un budget medio superiore ai 3.500 euro al metro quadro. Un valore che si traduce in un incremento del 23% rispetto alla media comunale, pari a 2.863 euro/mq. Un differenziale che colloca il capoluogo salernitano tra le città italiane dove il “fattore porto” incide maggiormente sulle quotazioni immobiliari. Salerno non è però un caso isolato. Anche in altre città portuali italiane la vicinanza allo scalo determina un aumento dei prezzi rispetto alla media cittadina. A Messina, ad esempio, gli immobili nelle aree limitrofe al porto raggiungono valori medi di 1.288 euro/mq, con un incremento del 22% rispetto alla media comunale di 1.056 euro/mq. A Trieste, invece, il divario è del 21%: 3.201 euro/mq nelle zone vicine al porto contro una media cittadina di 2.640 euro/mq. Significativo anche il dato di Ravenna, dove le abitazioni nelle aree portuali registrano una crescita del 19% rispetto al resto del Comune: 2.562 euro/mq contro 2.151 euro/mq. La tendenza positiva prosegue anche a Bari e La Spezia, seppur con valori differenti. Nel capoluogo pugliese una casa nei pressi del porto costa mediamente il 15% in più rispetto alla media cittadina, con 2.603 euro/mq contro 2.255 euro/mq. Nella città ligure l’incremento si attesta invece al 10%, con prezzi medi di 2.428 euro/mq rispetto ai 2.203 euro/mq del Comune. Più contenuta, ma comunque presente, la crescita dei valori immobiliari nelle zone portuali di Napoli, dove il differenziale è del 7% (3.238 euro/mq contro 3.017 euro/mq), Palermo (+2%, con 1.575 euro/mq rispetto a 1.548 euro/mq) e Civitavecchia (+2%, 1.852 euro/mq contro 1.822 euro/mq). Il quadro restituito dalla ricerca evidenzia dunque come il porto possa rappresentare un elemento di attrattività per il mercato immobiliare, soprattutto nelle città dove lo scalo marittimo è diventato parte integrante della vita urbana e del processo di trasformazione degli spazi cittadini. A Salerno, in particolare, la crescita dei valori nelle aree prossime al porto conferma il peso strategico della fascia costiera e delle zone centrali nella domanda abitativa, sostenuta anche dal crescente interesse turistico e dalla progressiva valorizzazione del fronte mare.

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