Teodoro Maffia, lo speaker che sussurrava alla radio

Enzo Sica

 

 

 

Lo possiamo definire il <guru> della radiofonia libera salernitana, un termine che calza benissimo se parliamo di Teodoro Maffia, classe di ferro (1950) tra coloro che hanno dato vita, nella nostra città, al vasto e bel movimento delle radio libere che cinquant’anni fa hanno iniziato il lungo percorso. <Non tortuoso – glissa subito il direttore Maffia – ma che certamente ha dato lustro alla nostra città con tante radio che sono nate rappresentando anche il modus vivendi dei salernitani>.

Ecco, ma come nasce Teodoro Maffia radiofonico in quel lontano 1976?

<Ricordo che era il mese di settembre di quell’anno quando iniziammo con Radio Salerno City in via Canalone le trasmissioni. Studi improvvisati con Peppe Pompamea, Gino Sarli, il carissimo amico Nino Senatore. Gli argomenti di cui si trattava andavano dalla musica leggera alla Salernitana che è stato sempre un cruccio per tutti noi visto che militava sempre in serie C. Altri tempi, è vero, ma la maglia granata lo possiamo tranquillamente dire è stata sempre al centro di ogni nostra considerazione nelle emittenti dove sono stato. Infatti dopo cinque anni sono andato a Radio Diffusione Campania con gli studi che aveva in via S.Eustachio. Altra esperienza sempre da direttore responsabile che mi hanno consentito di fare un bel percorso radiofonico.

Arriviamo agli anni 90′ con la famosa legge Mammì che mise fuori gioco tante <radio libere> introducendo piani di assegnazione per regolare l’uso, in pratica, dell’etere. Quella normativa, come fai giustamente notare, non permise a tante emittenti nate negli anni 70′ a poter andare avanti. Noi come Radio Bussola, dove nel frattempo ero arrivato, andammo avanti con la dicitura 24 aggiunta vicino alle prime due parole, abbiamo assorbito 4 radio piccole che non potevano continuare il loro percorso aggrappandoci anche ad una testata giornalistica periodica già esistente che aveva Nino Senatore e cominciammo a trasmettere 24 ore su 24, cosa eccezionale e per la prima volta a Salerno visto che che tutto ciò non avveniva prima perchè a mezzanotte in punto i programmi andavano interrotti per poi riprenderli in giorno successivo.

Una bella soddisfazione per te, direttore, per i tuoi collaboratori e per coloro che gravita intorno a Radio Bussola 24?

Certamente si perchè siamo passati dalle radio libere che trasmettevano a livelli elementari, nei garage, in qualche sottoscala solo con musica leggera o sport a realtà che come nel caso della emittente che rappresento sono davvero il fiore all’occhiello di Salerno e della nostra provincia. E il merito, mi sia consentito, va ai tanti collaboratori che si cimentano negli studi di via Carlo Pisacane a Torrione dove c’è la sede della nostra emittente.

Ecco, Teodoro in conclusione della nostra bella chiacchierata possiamo definire le radio libere come lo sono i social di oggi?

<Si, certamente anche se c’era cultura di aggregazione qualcosa che oggi manca davvero. Voglio solo ricordare che in occasione del terremoto che sconvolse la nostra regione e anche la nostra città mandammo trasmissioni in continuazione proprio per essere vicino a chi soffriva e a coloro che avevano perso tutto. Un modo come un altro che essere vicino alle gente ed è anche per questo ma anche per tante altre cose che la nostra emittente ha ricevuto il riconoscimento  della Regione Campania per la giornata dedicata alle radio libere: importante trofeo  e pergamena con una motivazione  che ci inorgoglisce <per aver saputo valorizzare con passione e autenticità il patrimonio della Campania promuovendone le tradizioni popolari, la cultura, il turismo, i dialetti, l’enogastronomia e l’identità del territorio».

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