Rifiuti, a Eboli arrivano i Casalesi

Antonio Manzo

Monnezza d’oro, arrivano i Casalesi a Salerno e provincia per mettere le mani sul sistema di gestione dei rifiuti nei Comuni. La notizia arriva da Eboli, dove è stato appaltato il sistema di gestione dei rifiuti (per ben 38 milioni di euro) ad imprese napoletane con sede legale a Scafati e sede operativa a Gricignano d’Aversa. La ditta alla quale è stato concesso l’appalto (38 milioni di euro) per la gestione dei rifiuti è stata destinataria di una interdittiva antimafia della prefettura di Napoli. I problemi per l’imprenditore Carlo Savoia, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli responsabile di aver truccato la gara da 116 milioni di euro per il servizio rifiuti del Comune di Caserta – con la complicità del ex dirigente Marcello Iovino, del dipendente comunale Pippo D’Auria, di Pasquale Vitale e del sindaco Carlo Marino – non finiscono solo nella storia relativa al Comune capoluogo. Passando per Eboli, arriviamo in Puglia, dove il Tar di Lecce ha sospeso l’aggiudicazione della gara d’appalto per il servizio, sempre di raccolta rifiuti, nel comune di San Donaci, in provincia di Brindisi. Tornando all’appalto gestione rifiuti di Eboli, il provvedimento riguarda la ditta Ecologia e Servizi Italia, società che insieme a Energeticambiente avrebbe dovuto aggiudicarsi anche il mega appalto verde a Caserta oltre quello di Eboli. L’interdittiva antimafia è stata fatta dalla Prefettura di Napoli dopo che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha indagato sulla ipotizzata vicinanza della Ecologia e Servizi al clan dei Casalesi proprio tramite Carlo Savoia, gestore di fatto della società ma, sulla carta, semplicemente marito del socio di maggioranza della stessa ditta, Lucia Iorio. C’è il coinvolgimento di Savoia nell’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sugli appalti truccati, tra cui, come detto, quello di Caserta. Tra le altre cose, l’aggiudicataria non aveva dichiarato, al momento della partecipazione, la sussistenza di rilevanti indagini penali a carico dell’ex amministratore unico dell’azienda Gennaro Cardone (cessato dalla carica il 20 aprile 2020) braccio destro di Savoia, anche lui coinvolto nell’indagine della Dda. Per Eboli resta da chiedersi se la Centrale Unica di Committenza Sele-Picentini non fosse a conoscenza delle indagini sulla ditta arrivata prima, cioè la Ecologia e Servizi. A Eboli la guerra sull’appalto della gestione dei rifiuti vede protagonista la ditta Sarim s.r.l., già affidataria del servizio. Il Tar di Salerno ha esaminato la complessa vicenda e con un’ordinanza cautelare il 23 luglio 2026 i giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Sarim s.r.l., congelando l’iter che aveva portato all’assegnazione del servizio alla società Ecologia e Servizi Italia S.r.l. Nella contesa ruota attorno alla maxi gara indetta dal Comune di Eboli e gestita dalla Centrale Unica di Committenza Area Sele-Picentini, la Sarim s.r.l. ha contestato in sede giurisdizionale l’intera procedura di affidamento. Nel mirino dell’azienda non sono finiti soltanto i singoli verbali e la determina dello scorso maggio con cui era stata disposta l’aggiudicazione a favore di Ecologia e Servizi Italia S.r.l., ma l’intera architettura dell’appalto: dal bando di gara al disciplinare, passando per il Piano industriale, il Capitolato speciale e la delibera di Giunta comunale di approvazione del Piano di gestione dei rifiuti. Nel giudizio si è costituito il Comune di Eboli mentre la CUC e l’Ente d’Ambito ATO Salerno non si sono costituiti. A orientare la decisione del collegio giudicante sono stati i riscontri emersi dalle attività di verificazione svolte nel corso del procedimento, assegnate dai giudici amministrativi a tre docenti dell’Università degli Studi di Salerno. I giudici salernitani hanno ritenuto che l’istanza cautelare fosse meritevole di accoglimento, disponendo la sospensione immediata degli effetti dei provvedimenti impugnati e congelando sia le procedure di gara sia l’esecuzione dell’affidamento. L’udienza di merito è fissata per ottobre. Non si tratta della parola fine ma certamente di uno stop pesante per l’Amministrazione comunale ora guidata dal Commissario prefettizio Gaetano Tufariello, Viceprefetto di Reggo Calabria. La questione si sposta ora all’autunno: il TAR ha infatti confermato l’udienza pubblica fissata per il 7 ottobre 2026, data in cui la vicenda verrà discussa ed esaminata nel merito per la decisione definitiva. Per la gestione dei rifiuti a Eboli (con il sindaco Mario Conte) l’allora segretario generale Domenico Gelormini avviò di fatto l’iter per valutare gli estremi di una eventuale risoluzione del contratto quinquennale, di circa 28 milioni di euro, stipulato il 30 giugno 2020 con la Sarim s.r.l. per l’espletamento del servizio. Secondo il sindaco Conte e il segretario generale dell’Ente ci fu, da parte della Sarim, la violazione del Patto d’integrità accettato e sottoscritto dalle parti con una serie di ulteriori impegni reciproci mirati alla corretta esecuzione del contratto ed improntati al rispetto di regole comportamentali volte a prevenire qualsiasi tentativo di corruzione o condizionamento. A quattro mesi dalla stipula, infatti, la Sarim comunicò all’Ente ebolitano una variazione dell’assetto societario, ovvero la cessione di tutte le quote da parte di due amministratori ai rispettivi figli, uno dei quali assunse contestualmente anche la carica a nuovo presidente del C.d.A. della Sarim al posto del padre. Di qui l’iniziativa del segretario generale che provvide a informare il responsabile dell’Area Ambiente per l’avvio del procedimento conseguente per la risoluzione del contratto dopo previa intesa con l’Autorità Nazionale Anticorruzione. All’epoca, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione era Raffaele Cantone, divenuto qualche mese fa procuratore della Repubblica presso il tribunale di Salerno. L’azienda Sarim s.r.l. ha origini ebolitane ed è attiva fin dagli anni Ottanta. Oggi è una delle maggiori aziende di rifiuti sul territorio nazionale con appalti in diverse città italiane che commentano positivamente la gestione dei rifiuti. Solo a Eboli, lo scorso gennaio, il sindaco Mario Conte e l’assessore all’Ambiente Nadia La Brocca coinvolsero il Consiglio comunale in una delibera con i nuovi indirizzi politici per la raccolta dei rifiuti. Il servizio rifiuti, secondo gli amministratori ebolitani, presentava delle criticità che intendevano superare; criticità segnalate dallo studio tecnico-economico dei responsabili degli uffici dello stesso assessore. Un’inedita discussione sui nuovi indirizza politici neppure fatta per i miliardi di opere pubbliche previste dal PNRR. La stessa Sarim s.r.l. azienda nazionale dovette rinunciare ad un lotto di terreno nella zona industriale di Eboli per la creazione di un nuovo impianto dopo una protesta organizzata contro i rifiuti, unita ad una ossessionante campagna di stampa che sfiorò una subdola estorsione. Mai ad immaginare che la nuova gara di appalto sarebbe stata vinta da una impresa con interdittiva antimafia, con il sospetto di arrivo in un Comune importante di aziende legate al clan camorristico dei Casalesi. Il tutto nell’omertoso silenzio generale. Qualche mese fa, durante un Consiglio comunale, si registrò il clamoroso intervento di un consigliere comunale, Antonio Alfano, il quale – rivolgendosi direttamente al Sindaco Mario Conte – lanciò un monito che non poteva passare inosservato. Il consigliere Alfano denunciava tentativi di condizionamento da parte di ambienti definiti “vicini alla mala politica”, dichiarando “Sindaco, a te e ai tanti cittadini non sfugge che sta emergendo in città, in ambienti vicini alla mala politica e al malaffare, con sempre maggior forza, il tentativo di mettere le mani sui finanziamenti e sugli appalti ed orientare il redigendo PUC ormai alle sue battute conclusive, a manovre affaristiche e speculative”. Secondo il consigliere comunale questi tentativi traevano vantaggio da una fase politica confusa, “ingenuamente innescata”.. Ora la parola passa al Commissario prefettizio che dovrà riportare la legalità in un Comune allo sbando del Sud.

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