di Maria Vita Della Monica
A Eboli si ripete lo stesso copione, per la quarta volta. Il consiglio comunale ieri sera non ha raggiunto il numero legale necessario ad approvare il rendiconto di gestione 2025, restando a un passo dal commissariamento. Al primo appello si è presentato solo il consigliere Damiano Capaccio; al secondo, pronunciato oltre i canonici quindici minuti dal primo, nessuno ha risposto e la seduta è stata dichiarata deserta.Intanto, nei corridoi di Palazzo di Città, mentre il presidente del consiglio Cosimo Brenga e il segretario comunale Lucio Pisano si accingevano a svolgere le operazioni di rito, si consumava un frenetico andirivieni di consiglieri di maggioranza, e non solo di questi, dall’ufficio del sindaco. Per una manciata di minuti, nonostante un clima tutt’altro che disteso, è parso quasi che una soluzione last minute fosse a portata di mano. Poi, all’improvviso, qualche equilibrio deve essere saltato di colpo: c’è chi giura di aver sentito il rumore di una porta sbattuta, accompagnato da un perentorio “Adesso me ne vado!”. A pronunciarlo sarebbe stata la consigliera di maggioranza Marianna Villecco, che subito dopo avrebbe lasciato il Municipio, seguita da altri colleghi. Un gesto che non è passato inosservato a chi, in quel momento, si trovava fuori dall’aula “Isaia Bonavoglia”.Come pure non è passata inosservata l’assenza totale tra i banchi dell’opposizione: fatta eccezione per Capaccio – eletto tra le fila avverse ma più volte vicino, nei fatti, alle posizioni della maggioranza, e anche stavolta indicato come un possibile “ago della bilancia” – nessun altro esponente della minoranza ha ritenuto di presentarsi in aula. Non certo per assistere da spettatore all’ennesimo capitolo della crisi, né tanto meno per fare numero, ma neppure per “vigilare” su quanto stesse accadendo.Molte le indiscrezioni rincorse sulle cause che hanno fatto sì che un probabile, sottile equilibrio numerico, faticosamente raggiunto dal sindaco Conte, sia saltato. Tra queste, quella secondo cui il ritardo nel pronunciare il secondo appello fosse legato all’attesa dell’arrivo in aula del consigliere Damiano Cardiello, di Fratelli d’Italia. In merito alla propria posizione, però, Cardiello ha scelto di affidare le sue riflessioni a un post sui social. Racconta di aver avviato una riflessione a livello di partito, sia territoriale che provinciale, di essersi confrontato “con tutti, al netto del chiacchiericcio di queste ore”, e di aver creduto che i problemi interni alla maggioranza si sarebbero risolti da soli. Rivendica di non essersi mai schierato “contro” per familismo o principio, ma di aver condotto un’opposizione leale, “senza sgarbi istituzionali”, perché – scrive – “era arrivato il momento di cambiare modo di intendere la politica”. Parole che, lette tra le righe, sembrano lasciare intravedere una disponibilità, forse anche concreta, a votare il rendiconto e a dare vita a un governo di scopo: uno scenario che, però, di fronte a una maggioranza ormai troppo logorata per reggersi in piedi, alla fine non si è concretizzato.Si preannuncia dunque una nottata difficile: per il sindaco Conte, che stasera ha visto allontanarsi la possibilità di ricomporre la maggioranza, forse per un soffio. Ma anche per quanti, assieme a lui, continuano a pensare che i numeri necessari possano ancora essere trovati in tempo per quella che, allo stato, rappresenta l’ultima chiamata: la seduta di domani. Solo allora si saprà se per Eboli si aprirà una nuova fase, o se la strada resta quella, ormai obbligata, del commissariamento.
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