Ci sono voluti quarant’anni. Quattro decenni di rinvii, dibattiti accesi e scetticismo per vedere finalmente delineato il destino dell’aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi – Cilento. Ieri, con l’inaugurazione del nuovo terminal da parte di Gesac, quella che per anni è sembrata un’eterna incompiuta si appresta a diventare un hub internazionale al servizio di un territorio a fortissima vocazione turistica.
All’evento inaugurale, l’Onorevole Lucia Vuolo *(già parlamentare europeo della IX legislatura), accompagnata dal Comandante Pilota Giovanni Piano, era presente tra le massime autorità invitate, pur senza intervenire pubblicamente sul palco durante la cerimonia. Con una successiva nota ufficiale diffusa a margine, l’esponente politico vuole tracciare un bilancio approfondito che va ben oltre la cronaca di un taglio del nastro, svelando la fitta trama di decisioni politiche, europee e territoriali che hanno reso possibile questo storico traguardo e delineando la rotta futura per lo scalo.
La battaglia a Bruxelles: il retroscena tecnico dell’emendamento TEN-T
La vera svolta dello scalo salernitano non nasce per caso, ma da una precisa e complessa architettura normativa a cui l’Onorevole Vuolo ha lavorato strenuamente in Commissione Trasporti a Bruxelles durante il suo mandato nella IX legislatura, in occasione della revisione del regolamento della rete TEN-T (Trans-European Transport Network).
Il regolamento europeo imponeva un vincolo rigidissimo: due aeroporti distanti tra loro meno di 100 chilometri non possono usufruire di identici finanziamenti comunitari, dovendo necessariamente prevedere un solo scalo principale. Un limite che avrebbe penalizzato la Campania e condannato Salerno a un ruolo perennemente marginale rispetto a Napoli.
Per scardinare questo ostacolo, l’Onorevole Vuolo presentò e fece approvare un emendamento cruciale: la possibilità di derogare a questo vincolo di distanza ravvicinata, consentendo a due scali di accedere entrambi ai fondi europei, purché gestiti dalla medesima società di gestione. Una mossa che cavalcava e blindava a livello europeo la lungimirante scelta di Gesac che, già nel 2017, aveva riunito gli aeroporti di Napoli e Salerno sotto un’unica gestione integrata.
L’obiettivo 2030-2031: la vera “finestra d’oro” per i fondi UE
Tuttavia, la burocrazia europea presenta una sfida complessa che oggi va affrontata con pragmatismo. Sebbene l’emendamento sia passato a livello europeo, esso non è ancora direttamente applicabile all’aeroporto di Salerno per ragioni storiche: all’epoca della formulazione del regolamento, lo scalo salernitano registrava una movimentazione pari a zero (nessun passeggero, nessun cargo, nessun movimento aereo).
Qui si inserisce la prossima, fondamentale tappa strategica: la finestra temporale del 2030-2031.
“L’emendamento è una porta che abbiamo aperto a Bruxelles, ma ora spetta a Salerno attraversarla”, spiega l’Onorevole Vuolo, già parlamentare europeo.
“Il nostro obiettivo a medio termine è fare in modo che, entro il biennio 2030-2031, lo scalo abbia consolidato una movimentazione tale da giustificare e sbloccare l’applicazione pratica del mio emendamento. Quella sarà la vera finestra di opportunità in cui l’Unione Europea valuterà i flussi per concedere il pieno supporto finanziario. Non possiamo farci trovare impreparati.”
L’asse politico Roma-Bruxelles: il Parlamento italiano blinda il progetto
L’emendamento europeo non avrebbe avuto la stessa forza senza un fondamentale passaggio politico nazionale, guidato sempre dall’indicazione strategica dell’Onorevole Vuolo. Fu infatti una sua precisa iniziativa politica a spingere il Parlamento italiano a identificarare formalmente l’aeroporto di Salerno come “infrastruttura strategica” nazionale. Questo riconoscimento da parte di Roma fornì la spinta politica e la legittimazione istituzionale necessarie a dare forza e solidità all’emendamento in sede europea, dimostrando come un asse sinergico tra politica nazionale ed europea sia l’unica via per sbloccare i grandi progetti del Mezzogiorno.
Dal dissenso alla convergenza: la soddisfazione per il cambio di rotta di De Luca
Il cammino dell’aeroporto non è stato privo di ostacoli territoriali. Proprio per questo, l’Onorevole Vuolo non nasconde la propria soddisfazione per il netto cambio di posizione da parte del già Governatore e oggi sindaco, Vincenzo De Luca. In passato, De Luca non aveva risparmiato aspre critiche e forte scetticismo sulla nascita e sul potenziamento di questa infrastruttura. Vedere oggi una piena convergenza politica sul valore strategico dello scalo salernitano rappresenta una vittoria per l’intero territorio.
“Prendo atto con profonda soddisfazione del cambio di rotta del Sindaco De Luca”, sottolinea l’Onorevole Vuolo. “La storia e i fatti hanno dimostrato che questa infrastruttura non era un libro dei sogni, ma una necessità vitale. Superare le vecchie resistenze e i dubbi del passato significa mettere finalmente al centro l’interesse dei cittadini e delle imprese salernitane.”
L’appello: accelerare subito sull’intermodalità
Se il percorso verso il consolidamento dello scalo è ormai tracciato, la vera partita si gioca sui tempi di reazione del territorio. L’Onorevole Vuolo vuole lanciare un monito chiaro e preciso a tutte le istituzioni coinvolte: occorre una decisa accelerazione nella definizione dell’intermodalità di sviluppo e fruizione di questo prestigioso hub internazionale.
Non c’è più tempo da perdere dietro a lungaggini burocratiche. Un aeroporto moderno non vive isolato dal contesto in cui è inserito; funziona solo se è connesso in tempo reale e in modo fluido con il resto dei trasporti regionali e nazionali.
“Non possiamo permetterci il paradosso di un aeroporto all’avanguardia bloccato da una viabilità di accesso obsoleta o da ritardi nella pianificazione dei trasporti”, avverte la già parlamentare europea. “Serve uno scatto di crescita immediato. Dobbiamo stringere i tempi per definire come i passeggeri arriveranno e partiranno dallo scalo: ferrovia, strade, collegamenti veloci. L’intermodalità deve diventare realtà operativa subito, per consentire ai viaggiatori di fruire dell’hub in modo rapido e senza disagi.”
Due prospettive distinte: la visione di Paleari e i requisiti TEN-T
Nel dibattito sul futuro dello scalo è fondamentale operare un distinguo chiarificatore tra l’analisi accademica e i vincoli burocratici europei, due piani che spesso vengono erroneamente sovrapposti.
Da un lato, lo studio del Prof. Stefano Paleari (“Quali prospettive per l’aeroporto di Salerno”) costituisce la fondamentale bussola scientifica e gestionale. Il docente si concentra sull’analisi qualitativa delle opportunità inespresse della struttura e sui limiti della gestione corrente, offrendo strumenti di interpretazione rigorosi per ottimizzare l’operatività interna ed esterna dello scalo.
Dall’altro lato, la necessità di raggiungere un target strutturale di circa quattro milioni di passeggeri annui risponde a un’esigenza di carattere prettamente regolatorio e politico-finanziario legato ai corridoi TEN-T. Questo traguardo volumetrico, slegato dalle tesi dello studio Paleari, rappresenta la soglia critica “politica” richiesta per dare corpo a quella massa di movimentazione minima idonea a giustificare lo sblocco effettivo e definitivo dei fondi europei nella finestra strategica del 2030-2031.
La sfida logistica e l’integrazione con il Porto
Per sostenere l’ambiziosa soglia dei 4 milioni di passeggeri e rendere fruttuoso l’impianto normativo europeo, lo sviluppo intermodale deve muoversi parallelamente su due direttrici infrastrutturali precise:
1.Unire aria e ferro/strada: Velocizzare l’adeguamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali attorno all’aeroporto per renderlo facilmente raggiungibile da Salerno, dalla Costiera Amalfitana e dal Cilento.
- Unire aria e mare: Creare una sinergia totale e immediata con l’organizzazione portuale di Salerno, integrando i flussi turistici dei crocieristi e dei viaggiatori in un unico e rapido corridoio logistico.
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