Fonderie Pisano, la Fiom-Cgil torna in piazza

Torna a crescere la tensione attorno alla vertenza delle Fonderie Pisano. A lanciare un nuovo appello è la Fiom-Cgil di Salerno, che denuncia lo stallo seguito all’incontro tenutosi il 27 maggio scorso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno preso parte la proprietà dell’azienda, i rappresentanti del Mimit e della Regione Campania. Secondo il sindacato, a quasi due mesi da quel confronto non si registrano passi concreti né sul progetto della nuova fonderia né sulla ripresa temporanea delle attività nello stabilimento di Fratte. Una situazione che, insieme alle notizie circolate negli ultimi giorni, continua ad alimentare la forte preoccupazione dei lavoratori. «Le missive e le notizie di stampa apprese in questi giorni non fanno che accentuare il clima di preoccupazione, già altissimo, tra le maestranze delle Fonderie Pisano», scrive la Fiom-Cgil, ricordando come dal tavolo romano fosse emersa la volontà condivisa di accelerare i tempi. Per il sindacato è indispensabile procedere rapidamente sia con il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) dello stabilimento di Fratte, alla luce della decisione del Consiglio di Stato, sia con la riattivazione del tavolo ministeriale finalizzato all’individuazione del nuovo sito produttivo destinato a ospitare gli investimenti annunciati dall’azienda. La ripresa temporanea delle attività viene considerata un passaggio fondamentale per garantire continuità occupazionale e produttiva. «Valutare rapidamente la proposta di riavvio significa poter ricominciare, anche se non a pieno regime, a lavorare, uscire dall’incubo degli ammortizzatori sociali che scadranno nell’ottobre 2026 e creare le condizioni per discutere concretamente del nuovo investimento», evidenzia il sindacato. La Fiom sottolinea come il protrarsi dell’attesa rischi invece di aggravare ulteriormente la situazione economica delle oltre 140 maestranze coinvolte. «Ogni giorno che passa senza reali avanzamenti ci mantiene in un tempo sospeso, fatto di incertezze e di gravissime difficoltà economiche per le famiglie. Inoltre aumenta il rischio di una chiusura definitiva delle attività per mancanza di commesse, allontanando la prospettiva di un futuro per l’intero gruppo industriale». Particolarmente critica la posizione espressa nei confronti dell’iter amministrativo. Secondo la Fiom-Cgil, a circa un mese dalla presentazione del progetto di rilancio temporaneo da parte dell’azienda, le richieste di chiarimenti e di ulteriore documentazione tra gli enti coinvolti rischiano di rallentare ulteriormente il procedimento. «Riteniamo che tali approfondimenti potrebbero trovare risposta nell’ambito della Conferenza dei Servizi prevista dalla normativa. La sensazione è che si stia prendendo tempo, ma non ne comprendiamo le ragioni». Da qui l’appello rivolto alle istituzioni affinché venga salvaguardato «un patrimonio occupazionale ed economico per l’intera provincia di Salerno», garantendo al tempo stesso lavoro, salute e tutela dell’ambiente. Per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza, la Fiom-Cgil ha annunciato una nuova mobilitazione. A partire da giovedì 16 luglio prenderà il via un presidio a staffetta davanti agli uffici della Regione Campania di via Generale Clark, a Salerno. L’iniziativa si svolgerà ogni mattina, dalle 9.30 alle 12, e potrebbe essere accompagnata da ulteriori forme di protesta che saranno decise nelle prossime ore. L’obiettivo, conclude il sindacato, è sollecitare «il massimo e necessario impegno di tutti gli attori coinvolti», affinché il percorso delineato nei mesi scorsi trovi finalmente attuazione attraverso atti concreti e tempi certi.

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