di Erika Noschese
L’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi ha compiuto ieri un ulteriore passo in avanti nel suo percorso di sviluppo infrastrutturale. Con l’inaugurazione del nuovo terminal dedicato all’aviazione generale, lo scalo si dota di una struttura moderna pensata per accogliere il traffico dei voli privati, un segmento in grado di generare un notevole indotto economico per l’intero territorio. All’evento ha preso parte l’ex governatore della Campania e sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha tracciato un bilancio del percorso avviato nel 2019 con la fusione tra lo scalo salernitano e la Gesac, società di gestione dell’aeroporto di Napoli-Capodichino, delineando le prossime tappe per il rilancio strutturale dell’intera area. Il primo cittadino ha voluto ricordare la genesi dell’operazione industriale che ha rilanciato lo scalo. “Nel 2019 puntammo sulla fusione con Napoli e lo sviluppo di questi anni dimostra come quella sia stata una decisione strategica importante. Credo che ieri fossimo nelle condizioni di poter fare un primo bilancio da quando nel 2019 abbiamo deciso la fusione dell’aeroporto di Salerno con Gesac, Capodichino. È stata una scelta strategica che ci ha consentito di aprire questo aeroporto. Ovviamente vi sono problemi iniziali di lancio della struttura, ma la realizzazione di questo terminal ci conferma che il master plan che avevamo definito con Gesac va avanti. In questo momento abbiamo investimenti in corso per oltre 600 milioni di euro da parte di Gesac”. Questi investimenti non riguardano unicamente la pista, ma coinvolgono direttamente la mobilità stradale e ferroviaria di collegamento: “Abbiamo 300 milioni di euro per il prolungamento della metropolitana di Salerno fino all’aeroporto. Abbiamo inoltre una settantina di milioni di euro per la viabilità a carico della Provincia. L’operatività di questo terminal ci obbliga a fare anche delle verifiche molto attente sulle criticità che abbiamo registrato in questi anni. Una delle maggiori criticità era legata alla viabilità di contorno. Questo specifico appalto della Provincia ci consente di risolvere il problema”. La riorganizzazione dei collegamenti sta già vedendo i primi frutti concreti sul campo, grazie alle sinergie territoriali: “L’ASI di Salerno ha realizzato il raddoppio della strada Aversana fino all’aeroporto. Quindi si sta affrontando concretamente il problema della viabilità. L’anno prossimo sarà pronta la metropolitana, e in questo modo risolveremo un primo grande problema che è la viabilità di contorno. Successivamente occorrerà fare una campagna di pubblicizzazione dell’aeroporto. Questo è uno scalo che possiede potenzialità immense, ma dobbiamo essere capaci di valorizzarle al meglio”. Per la città, l’operatività del Costa d’Amalfi rappresenta la chiave di volta per un progetto di sviluppo turistico di ampio respiro sulla fascia costiera: “Poi c’è il progetto di sviluppo che abbiamo noi come città di Salerno sulla litoranea orientale, il distretto turistico di valore europeo. Ora anche qui noi abbiamo potenzialità enormi. Siamo l’unica realtà d’Italia in cui un distretto turistico può contare contemporaneamente sull’alta velocità ferroviaria, su una metropolitana, su un porto turistico come Marina d’Arechi, su due stadi e su un palazzetto dello sport. Credo che veramente sia difficile avere tutte queste infrastrutture a ridosso di un aeroporto. Adesso dobbiamo solo lavorare e dobbiamo essere bravi a concretizzare questa opportunità”. Il sindaco ha poi posto l’accento sulla compattezza istituzionale che ha permesso di avviare la gestione unitaria regionale, superando gli scetticismi storici: “È stato decisivo quello che ho promosso io, cioè l’unificazione nell’ambito della Regione Campania degli aeroporti campani. Altrimenti questo aeroporto non sarebbe mai nato. Ora cerchiamo di capirci: la gestione iniziale di un aeroporto non è mai in attivo, non si guadagna subito. Abbiamo bisogno di arrivare, anche per l’aeroporto di Salerno, a perlomeno un milione di viaggiatori per poter contare su utili di gestione. È chiaro che ieri non eravamo ancora a quel livello. Ma l’unificazione con Gesac ci consente di andare avanti perché la società ha un grande programma di investimenti. Io credo che da qui a due anni noi diventeremo un aeroporto che guadagna e che fa utili”. La sfida del prossimo futuro sarà trovare un perfetto equilibrio tra il neonato traffico privato e i voli di linea tradizionali: “Ora dobbiamo stare attenti perché non dobbiamo perdere la parte commerciale, cioè il traffico normale dei passeggeri, poiché questo terminal è dedicato in modo particolare all’aviazione privata. Questa è una grande opportunità. Gli aeroporti che abbiamo in Sardegna, come Olbia, sono strutture che determinano grande ricchezza a condizione però di non perdere il traffico commerciale ordinario, vale a dire il traffico normale e i collegamenti che sono al servizio dei cittadini con i vari terminal d’Europa. Credo che questo processo sia ormai avviato a tutti gli effetti: si tratta di un’opportunità in più, non certo di qualcosa in meno. Adesso dobbiamo lavorare solo per completare i lavori di contorno dell’aeroporto, in modo particolare la metropolitana e la viabilità. Mi pare che sia partito un po’ tutto”. Sul ruolo del Comune di Salerno in questa fase di crescita territoriale, il sindaco ha indicato chiaramente la direzione strategica da seguire: “Dobbiamo far decollare il distretto turistico europeo che dobbiamo realizzare sulla litoranea orientale. Sul centro storico della città non dobbiamo fare più niente, dobbiamo fare i lavori di manutenzione. Abbiamo realizzato Piazza della Libertà, i parcheggi, la stazione marittima, e abbiamo già 500.000 sbarchi dalle navi da crociera. Nella parte storica abbiamo solo problemi di manutenzione al centro storico e dei lavori fatti. L’area di sviluppo reale è quella che va oltre lo stadio Arechi: quei sette chilometri devono diventare, come ho già detto usando uno slogan, la Montecarlo d’Italia. Anzi, sarà qualcosa di ancora più bello di Montecarlo, perché siamo al centro di un bacino turistico che già oggi attrae investitori. Da quando ho annunciato l’idea di questo distretto turistico, abbiamo almeno una decina di catene alberghiere che si sono candidate a fare alberghi. Noi dobbiamo realizzare questo distretto entro quest’anno, almeno per la parte urbanistica per dare certezza agli investitori. Dopodiché, dovremo solo lavorare per promuovere le bellezze del territorio”. Intanto, il primo cittadino del capoluogo ha annunciato che nella serata di oggi, mercoledi 15 luglio, sarà riaperta piazza San Francesco dopo gli interventi di manutenzione che hanno riguardato la pavimentazione, le panchine, la fontana con la statua del Santo, che seguono il raddoppio dell’illuminazione nell’intera area della piazza.
L'articolo De Luca: litoranea più bella di Montecarlo proviene da Le Cronache.
