Oltre dieci giorni di totale paralisi e un pericolo tangibile che peggiora di ora in ora. Via San Giovanni, l’arteria strategica che collega il quartiere di Fratte ai rioni collinari di Cappelle, Matierno, Ogliara e Pastorano, resta completamente sbarrata al traffico a causa del cedimento di una tubatura all’altezza del sottopasso del metanodotto. Nonostante i blocchi e l’evidente rischio di un crollo definitivo verso il terreno, l’esasperazione ha spinto molti residenti a forzare i divieti pur di non restare isolati. Una situazione di stallo e di pericolo strutturale che nasce dall’ennesimo rimpallo di responsabilità tra gli Enti competenti, con il Comune di Salerno in prima fila, scatenando la dura reazione del territorio.
Sulla vicenda è intervenuto duramente Lorenzo Forte, presidente del comitato “Salute e Vita”, che ha dato voce alla rabbia e al senso di abbandono dei cittadini della zona.
«Siamo stanchi di assistere al solito scaricabarile istituzionale sulla pelle dei cittadini. Questa è una zona che alle ultime elezioni amministrative ha espresso ben due consiglieri comunali e che vede tra i suoi residenti esponenti politici di primo piano della città. Viene da chiedersi se i residenti delle zone collinari siano considerati solo un serbatoio a cui attingere in occasione di ogni campagna elettorale, visto che poi, passata la festa, la presenza sul territorio di queste persone diventa pressoché inesistente».
Il presidente del comitato punta poi il dito direttamente contro la narrazione della giunta comunale:
«Cosa intende fare adesso il sindaco? Sente ancora il coraggio di parlare di una Salerno simile a Montecarlo? Forse si riferisce soltanto al centro cittadino e alle zone della movida, perché le nostre periferie, lasciate in questo stato di degrado e abbandono, sono ormai ridotte alla stregua di compound africani. Esigiamo risposte immediate e l’apertura urgente del cantiere prima che accada l’irreparabile».
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