Sarno. Politici, dipendenti e camorristi

Sarno. Notificate le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale a Sarno. Una mala gestio con  infiltrazioni della criminalità organizzata a Palazzo San Francesco hanno decretato anzitempo la fine della consiliatura Squillante: Tutto ruota intorno alla mega inchiesta della Dda di Salerno su Massino Graziano e di altri sodali finiti nel mirino degli inquirenti per un giro di usura, estorsione e riciclaggio contestati dalla procura antimafia. Appalti, incarichi, affidamenti e posti di lavoro considerati pilotati come emerge dal decreto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E non vengono risparmiati neppure i dipendenti «Nel Comune di Sarno sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica». Numerose le motivazioni riportate: «Recenti indagini dell’autorità giudiziaria, il riferimento per la vicenda Graziano, nonché accertamenti condotti dalle forze di polizia, hanno posto in rilievo forme di condizionamento dell’attività dell’amministrazione comunale da parte della criminalità organizzata», si legge nel decreto. I commissari prefettizi hanno sottolineato che a Sarno operano diverse organizzazioni criminali, «che sembrano convivere in una logica di pacifica spartizione delle attività illecite sul territorio, dedite al controllo delle attività economiche e commerciali, avvalendosi di strategie sempre più evolute per l’infiltrazione nell’economia legale ai fini del riciclaggio, all’attività di usura, al traffico di stupefacenti e ai reinvestimenti in attività commerciali, mostrando inoltre la propensione a infiltrarsi nell’amministrazione locale, interferendo nelle competizioni elettorali». La relazione del prefetto di Salerno, Francesco Esposito, si sofferma in particolare sulla figura «di un locale capo cosca, di notevole caratura criminale», arrestato in base alle indagini della Guardia di Finanza e della Procura di Salerno, la cui ipotesi accusatoria riguarda l’appartenenza a un’associazione per delinquere aggravata dall’aver agito con metodo mafioso, ipotesi poi confermata dal Riesame. Il riferimento è a Massimo Graziano, legato tramite parentela ad esponenti del clan di Quindici. La relazione del prefetto ha inoltre effettuato un’analisi dei componenti della compagine amministrativa eletta nel 2024, rilevando per molti di essi collegamenti e frequentazioni con soggetti riconducibili direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata. Alcuni amministratori comunali, inoltre, risultano inoltre avere precedenti penali o di polizia. Un candidato delle liste a sostegno dell’ex sindaco Francesco Squillante nel 2024, poi non eletto, è risultato riconducibile, per stretti rapporti parentali, a una persona agli arresti domiciliari e successivamente rinviata a giudizio per reati commessi in concorso con Graziano.. La commissione d’indagine ha verificato anche le posizioni dei dipendenti comunali di Sarno: alcuni risultano gravati da precedenti di polizia e penali, anche per reati associativi, e altri risultano contigui o con rapporti di frequentazione o parentela con esponenti del locale contesto malavitoso. Poi c’è la vicenda del fondo agricolo di Piano delle Vacche sul Monte Saro a Sarno, concesso a un parente di Graziano. Il fondo, attraverso una serie di anomalie, è stato affidato dal 2022 fino alla risoluzione del contratto prevista per gennaio 2026, al soggetto che ne aveva fatto richiesta nel 2018 in comodato d’uso. Fu pubblicato dalla precedente amministrazione un avviso esplorativo volto a raccogliere istanze per il fitto del fondo e l’unica offerta pervenne dal parente di Graziano. Pur essendo stata dichiarata regolare, la procedura si arenò poiché dal certificato dei carichi pendenti emerse una citazione diretta a giudizio per truffa e falso. La procedura riprese circa due anni dopo, quando lo stesso soggetto richiese nuovamente l’affidamento del fondo rustico in comodato, impegnandosi alla sorveglianza, valorizzazione e restituzione per almeno sei anni, e gli fu quindi affidato per tale periodo. I controlli effettuati dall’amministrazione sulla gestione del bene si sono svolti solo successivamente all’insediamento della commissione d’indagine.
L’avvocato Rubina Pignataro, moglie di Graziano, è stata nominata componente del Nucleo indipendente di Valutazione del Comune di Sarno a seguito di un avviso del gennaio 2023. Il 7 ottobre 2024 il sindaco Francesco Squillante, dovendo sostituire un componente dimissionario, ha nominato al suo posto la moglie di Graziano. Successivamente la stessa  professionista è stata raggiunta da una misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per nove mesi, in quanto indagata per emissione di fatture per operazioni inesistenti. Dall’analisi delle assunzioni effettuate tra il 2024 e il 2025 è emerso un quadro omogeneo di reclutamento del personale non pienamente coerente con i principi di imparzialità, trasparenza e parità di accesso. Sono infine emersi affidamenti relativi ad appalti, forniture, manutenzione del verde pubblico. Un insieme di vicende contestate che hanno portato la procura di Salerno ad aprire un filone di indagine. Si attende la svolta per i personaggi di cui è stata fatta emozione nel decreto del presidente della Repubblica

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