La Corazzata patrimoniale è una cagata pazzesca, ma Schlein insiste

La patrimoniale s’affaccia ciclicamente nel dibattito pubblico della sinistra e subito scompare, se ne parla per un po’, titoli di giornale, solito giro di interviste, qualche punto di riferimento fortissimo per i progressisti brandito come esempio virtuoso (oggi svetta sopra tutti Zohran Mamdani), solito giro di incazzature e poi stop, pausa di qualche settimana, di qualche mese, di qualche anno, e poi si ricomincia.

La Corazzata patrimoniale è una cagata pazzesca, ma Schlein insiste
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Schlein torna all’attacco (e Conte si smarca)

«Penso che non possa essere un tabù» tassare i patrimoni, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, ospite ad Accordi&Disaccordi. «Stiamo parlando dell’1 per cento, forse anche meno, della popolazione rispetto a una esigenza che è quella di garantire servizi pubblici fondamentali al 99 per cento». Sempre stata favorevole, precisa la leader del Pd, a una patrimoniale. Una proposta però che non entusiasma, diciamo così, gli alleati: «La patrimoniale è uno slogan che funziona bene sui social ma non funziona nella realtà», ha detto Matteo Renzi a Quotidiano Nazionale. «Se l’Italia aumenta le tasse ai ricchi, i ricchi se ne vanno dall’Italia. E così abbiamo meno gettito per la sanità, per la scuola, per la sicurezza. Dunque è uno slogan che funziona a parole ma nella sostanza è un autogol».

La Corazzata patrimoniale è una cagata pazzesca, ma Schlein insiste
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

Giuseppe Conte ha sempre espresso la sua contrarietà, anche in pubblico. L’anno scorso, a novembre, quando si riaccese per la milionesima volta il dibattito sull’argomento, il leader del M5s fu piuttosto esplicito: «La patrimoniale non è all’ordine del giorno, non è prevista. Quando se n’è parlato, come fanno eminenti studiosi, lo abbiamo fatto a livello globale». Qualche mese prima, a febbraio del 2025, era stato l’economista-movimentista vicino ai cinque stelle Andrea Roventini, nel corso di un dibattito organizzato dalla Treccani, a rilanciare l’idea, a riaprire la discussione, sempre con il solito giro di interventi (sì Avs, no M5s).

La Corazzata patrimoniale è una cagata pazzesca, ma Schlein insiste
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

L’effetto campagna elettorale

L’avvicinarsi delle elezioni politiche radicalizza i leader e le proposte identitarie dei partiti. Nel 2021, prima dunque delle elezioni del 2022 vinte – chissà perché – dal centrodestra, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, rilanciò l’assalto alle «grandi ricchezze»: «La nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la tassazione sulle grandi ricchezze conviene al 95 per cento degli italiani. In Italia non è che non ci sia la ricchezza ma è suddivisa in un modo talmente ineguale quasi da configurare un quadro immorale. Questa è la realtà», sentenziò su La7. «E poi la nostra proposta, do una notizia, le tasse le toglie: viene cancellata l’Imu sulla seconda casa, e viene cancellata l’imposta di bollo introdotta da Monti che è una tassa sui titoli e sui depositi bancari a prescindere da quanto siano grandi, e quindi assai iniqua. Quindi ci sarebbe una bella fetta di popolazione italiana che paga un sacco di tasse a cui converrebbe davvero questa nostra riforma».

La Corazzata patrimoniale è una cagata pazzesca, ma Schlein insiste
Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Imagoeconomica).

Un altro assist alla maggioranza

Ma quello sulla patrimoniale è davvero un dibattito antico, gli archivi delle agenzie di stampa sono così ricchi da rischiare una robusta tassa sui patrimoni. Magari quello di Schlein è solo riposizionamento in vista delle future primarie che il campo largo dovrà celebrare per scegliere la prossima guida, soprattutto se nella nuova legge elettorale ci sarà l’indicazione del candidato premier. Magari sarà nella piattaforma programmatica del Pd formato elettorale, per la gioia di tutti i riformisti superstiti (che hanno appena ‘perso’ Pina Picierno) che hanno deciso di rimanere democratici sperando di non dover morire schleiniani. In ogni caso è il solito grande favore che il Pd fa al centrodestra in un momento in cui la coalizione di Palazzo Chigi non brilla. Il governo può adesso mettersi in modalità “Allarme Socialismo” e gridare che non i fascisti bensì i comunisti sono alle porte (tutte cose che funzionano altrettanto bene a livello retorico; anche sui social, per dirla con Renzi). Chissà se arriverà mai il momento in cui qualcuno fra Giorgio Gori e Filippo Sensi salterà su come il celebre Fantozzi gridando che la corazzata Patrimoniale è una cagata pazzesca.

La Corazzata patrimoniale è una cagata pazzesca, ma Schlein insiste
Giorgio Gori (Imagoeconomica).