
“Riconoscere un orrore non significa minimizzarne un altro”, dice l’intellettuale. Che ritiene quello di Israele “un colonialismo feroce” ma condanna la carneficina fatta dei terroristi. Nei territori occupati “regnano rabbia e disperazione. E il fondamentalismo “ha poco a che fare con la liberazione della Palestina”. L’intervista a Karim Kattan.
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