The Judge stasera su Iris: trama, cast e curiosità

Stasera 15 settembre 2023 su Iris andrà in onda il film The Judge alle ore 21.00. Il regista è David Dobkin mentre la sceneggiatura è stata scritta da Nick Schenk, David Seidler e Bill Dubuque. Nel cast ci sono Robert Downey Junior, Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton, Melissa Leo e Vincent D’Onofrio.

The Judge è il film che stasera andrà in onda su Iris, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola con Robert Downey Junior.
L’attore Robert Downey Junior in una scena del film (X).

The Judge, trama e cast del film stasera 15 settembre 2023 su Iris 

La trama racconta la storia di Hank Palmer (Robert Downey Junior), un avvocato di Chicago senza scrupoli che ha come unico obiettivo quello di inseguire i soldi e ottenere ricchezze dai suoi clienti. Tuttavia, un giorno, il fratello Glen (Vincent D’Onofrio) lo chiama per comunicargli la morte della madre. Hank è costretto quindi a ritornare dalla piccola cittadina nella quale è cresciuto, Carlinville, in Indiana. Al funerale della madre oltre a Glen incontra anche il fratello Dale (Jeremy Strong).

L’incontro che lo segna maggiormente però, è quello che ha con il padre Joseph (Robert Duvall), giudice del tribunale locale. Dopo l’incontro, Hank sta per ritornare a Chicago, ma Glen lo chiama nuovamente e gli rivela che il padre è accusato d’omicidio per un incidente che non ricorda di aver commesso. La vittima è addirittura Mark Blackwell, un criminale che anni prima Joseph aveva fatto mettere in prigione con una sua sentenza. Hank decide quindi di difendere il genitore ma questo lo porterà a scontrarsi più volte con lui. Inoltre, l’avvocato dovrà difendersi anche dalla controparte legale rappresentata da Dwight Dickham (Billy Bob Thornton) che vuole fare di tutto per far arrestare Joseph e ottenere la fama.

The Judge, 5 curiosità sul film stasera 15 settembre 2023 su Iris

The Judge, la splendida interpretazione di Robert Duvall

Per il suo ruolo in questo film, Robert Duvall ha ottenuto una nomination agli Oscar. In questo modo, è diventato l’attore più anziano a ricevere una nomination per questo premio, visto che quando ha interpretato il suo ruolo aveva 84 anni.

The Judge, la sceneggiatura del film nella blacklist di Hollywood

La sceneggiatura di quest’opera, scritta nel 2012, è rimasta nella blacklist di Hollywood per due anni. Questa speciale lista raggruppa le migliori sceneggiature che sono state inviate alle principali case di produzioni ma non sono state scelte per essere portate sul grande schermo.

The Judge, il primo film prodotto da Robert Downey Junior

Robert Downey Junior è il protagonista di questo film ma è anche uno dei produttori. Infatti, The Judge è stato il primo film prodotto da Team Downey, la casa di produzione creata dall’attore e dalla moglie, Susan Downey.

The Judge, Robert Duvall non ricordava di aver lavorato con Robert Downey Junior

Robert Duvall e Robert Downey Junior avevano lavorato insieme sul set di altri due film, ovvero Conflitto di interessi nel 1998 e Le regole del gioco nel 2007. Tuttavia, Duvall non ricordava di aver lavorato con Downey Junior e l’ha salutato sul set di The Judge come se fosse la prima volta in assoluto, come ha confessato in una puntata del Graham Norton Show.

The Judge è il film che stasera andrà in onda su Iris, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola con Robert Downey Junior.
I due protagonisti del film (X).

The Judge, due attori presi in considerazione dalla produzione per un ruolo principale

La produzione prima di assegnare il ruolo a Robert Duvall aveva preso in considerazione per la parte sia Jack Nicholson che Tommy Lee Jones. Alla fine, fu scelto Robert Duvall e questa per molti è una delle migliori interpretazione dell’attore negli ultimi anni.

Milano, è morto il ragazzo di 23 anni aggredito in zona Darsena

È morto Yuri Urizio, il ragazzo italiano di 23 anni che era stato aggredito in viale Gorizia, zona Darsena a Milano, intorno alle 4 di mercoledì 13 settembre. Il giovane era stato trovato a terra incosciente e trasportato in codice rosso al policlinico di Milano. Dopo due giorni di agonia e quello che era stato definito un “cauto miglioramento” riscontrato ieri dai medici, il 23enne non ce l’ha fatta.

L’accusa passa a omicidio

Per l’aggressione era stato arrestato dalla polizia un 28enne tunisino, interrogato nella mattinata di venerdì 15 settembre davanti al gip. L’uomo, sin da subito, ha dichiarato di aver aggredito il giovane perché stava importunando una donna. Secondo quanto riportato da Repubblica, si tratterebbe di una ragazza, conosciuta in zona e anche da lui perché chiederebbe l’elemosina nel quartiere in cambio di cioccolata.

Si cerca la ragazza del video

Nelle telecamere del quartiere, riporta il quotidiano, è stata rintracciata la sua immagine vicino a quella della vittima e del presunto omicida, ma di lei si sono perse le tracce e al momento non sono state trovate persone compatibili con la descrizione fornita. Per il 28enne l’accusa passa dal reato di tentato omicidio a quello di omicidio.

Caso Sara Pedri: il tribunale di Trento dispone il reintegro del primario Tateo

Il giudice del lavoro di Trento ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Saverio Tateo, ex primario dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia dell’ospedale del capoluogo trentino. Tateo era stato licenziato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), con il parere positivo del comitato dei garanti, l’8 novembre 2021, a nove mesi dalla scomparsa della ginecologa Sara Pedri, avvenuta il 4 marzo 2021. Il tribunale di Trento ha escluso che le 17 contestazioni disciplinari, in gran parte relative a presunti atteggiamenti vessatori, si configurassero come maltrattamenti. Il giudice ha inoltre condannato l’azienda sanitaria al pagamento delle retribuzioni degli ultimi due anni.

Sara Pedri: la scomparsa e il corpo mai ritrovato

Sara Pedri, ginecologa 31enne di Forlì, era scomparsa il 4 marzo del 2021. La sua auto era stata trovata vicino al lago di Santa Giustina, dove si erano concentrate le ricerche sin da subito. Tra le ipotesi più probabili, quella di un gesto estremo dovuto al mobbing sul luogo di lavoro. Il corpo di Sara non è mai stato ritrovato: una delle ultime grandi operazioni di ricerca, condotta al lago nell’ottobre del 2022, aveva coinvolto cani specializzati arrivati dalla Baviera e sommozzatori attrezzati con elevata tecnologia subacquea.

Ucraina in affanno tra mancanza di soldati e controffensiva inefficace

In una guerra di logoramento vince chi ha il respiro più lungo, chi ha più riserve, che riesce a stare a galla, mentre l’avversario affonda lentamente. Dopo il fallimento dell’opzione A, passeggiata su Kyiv e regime change istantaneo, la Russia dall’aprile del 2022 sta seguendo il piano B, cioè conflitto su lunga durata, pluriennale, con tattica del salame già adottata dal 2014: affettare un pezzo di Ucraina alla volta, finché le condizioni lo consentono, strappando terra all’ex repubblica sovietica che entrerà, chissà se e quando, comunque lacerata nell’Unione Europea e nella Nato, e accelerando la distribuzione dei pesi nel nuovo ordine mondiale.

Ucraina in affanno tra mancanza di soldati e controffensiva inefficace
Soldati ucraini nella regione di Donetsk (Getty Images).

La riconquista dei territori occupati, Crimea compresa, si è rivelata solo propaganda

L’andamento in questi oltre 18 mesi di guerra indica che le previsioni iniziali dell’Occidente, quelle di staccare la spina a Mosca attraverso le sanzioni e l’isolamento internazionale, si sono rivelate aria fritta, almeno per ora. Altrettanto si può dire, scendendo sul piano militare, dei pronostici fatti già nell’autunno dello scorso anno, di una riconquista ucraina dei territori occupati, Crimea compresa, già nel corso di questa estate. Basta andare a guardarsi le dichiarazioni di politici, militari e analisti per capire che qualcosa nelle valutazioni non ha funzionato, anche al netto della propaganda che pervade l’opinione pubblica dalla notoria memoria corta. La controffensiva ucraina, annunciata in pompa magna dalla fine del 2022 e iniziata a giugno del 2023, è in atto da oltre tre mesi e ha prodotto poco, meno senz’altro di quanto sperato e promesso. I motivi sono vari e vanno naturalmente da quello che ha messo sul tavolo la Russia, nonostante i problemi interni, Prigozhin innanzitutto, ai deficit ucraini e dell’alleanza occidentale. E qui si ritorna al discorso della guerra di logoramento e alle riserve di Mosca e di Kyiv.

Ucraina in affanno tra mancanza di soldati e controffensiva inefficace
Il fronte di Kreminna, a Lugansk (Getty Images).

Kyiv, sul lungo periodo, soffrirà la mancanza di uomini

Guardando alla situazione ucraina è chiaro ora, come lo era anche prima dell’inizio del conflitto, sulla carta quindi, che sul lungo periodo i problemi riguardano in primo luogo armi e uomini. Questione di quantità e numeri, appunto. Nelle ultime settimane è risultato evidente quanto Kyiv dipenda per la sua difesa e per il contrattacco dagli aiuti occidentali, nel senso che gli armamenti non bastano mai. A questi in realtà si può comunque supplire, dato che le riserve e le nuovi produzioni Nato potranno comunque competere con quelle russe. Diverso invece il discorso per gli uomini: qui il divario e i limiti ucraini sono lampanti. Non è un caso che Kyiv stia iniziando a cambiare i meccanismi per il reclutamento, stringendo le maglie sui permessi di chi può evitare o ha evitato la coscrizione, dagli studenti sopra i 30 anni a chi se ne è andato temporaneamente all’estero passando per chi ha fornito certificati medici falsi. Nelle forze armate saranno chiamati anche coloro che prima ne erano esclusi per ragioni di salute, da chi soffre di leggere patologie mentali a chi è affetto da Hiv, ma non mostra sintomi; e anche le donne dovranno dare un contributo maggiore, dato che da ottobre chi ha una formazione medica dovrà iscriversi agli uffici di reclutamento. Questo non implica l’invio immediato al fronte, ma è un segnale che i numeri si stanno assottigliando.

Ucraina in affanno tra mancanza di soldati e controffensiva inefficace
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (Getty Images).

Il mistero sulle reali perdite ucraine

L’Ucraina conta insomma nel dettaglio le perdite russe, ma ha coperto le proprie e adesso sembra che stia iniziando a raschiare il fondo. Difficile dire se sia davvero così, ma è un fatto che le avvisaglie non sono incoraggianti, considerando anche il fatto che Mosca non pare avere gli stessi problemi. La questione non è di estrema attualità ma è in ogni caso fondamentale per la prospettiva futura, visto che a quanto pare la controffensiva ucraina non è in grado di sfondare e l’arrivo dell’autunno e della stagione fredda rallenterà le operazioni sul fronte. Sarà il secondo inverno di guerra. Anzi, il decimo, contando la prima guerra nel Donbass cominciata nel 2014.

La Travel Experience di Dufry e Autogrill protagonista agli Airport FAB + Hospitality Awards

Il nuovo player leader nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia, nato dall’unione di Dufry e Autogrill, è stato protagonista indiscusso degli Airport Food & Beverage (FAB) + Hospitality Conference & Awards aggiudicandosi sei prestigiosi riconoscimenti e tre encomi speciali in occasione dell’evento tenutosi a Bangkok, in Thailandia. I FAB + Hospitality Conference & Awards, ideati da The Moodie Davitt Report, sono uno degli eventi più significativi a livello mondiale nel food & beverage aeroportuale e riuniscono tutti gli esperti del settore.

Il ceo di Dufry: «Creiamo valore per tutti gli stakeholder»

Queste le dichiarazioni di Xavier Rossinyol, ceo di Dufry che ha anche tenuto il keynote speech della conferenza: «In qualità di leader mondiale della Travel Experience, siamo molto orgogliosi di aver partecipato a un evento di rilevanza internazionale come i FAB Awards. Il 2023 è stato un anno cruciale per noi: le nostre due aziende, Dufry e Autogrill, si sono unite per creare un player unico sul mercato e i riconoscimenti ottenuti confermano che, come Gruppo combinato, possiamo creare valore per tutti gli stakeholder. In questa occasione speciale, siamo molto felici di esserci riuniti con i nostri partner commerciali in un momento di apprendimento e confronto, condividendo la nostra visione di rivoluzionare l’esperienza di chi viaggia attraverso la nostra strategia Destination 2027, che è stata elaborata sulla base di una profonda comprensione delle esigenze dei nostri stakeholder, dei bisogni dei clienti e dell’evoluzione dei trend del mercato».

I premi e gli encomi ricevuti

Di seguito i premi ricevuti:

FAB SUPERSTAR AWARDS WINNERS

  • STAR TEAM Europe – Back of House: Product Innovation & Concept Development & Training Europe & Italy, Various Airport, Autogrill Europe
  • STAR TEAM America – Back of House: F&B Team at Toronto Pearson Int. Airport, HMSHost North America
  • STAR INDIVIDUAL APAC – Back of House: Arianna Brezigar, Headquarter, HMSHost International

FAB CONCEPT WINNERS

  • AIRPORT CUSTOMER/ HOSPITALITY OF THE YEAR: James Beard Foundation @ORD Chef Series – Chicago O’Hare International Airport, HMSHost North America
  • AIRPORT FOOD HALL OF THE YEAR: Food Hall at Fiumicino Airport Terminal 1 – Leonardo da Vinci–Fiumicino Airport, Autogrill Italy
  • AIRPORT HEALTH-CENTRED OFFER OF THE YEAR: Exki – Brussels Airport, Autogrill Europe

Questi invece gli encomi speciali ricevuti da Dufry-Autogrill:

  • High Tide Bar – Regional Winner APAC for the Concept Award AIRPORT CUSTOMER/ HOSPITALITY OF THE YEAR
  • Path Water initiative – Highly commended for the Concept Award FOOD & BEVERAGE MARKETING CAMPAIGN OF THE YEAR
  • “Make it Happen” ESG Strategy at Seattle-Tacoma Airport – Highly commended for the ESG Award SUSTAINABILITY & ENVIRONMENTAL INITIATIVE OF THE YEAR

Bonomi boccia il salario minimo: «Non risolve il lavoro povero»

«Confindustria resta convinta che la mera introduzione di un salario minimo legale, non accompagnata da un insieme di misure volte a valorizzare la rappresentanza, non risolverebbe né la grande questione del lavoro povero, né la piaga del dumping contrattuale, né darebbe maggior forza alla contrattazione collettiva». Carlo Bonomi boccia senza appello la misura chiesta dalle opposizioni. E dal palco della sua ultima assemblea annuale da presidente, aggiunge: «La Costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto» e questa funzione «è affidata alla contrattazione». L’industria, sottolinea, «negli ultimi 20 anni ha avuto dinamiche retributive di gran lunga superiori al resto dell’economia».

LEGGI ANCHE: L’irrilevanza di Confindustria nella gestione Bonomi e il bisogno di discontinuità

 

 

Dopo Di Maio e Draghi, l’Ue trova un posto pure a Letta

Dopo Mario Draghireclutato” da Ursula von der Leyen come collaboratore per stilare un report sulla competitività europea e l’ex vicepremier Luigi Di Maio inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico, ora l’Unione Europea trova un posto anche per Enrico Letta. All’ex primo ministro e segretario del Pd il Consiglio europeo ha chiesto «una relazione indipendente di alto livello sul futuro del mercato unico da presentare nella riunione di marzo 2024 e invita le prossime presidenze del Consiglio e della Commissione a portare avanti questi lavori, in consultazione con gli Stati membri».

Dopo Di Maio e Draghi, l'Ue trova un posto pure a Letta
Enrico Letta (Imagoeconomica).

Letta a Bruxelles per discutere sul futuro del mercato unico

L’ex primo ministro e segretario del Partito Democratico sarà infatti ospite martedì a Bruxelles della commissione mercato interno dell’Eurocamera per discutere sul futuro del mercato unico Ue. A comunicarlo sono stati gli uffici del Parlamento europeo. Il rapporto di alto livello dovrà essere presentato tra pochi mesi, durante la presidenza belga del Consiglio dell’Ue. Letta si occuperà di raccogliere i pareri dei diversi organismi europei e nazionali, del mondo imprenditoriale e sindacale e delle associazioni della società civile.

Dopo Di Maio e Draghi, l'Ue trova un posto pure a Letta
Enrico Letta (Imagoeconomica).

Letta: «Lavorerò con massimo impegno»

Enrico Letta ha commentato la notizia su X, l’ex Twitter, dove ha scritto: «Ringrazio le presidenze di Belgio e Spagna dell’UE nonché la Commissione europea per aver formalizzato il mio mandato per redigere una relazione sul futuro del mercato unico che sarà presentata all’Euco a marzo. Lavorerò con il massimo impegno nella continuità delle idee di J. Delors».

La Commissione europea: «Mercato unico è fonte di ricchezza comune»

Nella nota diffusa dalla Commissione europea si legge: «Lanciato 30 anni fa, il mercato unico è il fiore all’occhiello dell’integrazione europea, una fonte di ricchezza comune. Di fronte a un mondo sempre più conflittuale, volatile e complesso, è necessario uno sforzo particolare in termini di ripensamento strategico».

Red Canzian: età, moglie, figli e carriera del bassista e cantante dei Pooh

Red Canzian, pseudonimo di Bruno Canzian, è un compositore, cantautore, polistrumentista e produttore discografico italiano noto per essere stato il bassista e la voce dei Pooh. È nato a Quinto di Treviso il 30 novembre 1951 e ha iniziato a suonare la chitarra giovanissimo, a soli 13 anni. Nella seconda metà degli Anni 60 è entrato a far parte del gruppo musicale Capsicum Red con il quale ha partecipato al Festivalbar nel 1971. Proprio durante la manifestazione, Canzian ha incontrato i Pooh che, qualche anno più tardi, l’hanno scelto come bassista e voce in sostituzione di Riccardo Fogli.

La carriera con i Pooh

Red Canzian è riuscito a conquistare sempre più spazio all’interno della band e negli Anni 90 ha iniziato a firmare i primi brani insieme a Stefano D’Orazio, con cui ha scritto tra i pezzi più importanti della discografia del gruppo: Stare senza di te, Tu dove sei, Io ti aspetterò, Portami via e Il cielo non finisce mai. Un sodalizio artistico, quello con i Pooh, durato fino al 2016. Dopo lo scioglimento della band, Canzian ha partecipato per la prima volta da solista al Festival di Sanremo nel 2018 con il brano Ognuno ha il suo racconto, con il quale si è piazzato al 15esimo posto. Nella sua carriera ha pubblicato tre album: nel 1986 Io e Red, con la partecipazione di Loredana Bertè, nel 2014 L’istinto e le stelle, al quale hanno collaborato Ivano Fossati e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, e nel 2018 Testimone del tempo, un concept album composto da 13 brani inediti realizzato con Ivano Fossati, Renato Zero, Enrico Ruggeri, Ermal Meta, Vincenzo Incenzo, Fabio Ilacqua, Gabriele Cannarozzo e Miki Porru.

Red Canzian, noto come il bassista e la voce dei Pooh, è un compositore e polistrumentista italiano. Ha scritto per la band, alcuni dei brani più importanti della loro discografia.
Red Canzian e Beatrice Niederwieser (Getty Images).

Gli amori e la sua vita privata

Per quanto riguarda la sua vita privata, all’artista sono state attribuite storie d’amore con colleghe famose, da Marcella Bella a Patty Pravo fino a Loredana Bertè, Mia Martini e Serena Grandi. Il 29 giugno 1986 ha sposato la cantante Delia Gualtiero, sua compagna dal 1980 e da cui si è separato nel 1992 e dalla quale ha avuto una figlia, Chiara nata nel 1989. A questo primo matrimonio è seguito, il 9 luglio 2000, quello con Beatrice Niederwieser.

West Nile: salgono a 237 i casi, 13 morti

Salgono a 237 in Italia i casi di West Nile nell’uomo dall’inizio di maggio con 13 morti: cinque in Piemonte (+1), sei in Lombardia (+1), due in Emilia-Romagna (+1). Questi i dati del bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati al 13 settembre. In quello precedente i casi erano 205, con 10 morti.

West Nile: salgono a 237 i casi in Italia, 13 i morti. L'ultimo aggiornamento dell'Istituto Superiore di Sanità.
La febbre West Nile è causata da un virus trasmesso all’uomo prevalentemente dalle zanzare (Getty Images).

Nove le Regioni con dimostrata circolazione del virus

Sul totale dei casi, 138 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (24 Piemonte, 41 Lombardia, 17 Veneto, uno Liguria, 47 Emilia-Romagna, tre Puglia, uno Sicilia, tre Sardegna, un caso importato dall’Ungheria), 58 sono stati identificati in donatori di sangue (13 Piemonte, 29 Lombardia, due Veneto, 13 Emilia Romagna, un caso importato dalla Germania), 41 sono i casi di febbre (cinque Piemonte, 11 Lombardia, 22 Veneto, tre Emilia Romagna). Salgono a 49 le province con dimostrata circolazione del virus, in 9 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il primo caso umano di West Nile della stagione era stato segnalato dall’Emilia-Romagna a luglio, in provincia di Parma .

Quali sono i sintomi del virus West Nile

La febbre West Nile è causata da un virus trasmesso all’uomo prevalentemente dalle zanzare. La maggior parte delle persone infettate non mostra sintomi: insorgono problemi gravi solo nell’1 per cento circa dei casi. Fra i casi sintomatici, circa il 20 per cento presenta febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e manifestazioni cutanee. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave: disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Nei casi più critici (circa uno su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Diana – La Storia segreta di Lady D stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 15 settembre 2023 andrà in onda il film Diana – La storia segreta di Lady D alle ore 21.10 su Rai Movie. Il regista è Oliver Hirschbiegel mentre la sceneggiatura è stata scritta da Stephen Jeffreys. Nel cast ci sono Naomi Watts, Naveen Andrews, Douglas Hodge e Geraldine James.

Diana - La storia segreta di Lady D, ecco trama, cast e curiosità del film che andrà in onda questa sera su Rai Movie.
Naomi Watts in una scena del film (X).

Diana – La storia segreta di Lady D, trama e cast del film in onda stasera 15 settembre 2023 su Rai Movie

La trama racconta gli ultimi anni di vita di Diana Spencer (Naomi Watts). Diana è da sempre amata dal pubblico e dal popolo inglese che la reputa una principessa buona e sempre pronta ad aiutare i più deboli. Nel 1992 lei e il marito, il principe Carlo, si separano dopo una lunga e complicata relazione. Quest’evento dà il via a un periodo molto buio per Diana perché da una parte ci sono i paparazzi che vogliono scoprire il suo stato d’animo mentre dall’altra c’è la diffidenza degli altri membri della famiglia reale.

Nel 1995, comunque, la vita di Diana subisce una svolta inaspettata: la donna conosce Hasnat Khan (Naveen Andrews), un chirurgo pakistano molto attraente. Tra i due nasce un importante feeling e una relazione segreta. Nel 1996 Diana ottiene il divorzio da Carlo e inizia una serie di missioni umanitarie in tutto il mondo, facendosi amare sempre di più dalla popolazione. Tuttavia, durante una missione in Angola, i media scoprono la relazione della principessa con Hasnat Khan e la rendono pubblica. Il dottore, impaurito dall’immediata fama, decide di lasciare Diana e per lei inizia un periodo di crisi e sofferenza.

Diana – La storia segreta di Lady D, 5 curiosità sul film 

Diana – La storia segreta di Lady D, gli abiti indossati da Naomi Watts

Secondo Vanity Fair, Naomi Watts ha usato degli abiti che hanno fatto parte del guardaroba di Lady Diana. Inoltre, ha usato una protesi sul naso per somigliare maggiormente alla principessa.

Diana – La storia segreta di Lady D, la prima scelta della produzione per la protagonista

Per la parte di attrice protagonista, la produzione aveva pensato a Jessica Chastain. Quest’ultima si era convinta ad accettare il ruolo ma poi ha dovuto rifiutare per altri impegni.

Diana – La storia segreta di Lady D, la reticenza di Naomi Watts ad accettare

Naomi Watts ha rifiutato il suo ruolo per ben due volte. L’attrice era preoccupata dall’interpretare una personalità storica così famosa e temeva anche la reazione dei figli della principessa. Comunque, dopo aver accettato il ruolo, si è documentata al meglio su Lady D, guardando documentari e spettacoli su di lei.

Diana - La storia segreta di Lady D, ecco trama, cast e curiosità del film che andrà in onda questa sera su Rai Movie.
Naomi Watts, la protagonista del film (X).

Diana – La storia segreta di Lady D, gli incassi al botteghino

Il lungometraggio è stato prodotto con un budget di 15 milioni di dollari e ha incassato in totale circa 22 milioni di dollari.

Diana – La storia segreta di Lady D, le location per le riprese

Per filmare le varie missioni umanitarie di Diana Spencer, la troupe si è spostata tra Croazia, Mozambico e India. Le altre riprese sono state effettuate in Inghilterra.

Orietta Berti testimonial dello spot della Pa: «Più che un posto fisso, è un posto figo»

«Scardinare i vecchi stereotipi per raccontare come sta cambiando la Pubblica amministrazione, scoprire le opportunità del pubblico impiego e il valore di lavorare per la collettività». Si presenta così la nuova campagna di di comunicazione del dipartimento dell’Informazione e l’Editoria e del dipartimento della Funzione pubblica. Gli spot radio e tv saranno trasmessi sui canali Rai a partire da venerdì 15 settembre, mentre per il target “giovani e professionisti” sono stati predisposti materiali social ad hoc con contenuti dinamici per reel e stories.

Il posto fisso? «Era un sogno»

Presentata alla stampa dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e dal sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, ha un messaggio chiaro: lavorare nella Pa è «molto più che una semplice occupazione» perché «più che un posto fisso, è un posto figo!». Testimonial della campagna è la cantante Orietta Berti che ha commentato dicendo: «Quando ero ragazza il posto fisso era un sogno e chi lo aveva era un eroe. Se tu ami il lavoro e lo fai con entusiasmo, dopo i risultati vengono. Bisogna aspettare nella vita».

«ll mito del posto fisso è ormai superato»

Il progetto di comunicazione, selezionato tra quelli delle tredici agenzie creative che hanno partecipato alla procedura comparativa a seguito della pubblicazione della richiesta di offerta sul Mepa, punta a coinvolgere, in particolare, le nuove generazioni. «ll mito del posto fisso è ormai superato», ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che con lo spot intende lanciare un messaggio forte, anche in senso provocatorio, per rinnovare l’immagine del lavoro pubblico.

 

Messina, classe di liceo dovrà ripetere la Maturità

L’incubo più grande degli studenti di scuola superiore diventa realtà. In provincia di Messina, a Spadafora, un’intera classe di un liceo linguistico, il “Galileo Galilei”, dovrà ripetere, a partire dal 20 settembre prossimo, gli esami di maturità. Gli alunni dovranno sostenere di nuovo le prove orali dopo che una loro compagna ha presentato ricorso per aver ottenuto un voto inferiore a 70, affermando di essere stata penalizzata nelle votazioni finali. Una storia che sembra ricalcare quanto raccontato nel film Immaturi, pellicola diretta da Paolo Genovese e arrivata nelle sale nel 2011.

L’ufficio regionale ha annullato gli esami

Ed è stato allora che è entrato in gioco l’Ufficio regionale scolastico. Durante un’ispezione fatta partire dopo il ricorso sono state rilevate «significative irregolarità». Da qui la decisione: gli esami sono stati annullati. Adesso le famiglie preparano un nuovo ricorso, decise a impugnare l’annullamento. Gli esami, se confermati, saranno condotti da una nuova commissione, diversa da quella precedente che è stata oggetto di critiche.

Messina, classe di liceo dovrà ripetere la Maturità
Una classe di liceo (Imagoeconomica).

La sindaca di Spadafora: «Storia surreale»

Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca di Spadafora, Tania Venuto. La prima cittadina, intervistata da Ansa, ha dichiarato: «Mi sembra una storia surreale. Conosco quella scuola perché io stessa ho studiato lì ed è sempre stato considerato un ottimo istituto, mi auguro si faccia chiarezza».