Non-Stop stasera su Italia 1: trama, cast e curiosità

Stasera 15 settembre 2023 andrà in onda il film Non-Stop alle ore 21.20 sul canale Italia 1. Il regista è Jaume Collet-Serra mentre la sceneggiatura è stata scritta da Josh W. Richardson e Christopher Roach. Nel cast ci sono Liam Neeson, Julianne Moore, Lupita Nyong’o e Jason Butler Harner.

Non-Stop è il film che andrà stasera in onda sul canale Italia 1, ecco tutto quello che c'è da sapere al riguardo.
Liam Neeson in una scena (X).

Non-Stop, trama e cast del film in onda stasera 15 settembre 2023 su Italia 1

La trama racconta la storia di Bill Marks (Liam Neeson), un agente federale che si trova su un volo partito da New York e diretto a Londra. Improvvisamente, Bill riceve sul telefono un messgagio da un mittente sconosciuto che lo intima di farsi dare 150 milioni di dollari dal governo. Se Bill dovesse rifiutare, ogni 20 minuti sul volo verrà uccisa una persona. L’agente decide quindi di contattare il suo superiore e spiegargli la faccenda per capire come muoversi. Quando però il superiore controlla il conto offshore al quale dovrebbero essere inviati i soldi, scopre che è intestato allo stesso Bill. Dopo aver ottenuto questa informazione, il capo dell’agente non si fida più di lui e lo abbandona.

A questo punto, Bill Marks dovrà vedersela da solo e si troverà ad affrontare i terroristi presenti sul volo. Ad aiutarlo ci sarà il personale dell’aereo che vuole evitare di perdere la vita. Oltre a ciò, l’agente federale dovrà anche scoprire chi ha rubato la sua identità e ha sfruttato i suoi dati per aprire un conto offshore. Tra tanti colpi di scena e l’azione frenetica, Bill farà in modo di salvare lui e i passeggeri che sono sul volo diretto a Londra.

Non-Stop, 5 curiosità sul film

Non-Stop, il set modellato su un aereo di linea

Il set realizzato per girare le scene è stato modellato su un aereo di linea. Tuttavia, aveva delle dimensioni più ampie rispetto a un classico aereo. Questo perché Liam Neeson è alto 1,93 metri e avrebbe avuto molte difficoltà a girare le scene di azione in uno spazio ristretto.

Non-Stop, la curiosità dell’accento di Liam Neeson

Nella maggior parte dei film, Liam Neeson interpreta personaggi e soldati statunitensi. Tuttavia, questo è uno dei pochi lavori nei quali può usare il suo vero accento irlandese. La pellicola, infatti, spiega accuratamente perché il personaggio di Neeson parla in un determinato modo.

Non-Stop, un’attrice chiedeva spoiler su una serie durante le riprese

Julianne Moore durante le riprese del film era sempre molto vicina a Michelle Dockery, l’attrice che interpreta Nancy in questa produzione. La stessa interpreta anche uno dei personaggi principali della serie Downtown Abbey e, a quanto pare, la Moore chiedeva insistentemente alla collega spoiler e anticipazioni in merito alla serie televisiva.

Non-Stop è il film che andrà stasera in onda sul canale Italia 1, ecco tutto quello che c'è da sapere al riguardo.
Julianne Moore e Liam Neeson nel film (X).

Non-Stop, tantissime comparse hanno fatto parte del progetto

Secondo alcune stime, ben 200 comparse sono state utilizzate per girare questo film. Quasi tutti hanno preso parte alle riprese, visto che solo cinque personaggi muoiono.

Non-Stop, la collaborazione tra i due attori protagonisti

I due attori protagonisti sono Liam Neeson e Julianne Moore. Entrambi avevano già recitato insieme, come marito e moglie, nella pellicola del 2009 Chloe – Tra seduzione e inganno.

Lampedusa, Macron: «L’Europa deve essere al fianco dell’Italia»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che su Lampedusa c’è «dovere di solidarietà europea». Un messaggio chiaro, quello lanciato agli stati europei dal leader francese, che ha sottolineato come «le decisioni verranno prese con l’Italia». L’hotspot sull’isola è al collasso dopo i numerosi sbarchi degli ultimi giorni, che hanno portato in Europa migliaia di migranti. Intanto una delegazione della Commissione Europea si è recata a Lampedusa per una missione durante la quale stabilire il da farsi, dopo aver toccato con mano la situazione.

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Lampedusa, Macron «L'Europa deve essere al fianco dell'Italia»
Alcuni migranti appena sbarcati sull’isola in attesa di essere registrati all’hotspot (Getty Images).

Piantedosi a colloquio con Darmanin

Macron ha proseguito e dichiarato: «Questa situazione dimostra che l’immigrazione è un fenomeno che riguarda tutti gli europei. Serve un approccio umanitario. La nostra responsabilità è prima di tutto quella di prendersi cura delle persone che sono arrivate. C’è un lavoro che si sta facendo tra i due governi e delle decisioni saranno prese. L’Europa deve proteggere meglio le proprie frontiere». Sull’argomento il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in mattinata ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo francese Gérald Moussa Darmanin. La priorità per entrambi è il «blocco delle partenze».

Lampedusa, Macron «L'Europa deve essere al fianco dell'Italia»
Migranti all’hotspot di Lampedusa (Getty Images).

Hipper: «Serve maggiore solidarietà»

Intanto dalla Germania nei giorni scorsi è arrivata la notizia dello stop all’accoglienza dei migranti. La portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, ha spiegato la posizione europea: «L’Italia ha il nostro pieno supporto politico. Stiamo lavorando con Roma dal punto di visto finanziario e operativo. Necessitiamo di solidarietà e contiamo su tutti i Paesi membri. Dobbiamo cooperare a stretto contatto, serve una maggiore solidarietà». Il portavoce tedesco Steffen Hebestreit ha rassicurato «i nostri amici a Roma», spiegando che si troverà il modo per riprendere la cooperazione.

Caso Hermoso, divieto di avvicinamento per Rubiales

Il tribunale spagnolo dell’Audiencia Nacional di Madrid, responsabile del caso aperto per il bacio dell’ex presidente della Federcalcio Luis Rubiales alla giocatrice spagnola Jennifer Hermoso, ha decretato per l’accusato il divieto di avvicinarsi a meno di 200 metri dalla vittima. Il giudice Francisco de Jorge ha inoltre proibito a Rubiales di mettersi in contatto con Hermoso attraverso qualsiasi mezzo durante lo svolgimento delle indagini. L’ex dirigente avrà anche l’obbligo di presentarsi ogni 15 giorni per firmare in tribunale.

Hermoso, divieto di avvicinamento per Rubiales. L'ex presidente della Federcalcio spagnola non potrà poi contattare la giocatrice.
Luis Rubiales (Getty Images).

Rubiales ha sostenuto che il bacio fosse consensuale

Per l’ex capo della Federcalcio spagnola, accusato dalla procura di «aggressione sessuale» e «coercizione», aveva richiesto un ordine restrittivo che prevedesse almeno 500 metri di distanza tra Rubiales ed Hermoso, distanza poi ridotta a 200 metri. Interrogato prima dell’emissione delle misure restrittive, ha negato ancora le accuse a lui rivolte, sostenendo che il bacio con Hermoso sia stato consensuale.

Hermoso, divieto di avvicinamento per Rubiales. L'ex presidente della Federcalcio spagnola non potrà poi contattare la giocatrice.
Jennifer Hermoso (Getty Images).

Il tentativo da parte della Federcalcio di insabbiare lo scandalo

«Siamo molto soddisfatte, nel bacio non c’era nessun consenso ed è ciò che stiamo cercando di dimostrare in aula», ha dichiarato la legale della calciatrice Carla Vall. Così Victoria Rosell, delegata del governo contro la violenza di genere: «Non permettere di avvicinarsi alla persona offesa e impedire che ci siano comunicazioni. Sono misure importanti in una causa per coercizione e aggressione». Hermoso aveva raccontato che, dopo lo scoppio del caso, era anche stata forzata a sottoscrivere un comunicato della Federcalcio spagnola che nelle ore immediatamente successive aveva provato a insabbiare lo scandalo.

Massimiliano Allegri: «Dispiaciuto per Pogba. Bonucci? In bocca al lupo»

«Sono dispiaciuto per Pogba» ha affermato Massimiliano Allegri sul caso di doping legato al giocatore francese «ma non ho altro da aggiungere: c’è un procedimento in corso, ci sono persone coinvolte ed è giusto aspettarne la fine» aggiungendo che «ha subito una sospensione, aspettiamo la sentenza e poi potrò dire cosa cambia per la Juve».

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A Bonucci «faccio un in bocca al lupo»

«Non c’è più niente da dire, abbiamo già detto tanto: ripeto ciò che ho detto, gli faccio un in bocca al lupo per la carriera dentro e fuori dal campo», ha sottolineato Allegri in merito alle parole di Leonardo Bonucci e come riportato dall’Ansa. «Le soap opera sono su Canale 5, ma non mi appassionano e Bonucci è andato in una squadra che fa la Champions: non ho altro da aggiungere».

Il Regno Unito bandirà i cani American Bully XL: «Una minaccia per la vita»

Il Regno Unito ha deciso di bandire i cani American Bully XL dal Paese dopo una serie di attacchi nei confronti dei cittadini. Il primo ministro Rishi Sunak ha annunciato che il governo è già al lavoro su una nuova legge che dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2023. «Sono un pericolo per la nostra società», ha detto in un video pubblicato su X. «È chiaro che non si tratta di esemplari mal addestrati, ma di un modello di comportamento che non può più andare avanti». Giovedì 14 settembre, un ragazzo di 30 anni è morto per le ferite multiple nello Staffordshire. «Gli eventi degli ultimi giorni ci mostrano come questi cani siano una minaccia per la vita», ha specificato la ministra dell’Interno Suella Braverman. «Causano sofferenza nella nostra comunità». Sostegno anche dal partito laburista, che ha anzi criticato la lentezza nelle operazioni. Gli animalisti però non ci stanno: «Non è la soluzione».

L'annuncio del premier Sunak: «Un pericolo per la società». Nel Regno Unito oltre 20 mila attacchi nel 2022. Legge in vigore entro fine 2023.
La ministra dell’Interno britannica Suella Braverman (Getty Images).

American Bully, quali sono i cani presto banditi nel Regno Unito

Per poter varare la nuova legge, Sunak ha chiesto uno studio al fine di circoscrivere la razza e indicare quali cani debbano essere messi al bando. Al contrario degli Usa, infatti, il Regno Unito ancora non riconosce gli American Bully come razza specifica. Stando ai report della Bbc, si tratta di un incrocio risalente agli Anni 80 tra un pitbull terrier e un american staffordshire terrier particolarmente muscoloso. Negli anni, a seguito di ulteriori incroci con altre razze, sono sorte quattro specie differenti, distinguibili da standard a XL in base alla loro taglia. Secondo Bully Watch, sono arrivati in Uk fra il 2014 e il 2015, diffondendosi con grande rapidità su tutto il territorio. «Questo primo passo dovrà avvenire rapidamente», ha proseguito Sunak. «È fondamentale agire nel più breve tempo possibile».

Nel Regno Unito, i ricoveri ospedalieri sono gradualmente aumentati negli ultimi 15 anni. Solamente nel 2022, le autorità hanno registrato quasi 22 mila aggressioni che hanno ferito più o meno gravemente quasi 9 mila persone fra Inghilterra e Galles. Nel 2018 erano appena la metà. La situazione non è migliorata nel 2023, tanto che in poche settimane si sono registrati diversi attacchi tutti riconducibili ad American Bully XL. Cinque giorni prima dell’ultimo decesso, sabato 9 settembre, una ragazzina di 11 anni era stata infatti aggredita da un possente molosso a Bordesley Green, non lontano da Birmingham. A salvarla due uomini, finiti però in ospedale per le ferite provocate dai morsi dell’animale. Nel Regno Unito, grazie al Dangerous Dogs Act varato nel 1991, è già vietato il possesso di pitbull terrier, tosa giapponesi, dogo argentino e fila brasileiro.

Il parere degli esperti: «Attaccano solo in base a tre ragioni»

Sebbene il primo ministro Sunak abbia parlato di un comportamento slegato dall’addestramento, alcuni esperti hanno espresso un parere contrario. È il caso della dottoressa Candy d’Sa che, pur avendo parlato di una razza solitamente mansueta, ha detto al Sun che gli American Bully XL possono «diventare delle macchine omicide in alcune particolari occasioni». Sono infatti più aggressivi con le temperature torride dell’estate, se vivono gran parte della loro esistenza nei canili e soprattutto se non hanno imparato a socializzare con gli umani da piccoli. «Servono proprietari altamente specializzati», ha spiegato la dottoressa. «Inoltre non sono certo cani da bilocale, serve loro spazio».

Panico su un volo da New York a Roma: aereo perde quota per 8 mila metri in 10 minuti

Un aereo della compagnia United, partito dall’aeroporto di Newark, a New York, è diretto a Roma Fiumicino, è diventato un luogo di terrore per 270 passeggeri e 14 persone dell’equipaggio. Il volo 510 è partito mercoledì 14 settembre alle 20.37. Ma il Boeing 777, dopo mezzanotte, è stato costretto a rientrare alla base «a causa di un problema di pressurizzazione» che lo ha fatto scendere di quota velocemente di «oltre ottomila metri in dieci minuti».

L’aereo ha fatto due giri sopra la Nuova Scozia

A specificare che il problema potrebbe essere stato generato da una «perdita di pressione nella cabina» è stata la compagnia stessa. Un portavoce della Federal Aviation Administration, invece, ha spiegato che i passeggeri sono poi ripartiti per Fiumicino con un altro aereo. Durante il volo, secondo la ricostruzione, il Boeing 777 ha perso quota velocemente e il pilota è riuscito a invertire la rotta effettuando due giri sopra la Nuova Scozia, in Canada, a un’altitudine stabile. La United Airlines ha affermato che «il volo è atterrato in sicurezza».

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Panico su un volo da New York a Roma aereo perde quota per 8 mila metri in 10 minuti
Un aereo della United Airlines decolla dall’aeroporto di Newark (Getty).

Maria Antonietta Cutillo morta fulminata in vasca: sequestrato il caricabatterie

Se le componenti elettriche del caricabatteria fossero state a norma, Maria Antonietta Cutillo, la 16enne di Montefalcione, in provincia di Avellino, non sarebbe morta fulminata nella vasca da bagno.

Se il caricatore fosse stato a norma «l’evento letale non si sarebbe verificato»

Il decesso della giovane avvenne il 2 maggio 2023 dopo che il suo telefonino, collegato al caricabatterie, scivolò in acqua: la scarica elettrica si propagò attraverso il corpo di Maria Antonietta direttamente dalla estremità libera del cavo Usb con il quale stava caricando il cellulare mentre parlava con un’amica. A queste conclusioni è giunta la procura di Avellino che nei confronti di cinque imprenditori, quattro dei quali di nazionalità cinese, operanti in Toscana e Lombardia, ipotizza i reati di omicidio colposo, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti. Il procuratore capo di Avellino, Domenico Airoma, ha chiesto e ottenuto dal gip del Tribunale irpino il sequestro preventivo di un gran numero di caricabatterie di fabbricazione cinese risultati non conformi agli standard comunitari e dunque potenzialmente pericolosi. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, che si sono avvalse del contributo del Reparto tecnologie informatiche del Racis, hanno accertato difetti di fabbricazione di uno dei componenti interni del caricabatterie utilizzato da Maria Antonietta. In particolare, il «condensatore ceramico a disco» avrebbe mostrato «difetti riconducibili alla scarsa qualità tecnica del materiale con il quale tali dispositivi sono realizzati». Secondo il Racis, «se il condensatore interno fosse stato costruito impiegando componenti elettriche con i criteri previsti dai prodotti con marchio Cee, l’evento letale non si sarebbe verificato». La diffusione sull’intero territorio nazionale dei prodotti oggetto di sequestro ha indotto la procura di Avellino ad estendere le ricerche anche nel proprio territorio di competenza.

Il debito pubblico tocca un nuovo record: 2.858 miliardi a luglio

Cresce ancora il debito pubblico italiano. Come comunica la Banca d’Italia a luglio 2023 è aumentato di 10,4 miliardi rispetto a giugno, risultando pari a 2.858,6 miliardi di euro. L’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (26,6 miliardi, a 68,4) e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,5 miliardi) hanno più che compensato l’avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (16,7 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sotto-settori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 11,3 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,9 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invece sostanzialmente stabile. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,7 anni.

Le entrate tributarie contabilizzate sono state pari a 66 miliardi

La quota del debito detenuta da Bankitalia è diminuita al 25,2 per cento (dal 25,4 per cento del mese precedente), mentre a giugno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quelle detenute dai non residenti e dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) sono leggermente aumentate, collocandosi rispettivamente al 26,9 e all’11,8 per cento. A luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 66 miliardi, in aumento del 12,6 per cento (7,4 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2022. Nei primi sette mesi del 2023 le entrate tributarie sono state pari a 297,4 miliardi, in aumento del 7,5 per cento (20,6 miliardi) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Sergio Mattarella: «Non cedere alla tentazione di cavalcare le paure»

«Se c’è qualcosa che una democrazia non può permettersi è di ispirare i propri comportamenti, quelli delle autorità, quelli dei cittadini, a sentimenti puramente congiunturali. Con il prevalere di inerzia ovvero di impulsi di ansia, di paura».  Sono le parole del capo dello Stato Sergio Mattarella, pronunciate durante l’assemblea di Confindustria di venerdì 15 settembre, a Roma.

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Il rischio di commettere «due possibili errori»

«Due, i possibili errori: una reazione fatta di ripetizione ossessiva di argomenti» secondo cui «a fronte delle sfide» che «la vita ci presenta, basta denunziarle senza adeguata e coraggiosa ricerca di soluzioni» ha detto il presidente della Repubblica. E ancora «Oppure cedere alle paure, quando non alla tentazione cinica di cavalcarle».

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I «luoghi» della democrazia

«La democrazia» ha proseguito Mattarella «si incarna nei mille luoghi di lavoro e studio. Nel lavoro e nella riflessione dei corpi sociali intermedi della Repubblica. Nel riconoscimento dei diritti sociali. Nella libertà d’intraprendere dei cittadini. Prima di ogni altro fattore, a muovere il progresso è, infatti, il capitale sociale di cui un Paese dispone. Un capitale che non possiamo impoverire. È una responsabilità che interpella anche il mondo delle imprese: troppi giovani cercano lavoro all’estero, per la povertà delle offerte retributive disponibili».

No alla «concentrazione delle ricchezze»

Al termine del suo discorso, il capo dello Stato ha poi affermato: «Non è il capitalismo di rapina quello a cui guarda la Costituzione nel momento in cui definisce le regole del gioco. Il principio non è quello della concentrazione delle ricchezze ma della loro diffusione. Il modello lo conosciamo: è quello che ha fatto crescere l’Italia e l’Europa».

 

Terremoto in Marocco, gli orfani saranno «pupilli della Nazione»

Mentre il suo Paese continua a tremare, con scosse di terremoto che si succedono da una settimana, il re del Marocco, Mohammed IV, ha deciso che gli orfani saranno dichiarati «pupilli della Nazione». Ad annunciarlo è il sito Morocco World News, che spiega come tutti i bambini che hanno perso i genitori nel sisma dell’8 settembre saranno sotto l’effettiva tutela delle autorità.

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Terremoto in Marocco, gli orfani saranno «pupilli della Nazione»
Un bambino di fronte a una tenda in Marocco (Getty).

Il governo diventa tutore legale

Con questa dichiarazione, quindi, il governo si impegna a prendersi cura e assistere gli orfani del recente disastro, ponendosi come una sorta di tutore legale. Il monarca ha annunciato la decisione in un incontro tenutosi ieri al Palazzo Reale di Rabat, alla presenza di funzionari governativi, tra cui il primo ministro Aziz Akhannouch. Il programma in cui rientra la decisione è stato ideato da un apposito Comitato interministeriale con l’obiettivo di far fronte ai danni causati dal sisma.

Terremoto in Marocco, gli orfani saranno «pupilli della Nazione»
Un cittadino del Marocco accanto a un palazzo distrutto dal sisma (Getty).

Saranno detratti tre giorni di stipendio ai funzionari

Intanto il governo pensa anche alla ricostruzione e ad aiutare gli sfollati. Così le autorità hanno deciso di detrarre tre giorni dagli stipendi dei dipendenti pubblici di grado nove o superiori, sulle buste paga di settembre, ottobre e novembre. Si tratta di un «contributo di servizio civile» agli aiuti per il terremoto, secondo quanto ha spiegato il governo in una nota citata dall’agenzia Map. Le detrazioni saranno ancora più alte per ministri, ministri delegati, alti commissari, delegato generale e delegato interministeriale, che verseranno fino a un mese del loro stipendio.

Picchia gli alunni, maestra d’asilo sospesa nel Casertano

Maltrattava regolarmente gli alunni della scuola materna dove insegnava a Parete, nel Casertano. Per questo il gip del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura di Aversa, ha disposto per un’insegnante la misura cautelare della sospensione dell’esercizio di pubblico ufficio o servizio per un anno: è stata scoperta grazie all’iniziativa della mamma di uno dei bambini, che ha messo nel vestito del figlio un registratore.

Il bambino aveva detto alla mamma di non voler più andare a scuola

Il bambino, dopo essere stato oggetto di percosse, ha detto alla mamma di non voler più andare a scuola. La donna ha così interpellato altre mamme dei compagni di classe del figlio, le quali hanno confermato di aver saputo che il bambino in questione e piccoli venivano costantemente picchiati dalla maestra, oltre a essere oggetto di offese. E così ha deciso di provare a incastrare l’insegnante, piazzando un registratore nel vestito del figlio.

Schiaffi, calci, capelli tirati: le immagini delle telecamere di videosorveglianza

Dalla trascrizione dei file è emerso che effettivamente una voce femminile si rivolgeva a un bambino, chiamandolo più volte “scemo”. In più si udiva il rumore riconducibile a uno schiaffo. A quel punto i carabinieri hanno effettuato un controllo nella scuola insieme a personale specializzato dell’Arma, acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza: l’analisi delle stesse ha permesso di confermare l’atteggiamento aggressivo e minaccioso della maestra verso i bambini con schiaffi, calci, spinte, strattonate e tirate per i capelli.

Strage di Ustica: sette documenti della Difesa non ancora declassificati

Tutti i documenti del ministero della Difesa sulla strage di Ustica sono stati declassificati e versati all’archivio di Stato, a eccezione di alcuni, più precisamente 18. Nel dettaglio, 11 sono stati consegnati alla procura di Roma il 28 settembre 2020, «onde riceverne il nulla osta di competenza, a premessa del versamento» presso lo stesso archivio.

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L’attesa del nulla osta

Per i rimanenti 7 documenti si è in attesa del nulla osta da parte degli enti originatori, «richiesta più volta reiterata, a partire dal 2015, per ottenere l’autorizzazione alla declassificazione e al loro relativo versamento». A precisarlo è lo stesso ministero.

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Lilli Gruber incalza Elly Schlein: «Ma chi la capisce se parla così?»

In occasione della puntata di 8 e mezzo trasmessa da La7 giovedì 14 settembre, Lilli Gruber ha ospitato in studio la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che in questa occasione è stata messa particolarmente alle strette da parte della padrona di casa sul tema immigrazione.

Lilli Gruber punge Elly Schlein a 8 e mezzo

Alla luce della delicata situazione di Lampedusa, dove nei primi giorni di settembre 2023 sono giunti migliaia di migranti, c’era da aspettarsi una serie di domande sul tema degli sbarchi sull’isola siciliana, che secondo Schlein sarebbero da imputare al «fallimento delle politiche di esternalizzazione del governo». Una dichiarazione, quella della segretaria dem, che Lilli Gruber si è sentita in dovere di smontare, più sulla forma che sul contenuto. La conduttrice, che non è riuscita a nascondere un certo scetticismo, ha quindi incalzato la sua ospite chiedendole: «Ma chi la capisce se parla così?». Schlein ha così avuto modo di chiarire la sua posizione in termini più semplici, spiegando: «Vuol dire che pagare dittatori per tentare di bloccare i flussi migratori non solo viola i diritti fondamentali delle persone ma, come appare evidente, non serve. Il vero punto è redistribuire le responsabilità tra i paesi europei. Chi si oppone alla solidarietà verso l’Italia sono gli alleati di Giorgia Meloni». Schlein ha poi aggiunto: «Abbiamo votato per non rifinanziare la guardia costiera libica, ho sempre pensato che fosse sbagliato. Come è stato sbagliato l’accordo di Meloni con la Tunisia».

«Le regole di Dublino sono da cambiare»

Elly Schlein ha quindi concluso: «Vanno cambiate le regole di Dublino. A fare questa battaglia che bloccano i migranti in Italia, primo paese d’arrivo, c’eravamo noi e non Meloni, Salvini e i loro amici. Oggi Meloni era da Orban, perché non gli ha chiesto i motivi per cui si vogliono prendere solo i benefici dall’Ue e non assumersi anche la condivisione del tema migranti? Non hanno il coraggio di chiedere ai loro amici nazionalisti di fare la loro parte».