Nel secondo trimestre del 2023 l‘indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, è aumentato del 2,0 per cento rispetto al trimestre precedente e dello 0,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Lo ha indicato l’Istat sulla base delle stime preliminari.
Prezzi delle abitazioni: nel II trim 2023 +2,0% sul trim precedente e +0,7% sul II trim 2022 #istat
Continua a rallentare la dinamica tendenziale dei prezzi
«Prosegue», ha sottolineato l’istituto, «la fase di rallentamento della dinamica tendenziale dei prezzi delle abitazioni, scesa allo 0,7 per cento dal +5,2 per cento del secondo trimestre del 2022. La nuova decelerazione risente essenzialmente del rallentamento dei prezzi delle abitazioni nuove, il cui tasso di crescita si attesta allo 0,5 per cento». L’Istat ha inoltre rilevato che il rallentamento su base annua si registra in un contesto di nuovo calo – il terzo consecutivo – dei volumi di compravendita degli immobili residenziali. Si attesta a -16,0 per cento la flessione annua registrata dall’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate per il settore residenziale dopo il -8,3 per cento del trimestre precedente.
A poco meno di 11 mesi dai fatti, Andrea Tombolini, il 46enne protagonista di un accoltellamento multiplo al Carrefour del centro commerciale Milanofiori di Assago, è stato condannato a 19 anni e 4 mesi di reclusione. Il pm di Milano, Paolo Storari, aveva chiesto 20 anni senza attenuanti generiche. Il 27 ottobre del 2022, Tombolini ha accoltellato sei persone, uccidendone una, Luis Fernando Ruggieri, e ferendone gravemente due. L’accusa era di omicidio, duplice tentato omicidio e lesioni. Tra i tre feriti non gravi, c’è stato anche il difensore del Monza Pablo Marì.
Pablo Marì durante un match con la maglia del Monza (Getty Images).
Al padre di Luis Fernando Ruggieri 30 mila euro di risarcimento
A condannarlo è stato il gup di Milano, Silvia Perrucci, nel rito abbreviato. Per l’imputato il giudice, sempre come chiesto dalla Procura, ha disposto anche la misura di sicurezza della libertà vigilata per 3 anni a pena espiata. Per il padre di Luis Fernando Ruggieri, il dipendente del supermercato ucciso, il giudice ha stabilito una provvisionale di risarcimento da 30 mila euro a carico di Tombolini, rinviando alla sede civile l’entità dei danni complessivi. Il padre della vittima era assistito dal legale Marco Dallavalle. Riconosciute provvisionali di risarcimento da 15mila euro anche per le persone vittime di tentato omicidio e lesioni.
I funerali di Luis Fernando Ruggieri (Imagoeconomica).
Il pm: «Tombolini deve essere curato»
Tombolini resta, almeno fino a quando la sentenza non diverrà definitiva, in una comunità protetta in regime di domiciliari. Lo stesso pm, nel suo intervento oggi in aula, ha chiarito che «deve essere curato e non finire in carcere». Una perizia nel processo aveva stabilito che al momento dei fatti, comunque, era capace di intendere e volere, anche se soffre di disturbi psichici. Lo stesso giudice non ha riconosciuto col verdetto vizi di mente, come chiedeva, invece, la difesa, con il legale Daniela Frigione.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha paragonato il leader russo Vladimir Putin ad Adolf Hitler, sottolineando il rischio di un nuovo conflitto mondiale se non sarà fermato. «Il mondo intero deve decidere se vogliamo fermare Putin o se vogliamo dare inizio a una guerra mondiale. Non possiamo cambiare Putin. La società russa ha perso il rispetto del mondo. Lo hanno eletto e rieletto e hanno creato un secondo Hitler. Lo hanno fatto».
Most of world doesn’t believe world order at stake-/And whose world order—And what might trigger WW3 is ongoing war—Zelensky says world order is at stake in the Ukraine war/warns Putin could cause World War III – 60 Minutes – CBS News https://t.co/jV6NZ4kZjn
«Non possiamo tornare indietro nel tempo. Ma possiamo fermarlo qui», ha detto Zelensky in un’intervista a Cbs News. Secondo il leader ucraino, nella guerra è in gioco l’ordine mondiale. «Se l’Ucraina cade, cosa succederà tra dieci anni? Pensateci. Se (i russi) raggiungono la Polonia, cosa accadrà dopo? Una terza guerra mondiale?» ha domandato. «Stiamo difendendo i valori del mondo intero» e «stiamo combattendo davvero con uno stato nucleare che minaccia di distruggere il mondo».
Francesca Manzini è un’attrice e una comica romana nota in modo particolare per le sue spassose e riuscite imitazioni di alcuni tra i più celebri personaggi della tv italiana. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla sua carriera e sulla sua vita personale e sentimentale.
Francesca Manzini: biografia e carriera
Nata il 10 agosto del 1990 a Roma, è figlia del team manager della Lazio Maurizio Manzini. È inoltre sorella della doppiatrice Lilli Manzini e nipote del doppiatore Arturo Dominici. Ha mosso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo su Rai 1 (dopo tanti anni di gavetta nei villaggi turistici) partecipando nel 2009 alla trasmissione Festa italiana al fianco di Mara Venier, Sandra Mondaini e Sabrina Ferilli. Con alle spalle un’esperienza da doppiatrice ne Gli Sgommati su Sky Uno, nel 2016 ha dato il via al suo lungo sodalizio con Piero Chiambretti, diventando la prima ospite fissa di Grand Hotel Chiambretti e Matrix Chiambretti su Canale 5. Manzini, che è anche un’apprezzata speaker radiofonica (dal 2016 conduce Tutti pazzi per RDS), ha conosciuto il grande successo soprattutto con la trasmissione Rai Vieni da me condotta da Caterina Balivo dal 2018. Nel giro di pochi anni è così diventata un volto fisso di programmi comici come Mai dire talk della Gialappa’s Band e di Amici Celebrities di Maria De Filippi.
Francesca Manzini e Marco Scimia (Getty).
Francesca Manzini, che nel suo cv ha anche un ruolo al cinema accanto a Carlo Verdone (nel film Benedetta follia), è conosciuta anche e soprattutto per le sue esilaranti imitazioni di Mara Venier, Asia Argento, Simona Ventura e Ilary Blasi, tra le altre. Più di recente, proprio grazie alla sua forte vis comica, Canale 5 l’ha voluta al timone del programma satirico Striscia la notizia al fianco di Gerry Scotti. In tempi non sospetti, infine, il pubblico l’ha vista nelle vesti di concorrente nella trasmissione Tale e Quale Show in onda su Rai 1 con la conduzione di Carlo Conti.
Francesca Manzini: la vita privata
L’attrice, che ha raccontato in diverse occasioni di essere stata in passato anoressica e bulimica, è felicemente fidanzata con Marco Scimia, di professione barbiere – noto ai più per essere il sosia dell’attore americano Johnny Depp. Prima di lui, era stata a lungo legata sentimentalmente con Christian Vitelli, con cui è stata ad un passo dal matrimonio.
Contesto che vai, generale Vannacci che trovi, verrebbe da dire, se il discorso non implicasse tutta una serie conseguenze non poco sgradevoli, specie per chi è nato e cresciuto col mito della rivista Rolling Stone. Nei fatti è successo che il 77enne Jann Wenner, che della Bibbia del Rock’n’roll è stato fondatore ormai 56 anni fa, anno del Signore 1967, ha da poco avuto modo di lasciarsi andare a tutta una serie di commenti che, appunto, sembrano usciti pari pari da Il mondo al contrario, best seller del graduato più famoso al momento in Italia, ruolo fino a luglio di colui che ha gestito i vaccini sotto Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo.
Jann Wenner (Getty).
Wenner ha escluso donne e afroamericani dal suo best of
ntervistato dal New York Times riguardo la pubblicazione del best of delle sue interviste, pubblicate in tutti questi anni sulle colonne di Rolling Stone (titolo dell’opera, un filo auto-celebrativa, The masters), il nostro si è sentito chiedere ragione dell’assenza tra gli intervistati – tutti nomi giganteschi, da Jerry Garcia fu dei Grateful Dead, al suo sodale Bob Dylan, passando per John Lennon, Mick Jagger, Bruce Springsteen, Bono e tanti altri – sia di artiste donne sia di artisti afroamericani. Una domanda anche piuttosto scontata, vista l’epoca nella quale viviamo, e proprio perché così scontata ancora più curiosa, perché ci sarà pure un motivo serio per questa anomalia, vista l’attenzione che oggi si riserva a chi tendenzialmente viene discriminato. Domanda cui Jann Wenner ha risposto, però, manco fosse un Lester Bangs – che di Rolling Stone, ma decisamente più del magazine antagonista Creem, fu firma epocale, noto per il suo stile tranchant e corrosivo -, dicendo che nessuna donna o artista afroamericano era abbastanza rilevante da poter ambire a finire tra le pagine del suo libro, parola più parola meno.
Ridimensionate Joni Mitchell, Janis Joplin e Grace Slick
Non pago, ha aggiunto qualche frasetta andando più in profondità (si fa per dire) sottolineando come Joni Mitchell non fosse esattamente una filosofa, o Janis Joplin e Grace Slick, cantante dei Jefferson Airplane, band storica del Flower Power, non erano in grado di tenere discussioni profonde. Come del resto Marvin Gaye o Curtis Mayfield non si potevano certo considerare come maestri, perché mai sarebbero dovuti finire in un tale elenco di nomi così altisonanti: del resto il titolo del libro gioca sul termine Master, intendendo sia maestro sia il master nel senso di registrazione, termine alla base della discografia.
Janis Joplin (Getty).
Rimozione immediata dal cda della Rock ‘n’ Roll Hall of Fame
Diciamo che il politicamente corretto, almeno per qualche minuto, non è stato il fil rouge dell’intervista al giornalista ed editore che, di colpo, è finito nell’occhio del ciclone, accusato di razzismo e sessismo un po’ da tutte le parti. Accuse che hanno immediatamente comportato l’esclusione di Wenner dal consiglio di amministrazione della Rock ‘n’ Roll Hall of Fame: in questo gli americani, va detto, sono di una velocità quasi impressionante. Una decisione che ha portato, vedi alla voce causa e effetto, a una forma di ostracismo immediato tipica dei nostri tempi. Così Wenner è stato costretto a cospargersi il capo di cenere, lì a frignare neanche fosse Chiara Ferragni nei camerini dell’Ariston per le parole incautamente pronunciate: parole, a suo dire, svilenti nei confronti dei geni neri e donne che tanto hanno fatto per la musica.
Vannacci dopo un libro omofobo, razzista e sessista è ancora lì
Parole che però sono risultate intempestive: magari non sarà dannazione eterna, ma almeno qualche tempo in purgatorio Jann se lo farà tutto. E qui torniamo a Vannacci, che invece, stando alle sue prime apparizioni pubbliche, sembra non arretrare di un centimetro rispetto le sue tante dichiarazioni omofobe (i gay non sono normali), razziste, sessiste e chi più né ha più ne metta. Lui, del resto, non è stato rimosso dall’esercito, come inizialmente le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto avrebbero potuto lasciar pensare (il numero due di Fratelli d’Italia parlava di frasi farneticanti e di imminenti provvedimenti). Per Vannacci insomma la perdita della direzione dell’Istituto geografico militare di Firenze non è esattamente una punizione esemplare.
Roberto Vannacci e il suo libro (Imagoeconomica).
Il generale è più rock’n’roll di chi nel rock’n’roll ci ha campato una vita
Che in questo Vannacci risulti molto più rock’n’roll di chi nel rock’n’roll ci ha campato una vita, fondando la Bibbia del genere, suona quantomeno bislacco, quasi che lo spirito punk del Cbgb’s lo avesse di colpo posseduto portandolo a sfidare il comune sentire, per altro nascondendosi dietro uno sbandierato “buon senso”. Un piccolo consiglio proprio agli altri titolati che siedono al tavolo della Rock’n’roll Hall of Fame, a Cleaveland: non fatevi ingannare dalla pettinatura ordinata e dalla divisa militare, se cercate un nome in grado di sostituire degnamente Jann Wenner, beh, Roberto Vannacci potrebbe fare al caso vostro. Certo, lui di rock non parla mai nel suo libro – Best seller, si dice, da oltre 200 mila copie che proprio questa settimana approda in libreria -, ma la Bibbia-Bibbia, non quella del rock’n’roll, la cita spesso e a sproposito e quando si tratta di andare sopra le righe come i veri artisti. Al momento sembra non avere eguali: dopo Captain Beefheart e il Colonnello Parker potrebbe essere davvero la volta di un generale, suvvia.
In un’intervista concessa al Corriere della Sera, Lino Banfi ha avuto occasione di tornare a parlare della compianta moglie, Lucia Lagrasta, utilizzando parole particolarmente toccanti.
Lino Banfi: «Mia moglie Lucia mi sta preparando l’aldilà»
La donna con cui Lino Banfi ha passato tutta la sua vita (erano sposati dal 1962) si è spenta a febbraio 2023. A pochi mesi dalla sua scomparsa, l’attore pugliese continua a sentirne fortissima la mancanza. «Mia moglie Lucia mi sta preparando l’aldilà», ha commentato commosso l’attore che dalla donna ha avuto due figlie, Rosanna e Walter, e con cui aveva fatto in tempo a festeggiare 60 anni di matrimonio. Il pensiero alla compianta compagna è emerso sulla scia del ricordo di una lettera che Papa Francesco aveva scritto al comico subito dopo la scomparsa dell’amore della sua vita. «I nonni sanno essere forti nella sofferenza, e tu sei il nonno di una Nazione intera. Raccogli l’eredità di fede e di bontà di Lucia…», aveva scritto Bergoglio a Banfi, noto negli ultimi anni proprio grazie al ruolo di Nonno Libero nella serie Un medico in famiglia.
Il divertente aneddoto su Papa Francesco: «Mi chiama quand’è incavolEto»
Sono state sette le occasioni in cui Lino Banfi ha avuto occasione di incontrare il Santo Padre. I due si conoscono ormai piuttosto bene e a ogni evenienza scambiano battute e si scattano una foto ricordo insieme. Parlando del Pontefice, a proposito, Lino Banfi ha anche colto l’occasione per raccontare a Cazzullo un gustoso aneddoto riguardo al loro primo incontro. Sembra infatti che Banfi si rivolse a Bergoglio dicendogli: «Voglio diventare il giullare del Papa. Quando lei è incavolEto, mi chiama, e io la faccio sorridere. Ogni tanto mi chiama. E io gli racconto gli episodi più divertenti della mia vita, e pure quelli tristi: il mio sogno è sempre stato far ridere e piangere insieme. Come prova d’amicizia gli ho chiesto questa foto. Lui ha messo via il bastone, e si è appoggiato a me».
Due persone, ritenute vicine al gruppo Esposito, sono state arrestate ieri sera: avevano in auto una pistola mitragliatrice e un'ascia. Continua a leggere
È andato in escandescenza, ha insultato l'autista e preso a pugni il vetro del bus, mandandolo in frantumi. I carabinieri cercano un passeggero che ha aggredito il conducente. Continua a leggere
Sembra che i principi del Galles vogliano nominare un ceo che organizzi il loro staff. Una scelta rivoluzionaria che scardinerebbe le dinamiche di palazzo, ecco perché. Continua a leggere
Il settimanale Nuovo pubblica la lettera di una spettatrice di Pomeriggio 5, che lamenta un’eccessiva presenza di cronaca nera nel contenitore di Myrta Merlino. Sarebbe un sentimento comune, a giudicare dagli ascolti. Il pubblico chiede più spazio per i temi di colore. Continua a leggere
Nella lista dei convocati dell'Atletico Madrid per l'esordio in Champions contro la Lazio ci sono solo 15 giocatori della prima squadra: emergenza infortuni per gli spagnoli. Continua a leggere
Ci sono importanti cambiamenti in arrivo per chi possiede determinati tipi di moto. A partire da lunedì 18 settembre 2023 sarà infatti possibile ottenere la patente per i mezzi su due ruote più potenti senza dover necessariamente sostenere un esame.
Patente per la moto di tipo A e A2: niente più esame obbligatorio
Tutti i possessori dei motocicli più potenti in circolazione potranno infatti conseguire la patente A e A2 senza più l’esame pratico. Basterà, in sostanza, frequentare un apposito corso di formazione. Lo ha stabilito il Decreto Infrastrutture-Bis del 2022, che ha trovato applicazione tramite il decreto ministeriale del 9 giugno 2023 (che precisa le nuove regole incluse nella normativa) e il decreto del 9 agosto 2023, in cui si specifica la data di applicabilità delle nuove disposizioni.La patenteA2 è riferita ai motocicli con potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg. La patenteA è quella in uso da parte dei conducenti (sopra i 21 anni) di tricicli con potenza superiore a 15 kW oppure di motocicli (con o senza carrozzetta) muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h (in questo secondo caso i conducenti devono avere più di 24 anni).
Cosa prevede il corso di formazione
Nel caso della prima patente il corso avrà durata di tre ore e consisterà nella preparazione e nel controllo tecnico del veicolo, oltre all’esecuzione di particolari manovre (come ad esempio lo slalom e una frenata di emergenza). Per quanto riguarda la seconda patente, il corso prevede quattro ore di formazione, la guida nel traffico e l’esecuzione di alcune manovre specifiche. Il corso di formazione per la patente A2 può eventualmente essere di gruppo, mentre nel secondo caso il corso sarà sempre individuale.
“Pony 4 è caduto. In decollo ha fatto un bird strike bruttissimo, ha preso un sacco di uccelli, gli avevano dato per status severe", è il messaggio che sarebbe circolato nelle chat tra i piloti militari dopo il terribile incidente delle frecce tricolori a Torino che confermerebbe l'ipotesi impatto con uccelli. Continua a leggere
Un giovane automobilista svizzero ha accumulato 172 transiti irregolari ai caselli dell'autostrada A9 per un totale di 1600 euro di pedaggi non pagati. Sfruttando la scia delle auto nella corsia del Telepass, sarebbe riuscito a evitare il pagamento per dieci mesi. Continua a leggere
Chiara Ferragni ha trascorso il fine settimana in Svizzera e si è goduta un'esperienza esclusiva nel bel mezzo delle acque del lago. Continua a leggere
Adele e Rich Paul si sono sposati? In un video TikTok è comparso un indizio che sembra non lasciare spazio a dubbi: la cantante, mentre era sul palco di Las Vegfs, ha parlato del compagno chiamandolo "marito". Continua a leggere
Un grave incidente si è verificato nella mattinata di lunedì 18 settembre 2023 a Milano in via Trasimeno. Una donna di circa 70 anni è stata investita da un mezzo compattatore dell’azienda per la raccolta della nettezza urbana Amsa. Soccorsa dal 118 mentre si trovava in arresto cardiocircolatorio e con diversi traumi su tutto il corpo, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale San Raffaele dove, come riportato da MilanoToday, è morta poco dopo l’arrivo.
Il mezzo pesante è stato posto sotto sequestro
Secondo quanto reso noto dall’azienda regionale di emergenza, i fatti si sono verificati poco prima delle 11.00. Non è ancora chiara la dinamica del sinistro che ha coinvolto l’anziana, che sarebbe stata travolta dal mezzo pesante e trascinata per diversi metri. Le sue condizioni sono subito apparse gravi, tanto che la centrale operativa del 118 ha inviato sul posto un’automedica e due ambulanze. Dopo averle praticato il massaggio cardiaco, i sanitari l’hanno trasferita d’urgenza al pronto soccorso dove è sopraggiunto il decesso. Il mezzo pesante è stato posto sotto sequestro.
È il quinto pedone investito in poche ore
Si tratta del quinto pedone investito in 24 ore tra Milano e hinterland. Domenica 17 settembre il 28enne Vassil Facchetti era stato investito e ucciso in Viale Jenner, due anziani di 82 anni erano stati travolti in via Alemanni a Cusano Milanino (lei si trova in codice rosso, lui giallo) e una 37enne era stata colpita in pieno da una Kawasaki mentre stava attraversando via Emilio De Marchi in zona Greco (ricoverata in ospedale, è ritenuta in condizioni preoccupanti).
Si chiama Simone Pilleri il ragazzo di Cagliari che ha trovato 18 gatti in un campo nei pressi di una strada aperta al traffico. Il giovane li ha portati a casa sua, ora però ha chiesto aiuto affinché qualcuno li adotti. "Le autorità mi hanno detto che dovevo lasciarli in strada", ha raccontato in un post su Facebook. Continua a leggere
Stupro, aggressione sessuale e abuso emotivo. Sono le accuse mosse da quattro donne a Russell Brand, star della comicità britannica e attore di Hollywood, risalenti a un periodo fra il 2006 e il 2013. Una di loro aveva soltanto 16 anni all’epoca dei fatti, verificatisi durante una relazione di tre mesi con il comico oggi 48enne. Come riportano il Times e la Bbc, anche altre sue ex partner si stanno facendo avanti, parlando di violenze psicologiche e intimidazioni. Immediata la replica con un video postato sui social. «Si tratta di un attacco coordinato», ha spiegato il cabarettista e attore britannico. «Ero molto promiscuo in quel periodo, come ho ammesso in più occasioni, ma i rapporti erano sempre consensuali». Sul caso è intervenuto anche suo padre: «Non ci sono prove», ha spiegato al Daily Mail. «Si tratta di una vendetta della Bbc contro mio figlio». Eppure, durante la sua carriera, Brand è spesso finito al centro della polemica per comportamenti sopra le righe sul lavoro e nella vita personale.
Russell Brand, il giorno dopo l’11 settembre si presentò vestito da Osama Bin Laden
Originario dell’Essex, come ha ricordato la Bbc, ha esordito nel mondo dello spettacolo nel 2000, quando si esibì in diversi teatri come cabarettista. Al centro dei suoi show, diversi racconti autobiografici con specifici riferimenti al suo uso di droga e alla sua dipendenza dal sesso. «Quando avevo 17 anni, mio padre organizzò un incontro con due prostitute a Hong Kong», ha rivelato più volte. «Guardavo video porno a casa sua». Nel 2001 entrò nel team dei presentatori di Mtv, ma venne licenziato dopo pochi mesi. Il 12 settembre, infatti, il giorno dopo l’attentato alle Torri Gemelle, si presentò a lavoro vestito come Osama Bin Laden. «Ero sotto un forte effetto di eroina e crack», ammise in un’intervista qualche anno dopo, scusandosi e ammettendo l’errore. La sua carriera raggiunse un punto di svolta quando, a metà degli Anni 2000, divenne presentatore dell’edizione britannica del Grande Fratello. Presentandosi in jeans attillati e abiti scuri, diede vita a un personaggio eccentrico ma capace di attirare l’attenzione mediatica.
Russell Brand con in mano la sua autobiografia (Getty Images).
Divenne così uno dei presentatori più amati del Regno Unito, tanto da condurre programmi e show per la Bbc in televisione e in radio e persino una cerimonia di premiazione dei Brit Awards musicali. Esordì anche a Hollywood, ottenendo una parte in Penelope di Mark Palansky con Christina Ricci. Nel 2008 un’ennesima polemica. Durante un suo show su Bbc Radio 2, disse pubblicamente di essere andato a letto con la figlia del collega Andrew Sachs condendo il suo intervento con commenti offensivi. Circa 40 mila persone, come ricorda la Bbc, si lamentarono tanto da portare alla sospensione di Russell Brand e a una multa di oltre 200 mila euro per l’emittente. Eppure, la sua carriera ha continuato a crescere a Hollywood, dove ha recitato in Rock of Ages e In viaggio con una rock star.
Il matrimonio lampo con Katy Perry e i video complottisti sul Covid
Quanto alla vita privata, nell’estate 2009 incontrò la popstar Katy Perry in occasione degli Mtv Video Music Awards. I due, dopo una breve frequentazione, si sposarono il 23 ottobre 2010 in India con un matrimonio in stile Bollywood, ma divorziarono dopo poco più di 12 mesi. Annunciarono la rottura il 31 dicembre 2011 parlando di «divergenze inconciliabili». Fu Brand a prendere l’iniziativa, venendo incontro alla fede cristiana evangelica della cantante contraria al divorzio. «L’adorerò per sempre, è stato uno dei periodi più belli della mia vita», avrebbe spiegato anni dopo in una puntata del programma con Bear Grylls.
Katy Perry e Russell Brand agli Mtv Video Music Awards del 2011 (Getty Images).
Negli ultimi anni, Russell Brand ha affiancato la carriera da attore a quella di influencer su YouTube. Seguito da oltre 5,5 milioni di persone sulla piattaforma e altre 2 milioni su TikTok, ha commentato ogni giorno gli argomenti più disparati, dal governo ai fatti di cronaca. Dal 2020 ha pubblicato diversi video in supporto alle teorie del complotto sulla pandemia da Covid-19, mostrando scetticismo nei confronti dei vaccini. Dopo le accuse di violenze, in pausa anche il suo show Re:Birth su Netflix. Fra le sue ultime performance al cinema c’è il film Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh, dove ha interpretato un ex fidanzato della protagonista con il volto di Gal Gadot. Sua anche la voce originale del dottor Nefario nella saga Cattivissimo Me.
È morta poco dopo l'arrivo in ospedale la donna investita da un camion dell'Amsa a Milano. L'incidente è avvenuta in zona via Padova e la Polizia Locale sta effettuando i rilievi per ricostruirne la dinamica. Continua a leggere
Il pm di Milano Paolo Storari ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione, senza attenuanti generiche e con tre anni di misura di sicurezza a pena espiata, per Andrea Tombolini, il 46enne accusato di omicidio, duplice tentato omicidio e lesioni per aver accoltellato sei persone, uccidendone una e ferendone gravemente due, il 27 ottobre 2022 al Carrefour del centro commerciale Milanofiori di Assago, nel Milanese.
Una perizia psichiatrica ha accertato che era capace di intendere e di volere
«Chiedo scusa, non so cosa mi sia successo, cosa mi sia preso», ha dichiarato l’imputato davanti al gup Silvia Perrucci nel processo con rito abbreviato.Tra i feriti, per i quali vengono contestate a Tombolini le lesioni, anche il calciatore del Monza Pablo Marì, che qualche giorno dopo l’aggressione fu dimesso dall’ospedale ma tornò a giocare solo a gennaio 2023. È parte civile con il legale Francesco De Martino, che ha chiesto un risarcimento danni. Nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri, era stata discussa davanti al gip Patrizia Nobile una perizia psichiatrica che ha accertato che l’uomo, malgrado soffra di disturbi psichici, era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Il pm, da quanto si è appreso, nell’udienza a porte chiuse ha spiegato che Tombolini, ai domiciliari in una struttura psichiatrica, «deve essere curato, non deve stare in carcere».
Al momento della sostituzione di Hojlund tutti i tifosi del Manchester United hanno cominciato a fischiare: colpa della decisione di ten Hag. Continua a leggere
Dopo l'annullamento dell'Esame di stato da parte dell'Ufficio scolastico regionale, il Tar di Catania ha sospeso, per ora, la ripetizione delle prove orali per gli studenti della classe del liceo di Spadafora, in provincia di Messina. Udienza fissata per il 18 ottobre. Continua a leggere
La tragedia a Poissy, cittadina alle porte di Parigi: è stata la madre del giovane a fare la tragica scoperta, ed è stata sempre la donna a denunciare che il figlio aveva di recente subito atti di bullismo da parte dei coetanei. Continua a leggere
Importanti notizie in arrivo dal Veneto, che si accinge a diventare la prima Regione in Italia a introdurre la figura dell’infermiere di famiglia. Ad annunciarlo con un comunicato stampa ufficiale è stato l’assessore alla Sanità locale Manuela Lanzarin.
Il Veneto introduce l’infermiere di famiglia
«Martedì 19 settembre 2023, quando in Giunta approveremo la relativa delibera, il Veneto diventerà la prima Regione d’Italia a dotarsi di una nuova figura professionale infermieristica di grande rilievo e innovazione: l’Ifoc, infermiere di famiglia o comunità, il cui impiego sarà prezioso per la gestione dei bisogni di assistenza legati alla cronicità e alla fragilità e si rivolgerà a persone non eleggibili all’Assistenza Domiciliare Integrata o alla gestione in strutture intermedie-residenziali, o setting specialistici o per acuti. Una piccola rivoluzione con cui vogliamo portare l’assistenza infermieristica vicino al cittadino e rafforzare le professionalità del settore infermieristico». Queste le parole di Lanzarin, che ha così anticipato alcuni dei contenuti dell’atto che presto formalizzerà questa rilevante novità. Nel comunicato, l’assessore ha espresso soddisfazione rispetto al traguardo raggiunto, sottolineando che «il provvedimento è già stato presentato agli ordini professionali, trovando un riscontro positivo e condivisione».
Un’infermiera (Getty).
La Regione punta sulla formazione del personale medico
Lazzarin ha aggiunto che le nuove disposizioni prevedono un infermiere di famiglia o comunità «con formazione accademica specifica, circa ogni 15 infermieri orientati all’infermieristica di famiglia o di comunità, formati con un corso specifico regionale». L’obiettivo è che questi infermieri possano svolgere un ruolo chiave non soltanto nei confronti dei loro assistiti ma anche nei confronti dei loro colleghi, diventando per loro un punto di riferimento e «indirizzando e favorendo l’approccio alla salute e la presa in cura dei casi complessi». L’attività degli infermieri di famiglia si rivolgerà alla presa in carico delle cronicità, a pazienti che non aderiscono ai trattamenti, che sono incapaci di autocurarsi, fragili, con età pari o superiore a 65 anni.
È morto dopo 3 giorni d'agonia Giuseppe Di Folco, rimasto ustionato sulla maggior parte del corpo. Coinvolto in un'esplosione con incendio, è deceduto all'ospedale Sant'Eugenio. Continua a leggere
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