
L'artista, tramite un comunicato, ha fatto sapere di essere costretta a fermarsi a causa di problemi di salute. Slitta il concerto Una, nessuna, centomila previsto per martedì 26 settembre.
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È morto nella serata di martedì 19 settembre a Torino Gianni Vattimo, padre del «pensiero debole». Aveva 87 anni. Il filofoso era stato ricoverato, dopo Ferragosto, in gravi condizioni all’ospedale di Rivoli. A dare la notizia con un post su Facebook, era stato Simone Caminada, 38 anni, assistente e compagno del filosofo fotografato sul social nel letto ospedaliero.
Vattimo è stato un filosofo di fama mondiale, esponente della filosofia ermeneutica. Tra i massimi studiosi di Heidegger, Nietzsche e Gadamer, è stato direttore della Rivista di estetica, socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Oltre alla carriera accademica, Vattimo ha anche intrapreso quella politica come europarlamentare. Ha contribuito alla divulgazione della filosofia conducendo programmi televisivi per la Rai e collaborando come editorialista per i quotidiani La Stampa e La Repubblica e per il settimanale L’Espresso.
Nato a Torino il 4 gennaio 1936, era figlio di un carabiniere calabrese di stanza a Torino, morto di polmonite quando il piccolo Gianni aveva solo un anno e mezzo. Cresciuto in condizioni disagiate, aveva sempre rivendicato le sue origini proletarie. A diciotto anni era divenuto delegato diocesano degli studenti dell’Azione cattolica, dalla quale però era stato presto espulso per le sue posizioni critiche verso l’autorità ecclesiastica. Laureatosi nel 1959 con una tesi su Aristotele, nel 1964 aveva intrapreso l’insegnamento come incaricato di Estetica, a soli 28 anni. L’anno prima era uscito il suo libro Essere, storia e linguaggio in Heidegger (Marietti, 1963). Per le sue opere ha ricevuto lauree honoris causa dalle università di La Plata, Palermo, Madrid e dalla Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima. È stato più volte docente alle Vacances de l’Esprit (1995, 1997 e 2004).


Nel match che ha aperto la prima giornata del Gruppo F di Champions League 2023-2024, Milan e Newcastle pareggiano 0-0. La squadra dei rossoneri crea tantissime occasioni per Chukwueze, Giroud, Hernandez, Leao e Pobega nella stessa azione, ma non riesce a segnare contro un modesto Newcastle, che praticamente non tira mai in porta.
Deadlock at San Siro
#UCL pic.twitter.com/DRphCfoNLh
— UEFA Champions League (@ChampionsLeague) September 19, 2023
Un lungo applauso dell’aula del Palazzo di vetro ha accolto l’intervento del presidente ucraino Volodymr Zelensky, che ha parlato per la prima volta all’assemblea generale dell’Onu. «La Russia non ha il diritto di avere le armi nucleari», ha affermato, ammonendo che il rischio riguarda tutto il mondo. «Non si può credere al diavolo, chiedete a Evgenij Prigozhin». Per questo, ha aggiunto il presidente ucraino, «dobbiamo agire uniti per sconfiggere l’aggressore».
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Ukraine gave up its third largest nuclear arsenal. The world then decided Russia should become a keeper of such power. Yet, history shows it was Russia who deserved nuclear disarmament the most. And Russia deserves it now – terrorists have no right to hold nuclear weapons. pic.twitter.com/5gsz3iijTf
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 19, 2023
«Intendo presentare i dettagli mercoledì al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite della formula che più di 140 Stati e organizzazioni internazionali hanno sostenuto in tutto o in parte», ha affermato il leader ucraino. «La formula di pace ucraina sta diventando globale. È in grado di offrire soluzioni e misure che risolveranno tutte le forme di armamento che la Russia ha utilizzato contro l’Ucraina e altri Paesi».
Ukraine is doing everything possible to assure that, following Russian aggression, no one in the world would dare to attack any nation. Weaponization must be restrained. War crimes must be punished. Deported people must come back home. The occupier must return to their own land.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 19, 2023
Il presidente ucraino ha poi accusato Mosca di «genocidio» per la deportazione dei bambini ucraini. Durante il suo intervento, ha inoltre affermato che «la Russia sta usando la carenza del grano, i prezzi del cibo e l’energia come armi».
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I am aware of the attempts to make some shady dealings behind the scenes. Evil cannot be trusted. Ask Prigozhin if one bets on Putin’s promises. Please, hear me. Let unity decide everything openly.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 19, 2023



Una richiesta, prima dell’ammissione. «Le chiedo gentilmente di non sgridarmi. Sì, l’ho lasciata sola. Pochissime volte, non ricordo quante. Andavo via e di solito l’indomani tornavo subito a casa. Le lasciavo due biberon di latte, due bottigliette di acqua e una di teuccio. Ero preoccupata, avevo paura di molte cose, che riuscisse a bere il latte. Pensavo bastasse». Sono le parole di Alessia Pifferi pronuniciate davanti alla corte d’Assise di Milano, nel processo in cui è imputata per l’omicidio volontario aggravato della figlia Diana di soli 18 mesi, morta di stenti dopo essere stata abbandonata da sola a casa per sei giorni.
Alessia Pifferi al Pm: "Pensavo che quello che avevo lasciato bastasse". La donna al processo per l'omicidio della figlioletta: "Le chiedo gentilmente di non sgridarmi". #ANSA pic.twitter.com/odERWZCQhk
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) September 19, 2023
La 37enne, rispondendo alle domande del pm Francesco De Tommasi, ha spiegato di averla dunque lasciata sola altre volte prima di quella fatale. «Quando rientravo di solito era tranquilla che giocava con i suoi giochini nel lettino. La lavavo, la cambiavo e le davo la pappa». Come ha spiegato la donna, in quelle occasioni andava in provincia di Bergamo dal compagno, con il quale aveva da tempo una relazione tira e molla. Alla domanda su come si comportasse solitamente con Diana, Alessia Pifferi ha risposto: «La accudivo come una mamma accudisce normalmente un figlio. Le davo da mangiare, la lavavo e la cambiavo. Cose normali. Se stava male contattavo l’ospedale. La crescevo».
«Ho trovato mia figlia nel lettino. Era mattina, ma non ricordo l’ora. L’ho accarezzata e ho capito che non si muoveva perché non giocava come le altre volte. Non era fredda, ho tentato di rianimarla, le ho fatto il massaggio cardiaco, la portai in bagno per bagnarle piedini, manine, viso e testina per cercare di farla riprendere», ha raccontato Pifferi. «Andai dalla mia vicina di casa, ma non c’era nessuno nel cortile e allora andai di fronte a casa mia. Le dissi che avevo bisogno di aiuto. Vide subito la bambina, andai in panico, tremai, mi misi a piangere. Chiamai il 118 e D’Ambrosio, ma lui non venne», ha riportato la donna riferendosi all’uomo che frequentava all’epoca. In risposta alle domande del suo difensore Alessia Pontenani, ha poi affermato: «Mi manca mia figlia, mi sento spenta, mi sento buia. Ero orgogliosa di mia figlia, non è mai stata un peso per me. Se tornassi indietro non lo rifarei di sicuro».





Una Nessuna Centomila – in Arena, programmato per il 26 settembre all’Arena di Verona, viene rimandato al 2024, a causa di motivi di salute che impediscono alla direttrice artistica Fiorella Mannoia di prendervi parte. La nuova data verrà comunicata al più presto. «Sono mortificata nel comunicarvi che sono bloccata a letto a causa di un’ernia al disco che mi hanno appena diagnosticato e che mi ha colpito qualche giorno fa, come probabilmente avete visto durante i Tim Music Awards. Certamente per diversi giorni, mi sarà impossibile muovermi, fare le prove ed esibirmi sul palco. I miei colleghi amici e gli organizzatori tutti, con un grandissimo gesto di affetto e solidarietà, hanno deciso di rimandare questa serata per farla essere una festa di tutti. Spero di darvi presto buone notizie. Grazie a tutti, sono commossa dalla solidarietà che mi state dimostrando».
Resta confermata la campagna per raccogliere fondi a sostegno dei centri antiviolenza italiani e sensibilizzare contro il fenomeno della violenza di genere: da domenica 24 a sabato 30 settembre sarà attiva la campagna al numero solidale 45586. Si potrà donare 2 euro via sms da cellulare personale Windtre, Tim, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali; 5 o 10 euro tramite chiamata da rete fissa Tim, Vodafone, Windtre, Fastweb, Geny e Tiscali; 5 euro con chiamata da rete fissa TWT, Postemobile e Convergenze. La raccolta è promossa dalla fondazione Una Nessuna Centomila Ets per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne, in collaborazione con Differenza Donna Aps, storica realtà che gestisce il numero verde nazionale antiviolenza e stalking 1522. I biglietti acquistati restano validi per la nuova data. Sarà possibile chiedere eventuale rimborso su Ticketone e gli altri circuiti di vendita utilizzati in fase di acquisto.



Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha risposto alla denuncia dell’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sul mancato rinnovo dell’accordo per insegnare sui banchi di scuola la Resistenza, con la presenza di partigiani e storici. L’intesa scadrà infatti giovedì 21 settembre e non è stato ancora previsto il rinnovo, come reso noto dal presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, sul sito dell’associazione.
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«Si rilassino i professionisti della polemica politica. I valori dell’antifascismo sono anche i miei e la Resistenza è un valore prezioso. Il ministero è impegnato a costruire una convenzione che coinvolga tutte le associazioni partigiane, perché la Resistenza non è monopolio dell’Anpi e i valori resistenziali devono essere patrimonio di tutti. Per essere ancora più espliciti la Resistenza non l’hanno fatta solo i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali, gli azionisti e perfino i monarchici», ha affermato Valditara. Il ministro ha così ribadito: «Dunque, ci sarà una convenzione per far conoscere l’importanza della Resistenza nelle scuole, ma con tutte le associazioni partigiane e non con una soltanto».
"Valditara ha scoperto l'importanza del Protocollo. Ora raccolga i frutti del nostro lavoro col Ministero"
La risposta del Presidente Pagliarulo al Ministro che ha dichiarato di voler estendere il protocollo con l'ANPI a tutte le Associazioni partigianehttps://t.co/BvwBT1sqJl— A.N.P.I. Nazionale (@Anpinazionale) September 19, 2023
«Fulminato sulla via di Damasco (e della nostra lettera al presidente della Repubblica e alla presidente del Consiglio), dopo quasi un anno di silenzio il ministro Valditara scopre l’importanza del protocollo dichiarandosi impegnato a costruire una convenzione con tutte le associazioni partigiane. Ne siamo lieti, perché siamo i primi a sostenere il valore di tali associazioni, con cui da tempo abbiamo dato vita a un forum unitario», ha affermato il presidente nazionale Anpi Gianfranco Pagliarulo commentando le parole del ministro. «Sarà opportuno» – ha poi proseguito – «a questo fine, da parte sua, raccogliere i frutti dell’esperienza di quasi dieci anni di lavoro comune dell’Anpi col ministero, grazie al protocollo sottoscritto fin dal 2014. Sappia però che non solo siamo già informati sul fatto che la Resistenza è stata opera di tante forze politiche, ma che l’Anpi stessa, che conta 141.500 iscritti, è un’associazione pluralista che accoglie nelle sue fila persone con diversi orientamenti politici, purché antifascisti».







