Antonio Manzo
Vuoi andare a mare? Parcheggia al vicino cimitero e fai il ticket al parcometro. Non bastavano nell’estate di Sapri i lidi blindati e “sequestrati” dai privati con pochi spazi liberi ma il c’è anche la storia del parcheggio al cimitero con tanto di sosta controllata e strisce rigorosamente bleu non si era ancora vista. E’ frutto della fantasia di Vibonati, che incassa il danaro, prestata al confinante comune di Sapri che non prende un euro. Per frenare la sosta abusiva proprio davanti al cimitero di Sapri – che ricade nel perimetro comunale di Vibonati – l’amministrazione comunale di Manuel Borrelli, giovane speranza del Partito Democratico, ha emanato un’ordinanza che fa polemizzare i bagnanti nel golfo di Policastro. Fino al 30 settembre prossimo l’amministrazione guidata dal sindaco Manuel Borrelli ha adottato un provvedimento di sosta a pagamento (8.00 – 24.00) per stanare i furbetti della spiaggia che parcheggiano non per dirigersi nel Camposanto di Sapri, bensì scendere sull’arenile e dunque occupare abusivamente il piazzale del cimitero senza pagare un centesimo per la sosta. Il sindaco è uno dei pochi esponenti italiani del Pd che inaugura una giunta anomala degli anni Duemila lavorando in una giunta multicolore che include anche esponenti di Futuro Nazionale del generale Vannacci. Perché è proprio in questo lembo del Cilento che il generale ha arruolato nel suo esercito politico l’assessore Luigi Brusco, influente nipote dell’ex vicepresidente socialista della Provincia di Salerno e già deputato di Forza Italia, Franco. L’assessore al turismo vannacciano dà la sua firma all’ordinanza del pagamento della sosta nei pressi del cimitero ai bagnanti. Umberto Eco dalla storia del parcheggio a pagamento del cimitero di Sapri avrebbe potuto far raccontare a Simone Simonini notaio, spia, falsario e accanito antisemita il metodo di falsificare anche i ticket del parcheggio proprio per beffare l’inusuale circostanza del pagamento. D’altronde lui aveva già sperimentato la riuscita di un falso quando con una documentazione falsa e inventata ricostruiva un incontro tenutosi al cimitero di Praga tra i dodici Rabbini che facevano capo alle comunità ebraiche. Potenza del falso, da “I protocolli dei Savi di Sion” ai ticket contraffatti del cimitero di Sapri. Con il permesso dovuto a Umberto Eco potrebbe rinascere quel falsario ebreo sulle strisce blu del parcheggio a pagamento della ineffabile fantasia di Sapri e Vibonati. Sul web compaiono gli studi, molto profondi di un architetto saprese Francesco Attanasio che garantì all’urbanista napoletano Francesco Forte, tramite il sindaco dell’epoca Vito D’Agostino, un approfondito e robusto studio sulle origini di Sapri e molte storie significative del Risorgimento. Il titolo del sito è emblematico “Sapri Rouinata”, Sapri rovinata. Il dottor Nicola Gallotti nel tardo Ottocento secondo le accurate ricerche dell’architetto Francesco Attanasio riguardo al vecchio cimitero “Camposanto” , così scriveva: ” Il Campo-santo di Sapri, non solo è in posizione antigienica….io credo non avesse neppure la distanza dall’abitato….verso il 1825 proponevo al Consiglio Comunale di provvedere al più presto a spostare il Camposanto di Sapri in altro luogo che sia distante dal centro abitato. Debbo pur far notare come la ferrovia, di cui si è già parlato, lambisce quasi il Camposanto di Sapri.”. Il medico lagonegrese fu inascoltato. Mai ad immaginare che un giorno chi amministra Sapri, non conoscendo storie e radici avrebbe concepito le strisce blu per far onorare i morti nel cimitero. Sia pure con la recondita finalità di colpire i “furbetti della spiaggia”.
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