Il Papa, le aperture sospette di Mosca e il negoziato quasi impossibile con l’Ucraina

Il Papa e la sua pattuglia di cardinali ci hanno provato testardamente fin da principio del conflitto in Ucraina ad aprire uno spiraglio per il negoziato, al netto delle parole di troppo dette da Francesco in alcune occasioni – come le ultime improvvide uscite di elogio alla tradizione culturale russa associata, in un curioso cortocircuito, allo zar Pietro il grande e a Caterina II – la volontà di fermare la guerra è stata il Leitmotiv dell’azione di Bergoglio dal febbraio 2022 a oggi. Va anche ricordato che al principio, oltre a prendersela con la Nato, il pontefice assestò un colpo niente male anche al suo omologo Kirill, capo del patriarcato ortodosso di Mosca, spiegandogli in videoconferenza che il compito dei leader religiosi non è certo quello di fare i chierichetti dei capi di governo, Putin compreso. Insomma, il Papa ne ha dette varie, non osservando l’attenzione dovuta a uno scenario estremamente complesso sotto il profilo diplomatico, creando profonde incomprensioni fra gli ucraini cattolici e non e, più in generale, nelle chiese cattoliche dell’Europa orientale.

Il Papa, le aperture sospette di Mosca e il negoziato quasi impossibile con l'Ucraina
Papa Francesco e il patriarca Kirill nel 2016 (Getty Images).

Gli aiuti umanitari all’Ucraina e la missione riuscita a metà del cardinale polacco Konrad Krajewski

Si vedrà alla fine se il saldo delle scelte compiute da Francesco sarà positivo o negativo, intanto però è possibile scorgere una strategia di fondo. Il Papa ha infatti utilizzato alcuni dei suoi più stretti collaboratori per muoversi nel pantano determinato dalla crisi ucraina. In particolare ha inviato a Kyiv e nelle regioni coinvolte più direttamente nelle operazioni militari, il cardinale di origine polacca Konrad Krajewski, ovvero “l’elemosiniere del Papa”, in termini più istituzionali si tratta del prefetto del dicastero per il Servizio della carità, ovvero l’organismo vaticano che opera interventi di solidarietà ai più bisognosi a nome del pontefice. Krajewski si è recato numerose volte in Ucraina portando aiuti e generi di prima necessità alle popolazioni civili colpite dalla guerra (e almeno in un’occasione, ricevendo qualche colpo d’avvertimento da parte dell’artiglieria russa), poi ha riferito al Papa in merito a ciò che ha visto di persona e ai colloqui che ha avuto. La sua missione aveva fra l’altro lo scopo di mostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, la vicinanza di Francesco alla popolazione civile. L’operazione, però, è riuscita solo in parte; se infatti la Chiesa greco cattolica ucraina ha ringraziato più volte il Papa per il sostegno umanitario (articolatosi anche attraverso l’azione di diverse caritas nazionali europee), probabilmente la Santa Sede ha sottovalutato, almeno in un primo momento, il consenso di cui godeva la linea di  Volodymyr Zelensky di resistere a ogni costo all’invasione russa. Gli ucraini non solo non vogliono a nessun costo finire triturati da Mosca, ma non accettano neanche di cedere porzioni delle loro terre al gigantesco e traballante vicino, tanto più da quando ne hanno intravisto la fragilità militare. Solo una logorante situazione di stallo, che non sia però in nessun modo percepibile come una sia pure parziale e incerta vittoria russa, potrebbe indurre Kyiv a interrompere le ostilità. Anche perché data la situazione ormai determinatasi, è ben difficile che qualcuno degli alleati occidentali possa mettere in discussione gli aiuti militari, una vittoria anche solo politica di Putin potrebbe infatti avere conseguenze disastrose per le già deboli democrazie europee.

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L’elemosiniere del Papa Konrad Krajewski (Getty Images).

L’apertura (a parole) di Mosca a Zuppi e i rischi dell’equidistanza vaticana

E tuttavia, dato che nessun conflitto è eterno, le elezioni per la Casa Bianca del novembre 2024 potrebbero influire sul proseguimento della guerra, considerando che Joe Biden non ha alcun interesse a ritrovarsi in campagna elettorale mentre le ostilità sul terreno si intensificano e le spese per sostenerle si moltiplicano. In questo spiraglio può inserirsi anche il tentativo vaticano, partito certamente come ipotesi velleitaria ma, nonostante tutto, ancora in piedi. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, è infatti stato per conto di Francesco a Kyiv e a Mosca, a Pechino e a Washington. Da ultimo, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha invitato il cardinale a tornare a Mosca – dove in verità nella sua prima visita Zuppi aveva ricevuto un’accoglienza piuttosto fredda – dicendosi pronto a incontrarlo e ad ascoltare le proposte di mediazione della Santa Sede. Si vedrà se è solo propaganda rivolta alle posizioni pacifiste presenti in Europa e in Italia in area cattolica e in ambienti politici di sinistra (come in realtà di estrema destra) o se la Russia intende fare sul serio. Di fatto, tuttavia, il Vaticano dovrà mettere da parte, se intende davvero diventare un partner internazionale per un negoziato di pace capace di coinvolgere anche le autorità ucraine, tutti gli estremismi ideologici di un pacifismo d’antan, come un’improbabile equidistanza fra aggredito e aggressore o la richiesta di un cessate il fuoco immediato che favorirebbe più l’oppressore che l’oppresso, e aprirsi con decisione a una posizione favorevole a una pace costruita nel rispetto del diritto internazionale. In altre parole sostenere che nessuna controversia internazionale può essere risolta con una invasione. Un’impostazione fatta propria più volte in modo accorto e non urlato dal segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ma meno recepita, nella sostanza, da realtà cattoliche importanti come la Comunità di Sant’Egidio dalla quale pure proviene il cardinal Zuppi.

Il Papa, le aperture sospette di Mosca e il negoziato quasi impossibile con l'Ucraina
Il cardinal Zuppi (Imagoeconomica).

Mare Fuori 4 in anteprima alla Festa del Cinema di Roma

Inizia a prendere forma il cartellone della Festa del Cinema di Roma. Alla 18esima edizione arriverà infatti in anteprima mondiale Mare Fuori 4, atteso nuovo capitolo della serie coprodotta da Rai Fiction e Picomedia. Previsto anche il red carpet con il produttore Roberto Sessa, gli sceneggiatori Cristiana Farina e Maurizio Careddu oltre all’intero cast. Sfileranno nella Capitale infatti, tra gli altri, Lucrezia Guidone, Massimiliano Caiazzo e Carmine Recano, ma anche Artem, Maria Esposito e Domenico Cuomo. Non mancherà nemmeno Matteo Paolillo, autore anche del singolo ‘O Mar for da oltre 40 milione di views su YouTube.

In anteprima a Roma i primi due episodi della serie Rai Fiction Mare Fuori alla presenza del cast. Trama e possibile data di uscita.
Il cast di Mare Fuori al Festival di Sanremo (Getty Images).

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Mare Fuori 4, cosa sappiamo sulla nuova stagione della serie Rai Fiction

In attesa dei primi due episodi in anteprima, la Festa del Cinema di Roma ha rilasciato la prima immagine ufficiale della serie e la sinossi. Nella quarta stagione di Mare Fuori, infatti, i protagonisti si ritroveranno a navigare, seppur metaforicamente,  in acque agitate. Da Carmine a Rosa, passando per Mimmo, Cucciolo, Dobermann, Kubra e Micciarella, i protagonisti dovranno fare affidamento solo su loro stessi, consapevoli ormai di non poter contare più sull’appoggio delle rispettive famiglie. Affronteranno le loro paure da soli, forti soltanto dell’aiuto di chi sceglieranno di avere al loro fianco. Contraltare alla loro vicenda saranno poi le storie di Pino, Edoardo, Cardiotrap, Giulia e Silvia che, nel bene e nel male, sopportano ancora il peso dei legami familiari che ne condizionano l’esistenza. Tuttavia la maggior parte di loro, come tutti i detenuti del carcere minorile, sta per compiere 18 anni. Un cambiamento inevitabile che sconvolgerà la loro vita.

Fra le maggiori novità di Mare Fuori 4 ci sarà l’assenza di Carolina Crescentini e di Giacomo Giorgio, nel cast sin dalla prima stagione. Non torneranno dunque la direttrice del carcere Paola Vinci e il bad guy Ciro Ricci. Uscirà di scena molto probabilmente anche Nicolas Maupas, volto di Filippo Ferrari detto ‘O Chiattillo, che rimarrà in contatto  con i protagonisti solo in forma epistolare o telefonica. Non ci sarà nemmeno Naditza, interpretata da Valentina Romani, fidanzata nella vita reale proprio con Maupas. New entry saranno invece Francesco Grimaldi e Lucrezia Guidone, volto della nuova direttrice del penitenziario Sofia Durante. Spazio anche per Valeria Andreanò che ne interpreterà la sorella. Ancora ignota la data di uscita ufficiale, ma si parla dell’inizio del 2024 su RaiPlay e subito dopo su Rai2.

In arrivo un musical a teatro con Mattia Zenzola di Amici

Dopo il grande successo in Italia e all’estero, la serie Mare Fuori diventerà un musical. Il 14 dicembre debutterà al Teatro Augusteo di Napoli una produzione diretta da Alessandro Siani e prodotta da Best Live. Già ufficiale l’intero cast, tra cui spicca l’ultimo vincitore di Amici Mattia Zenzola, il cui ruolo tuttavia non è stato rivelato. Spazio invece ad alcuni attori della serie principale, tra cui Maria Esposito nei panni di Rosa Ricci, Antonio Orefice in quelli di Totò Ascione ed Enrico Tijani che tornerà a interpretare Dobermann. E ancora, Giuseppe Pirozzi sarà ancora Raffaele di Meo detto Micciarella, Antonio D’Aquino sarà invece Milos e Carmen Pommella continuerà a interpretare Nunzia. Nel cast si aggiungerà anche il cantante napoletano Andrea Sannino. Alcuni rumors, alimentati da stories su Instagram, vorrebbero coinvolto Pierpaolo Pretelli, ma al momento non vi sono conferme.

Lo spettacolo resterà a Napoli ininterrottamente fino al 30 dicembre, cui seguiranno altre date l’1, il 5 e il 6 gennaio. Si sposterà poi al Teatro Duemila di Ragusa (20-21), al Teatro Cilea di Reggio Calabria (23-24) e al Teatro Rendano di Cosenza (26-28). Toccherà poi all’Alfieri di Torino (2-4 febbraio), seguita dall’Arcimboldi di Milano (14-18), dal Lyrick di Assisi (20-21) e dal Teatro Team di Bari (24-25). La tournée passerà poi dal Brancaccio di Roma (1-3 marzo) per finire al Teatro Europa di Bologna (15-17).

Ignazio Moser debutta da attore: al cinema arriva InFiniti

Dopo aver calcato il red carpet del Festival del Cinema di Venezia, Ignazio Moser (noto ciclista ex star del Grande Fratello Vip, di recente diventato affermato conduttore su MTV) ha fatto il suo esordio davanti alla macchina da presa in veste di attore in un progetto in uscita a settembre 2023.

Il primo ruolo al cinema di Ignazio Moser

L’appuntamento in tutte le sale con la pellicola InFiniti firmata dal regista Cristian de Mattheis è fissato a partire da giovedì 21 settembre. Il film, presentato in anteprima a Venezia 2023, è una storia d’amore contemporanea ambientata a Recanati che prende liberamente ispirazione dal poeta Giacomo Leopardi e racconta gli intrecci sentimentali di cinque personaggi alle prese con le normali difficoltà quotidiane di una relazione. Per l’occasione, Ignazio Moser interpreterà il ruolo di Lorenzo, un commesso di un supermercato (con tatuato il simbolo dell’infinito) di cui finirà per innamorarsi la fedifraga Roberta, legata da molto tempo a Davide. Il filmmaker Cristian de Mathheis, riguardo alla sua nuova fatica cinematografica, ha commentato a TgCom: «L’idea del film nasce da due esigenze: da una parte la necessità di trovare in una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, il modo per parlare della difficoltà dei sentimenti, in un mondo che sempre più tende alla chiusura e all’incomunicabilità; dall’altra la voglia di raccontare l’evoluzione dei rapporti di coppia che anche quando vengono messe a dura prova come la scoperta di un tradimento come in questo caso».

La trama di InFiniti

Davide e Roberta sono una coppia molto innamorata che sta insieme da quattro anni. Davide sta cercando di farsi conoscere come pittore, mentre Roberta si è dovuta adattare malvolentieri a una carriera da agente immobiliare. La donna lavora presso l’agenzia di un uomo sposato con la ricca Greta ma segretamente innamorato di lei. Ad un certo punto la solidità del rapporto di Davide e Roberta vacilla, dopo che lei viene a scoprire di un tradimento avvenuto a inizio relazione. Ecco dunque che presto la donna si ritrova, suo malgrado, ad avvicinarsi  sempre di più al fascinoso commesso di un supermercato, Lorenzo, cambiando per sempre il corso del suo destino.

Nel Nagorno Karabakh è stato dichiarato il cessate il fuoco

Le autorità della Repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh (Artsakh) hanno annunciato che è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco completo a partire dalle 13 (ora locale) di mercoledì 20 settembre. L’intesa, raggiunta grazie alla mediazione russa, prevede anche che le truppe armene si ritirino «dalla zona di schieramento del contingente russo di peacekeeping» (forze dispiegate nell’area dallo scoppio della guerra nel 2020) e che le unità armate dell’esercito di difesa del Nagorno-Karabakh siano sciolte e disarmate». Condizioni che suonano come una resa incondizionata all’Azerbaigian.

LEGGI ANCHE: Perché il destino del Nagorno Karabakh è già scritto

I negoziati si terranno il 21 settembre nella città azera di Yevlakh

Giovedì 21 settembre, fanno sapere i funzionari locali di Stepanakert e Baku, nella città azera di Yevlakh si terranno i negoziati. Inoltre saranno discusse con i rappresentanti della popolazione armena e le autorità azere questioni relative ai diritti, al sostentamento e alla sicurezza degli abitanti del Nagorno Karabakh «nel quadro della Costituzione dell’Azerbaigian». Baku, che ha chiesto lo scioglimento del governo locale della Repubblica, ha affermato che i colloqui includeranno anche piani per la “reintegrazione” della regione nell’Azerbaigian.

Perché il destino del Nagorno Karabakh è già scritto ff
La situazione della popolazione civile nel Nagorno Karabakh (dal profilo X @ArtsakhOmbuds).

L’attacco di Baku e il bilancio dei bombardamenti

Il cessate il fuoco e la resa a Baku arrivano dopo un giorno di scontri. Il 19 settembre l’Azerbaigian ha lanciato un’operazione anti-terrorismo nel Nagorno Karabakh con l’obiettivo di «ripristinare l’ordine costituzionale». Nei fatti ha bombardato l’area assicurando di aver colpito solo obiettivi militari. Il leader dell’Atsakh Gegham Stepanyan ha denunciato la morte di 32 persone, tra cui sette civili. I feriti sarebbero più di 200 tra cui 35 civili.

Netflix Italia, ecco serie e film in arrivo: da Il Gattopardo a Supersex

Ufficiale la lista di serie tivù e film in arrivo su Netflix fra gli ultimi mesi del 2023 e il 2024, presentata in un evento a Roma. Oltre a produzioni già note da tempo, come Supersex su Rocco Siffredi e l’adattamento de Il Gattopardo, la società ha annunciato anche quattro nuovi titoli. Su tutti, merita una menzione speciale Il fabbricante di lacrime, che porterà sul piccolo schermo il bestseller di Erin Doom, romanzo più venduto in Italia nel 2022. Alla regia ci sarà Alessandro Genovesi, già dietro la macchina da presa dei film La peggior settimana della mia vita e Ma che bella sorpresa con Frank Matano. Protagonisti saranno Simone Baldasseroni, rapper noto come Biondo, e Caterina Ferioli. Non mancheranno poi alcuni ritorni, come La legge di Lidia Poet con Matilda De Angelis (attesa anche su Prime Video da Citadel) e lo spin-off di Suburra.

Non solo Erin Doom, tutti i nuovi annunci di Netflix Italia

Oltre a Il fabbricante di lacrime, Netflix Italia ha annunciato anche il film Il treno dei bambini. Diretto da Cristina Comencini, sarà come per il caso di Erin Doom l’adattamento di un romanzo, ambientato nel 1946. La storia seguirà la difficile ripresa dei più piccoli alla fine del conflitto mondiale e il loro reinserimento nella società. Nel cast Barbara Ronchi, Serena Rossi e Stefano Accorsi. Nel corso dell’evento di presentazione, annunciate anche due nuove serie tivù. Nello specifico sono Storia della mia famiglia di Claudio Cupellini e Adorazione per la regia di Stefano Mordini. La prima racconterà la vita di un uomo, partendo dal suo ultimo giorno in un mondo pieno di conflitti. La seconda, invece, in sei episodi di concentrerà su un gruppo di adolescenti nell’Agro Pontino che si ritrovano a indagare sulla scomparsa di una di loro. Una ricerca che cambierà per sempre le loro vite.

Da Supersex a Vasco Rossi: Il Supervissuto, le altre nuove uscite in streaming

La prima produzione in arrivo su Netflix sarà Vasco Rossi: Il Supervissuto, docuserie in sette puntate sulla rockstar di Zocca disponibile dal 27 settembre. Il Komandante si racconterà fra passato e presente, ricordando i momenti più belli ma anche quelli negativi. L’annuncio è stato accompagnato da un nuovo inedito del Blasco, Gli sbagli che fai, in uscita assieme alla serie. Grande attesa per la serie Supersex con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi. In sette episodi, la narrazione seguirà la vita del pornodivo italiano non soltanto nel mondo del sesso, ma anche nella sfera intima e personale. Occhi puntati anche su Il Gattopardo, primo adattamento del romanzo di Tomasi di Lampedusa dal cult di Luchino Visconti con Claudia Cardinale. Nel cast Kim Rossi Stuart nei panni del protagonista, il principe di Salina, ma anche Benedetta Porcaroli e Deva Cassel.

Presentata a Roma la line up della piattaforma streaming per il 2023 e il 2024. Spiccano anche il film su Il fabbricante di lacrime di Erin Doom e una docuserie su Vasco Rossi. Attesi anche lo spin-off di Suburra e la seconda stagione de La legge di Lidia Poet.
Vasco Rossi sarà protagonista di una docuserie (Getty Images).

Ferzan Ozpetek presenterà alla Festa del Cinema di Roma Nuovo Olimpo, in arrivo l’1 novembre su Netflix. Ambientato negli Anni 70, racconterà le vicende di due persone che si conoscono in un cinema dando vita a un rapporto che durerà per anni. Nel cast Luisa Ranieri, Greta Scarano e Jasmine Trinca. Carmine Elia invece dirigerà Sara, titolo provvisorio di un progetto che seguirà due donne anziane che, dopo una lunga amicizia, interrompono per sempre i rapporti. Nei panni delle protagoniste Teresa Saponangelo e Claudia Gerini. Nel Sud Italia si svolgerà invece Briganti, un western all’italiana ambientato alla fine del XIX secolo fra bande e clan in cerca dell’oro. Le riprese si sono svolte in Salento, soprattutto fra Lecce, Nardò e Melpignano.

Suburraeterna e La legge di Lidia Poet 2, spin-off e attesi ritorni

Suburraeterna avrà il difficile compito di riavvolgere il filo del discorso a tre anni dalla conclusione della serie originale Suburra. La narrazione dello spin-off si concentrerà su Spadino, che ancora una volta sarà interpretato da Giacomo Ferrara. Nel cast anche Filippo Nigro, Carlotta Antonelli e Giorgia Spinelli, alla regia invece ci saranno Ciro D’Emilio e Alessandro Tonda che dirigeranno quattro puntate a testa. Atteso il ritorno di Matilda de Angelis ne La legge di Lidia Poet, serie sull’omonima avvocatessa di Torino capace con la prima stagione di conquistare anche gli Usa. Torneranno anche Eduardo Scarpetta nei panni di Jacopo Barberis e Pier Luigi Pasino in quelli di Enrico Poet. Seconda stagione anche per Tutto chiede salvezza con Federico Cesari e Fotinì Peluso, che si staccherà dal romanzo di Daniele Mencarelli.

Previsioni meteo, doppia perturbazione in arrivo: poi il crollo termico

Due perturbazioni affosseranno l’estate ed entro il weekend del 23 e 24 settembre 2023 è previsto un calo termico. I termometri scenderanno, infatti, di 7-8 gradi e il Centro-Nord sarà flagellato da piogge battenti. Sono queste in estrema sintesi le previsioni secondo Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.ilmeteo.it.

Da sabato 23 settembre tutta l’Italia vivrà condizioni autunnali

Nella giornata di mercoledì 20 settembre 2023 un nucleo di aria instabile proveniente dalla Spagna porterà un primo peggioramento al Centro-Nord con piovaschi ma anche temporali, specie dal pomeriggio sul settore occidentale. Una seconda perturbazione, di origine atlantica e molto più intensa, scenderà poi dalla Scozia fino all’Italia. Giovedì 21 e venerdì 22 sono previste piogge anche persistenti al Nord e su parte del Centro. Localmente qualche fenomeno raggiungerà anche il Sud. Il caldo africano invece resisterà in Sicilia e localmente in Puglia. Da sabato 23 tutta l’Italia vivrà condizioni autunnali con un calo delle temperature diffuso, specie in Sicilia dove avremo un calo medio di 7-8 gradi, da 35 gradi a 27-28. La sorpresa poi potrebbe arrivare la settimana successiva con un Italia capovolta: al Sud insisteranno condizioni autunnali con piogge e possibili nubifragi, al Nord è invece previsto tempo stabile e sole.

Le previsioni in dettaglio

  • Mercoledì 20: Al Nord: è previsto un peggioramento dal pomeriggio dal Nord-Ovest verso il Triveneto. Al Centro: peggioramento in Toscana, in nottata pure su Umbria e Lazio. Al Sud: in nottata arriveranno piogge in Campania, mentre resterà stabile e caldo altrove.
  • Giovedì 21: Al Nord: ci saranno piogge sparse in un contesto simil-autunnale. Al Centro: arriveranno piogge diffuse, specie sulle tirreniche. Al Sud: temporali in Campania mentre sarà soleggiato su estremo sud con caldo africano.
  • Venerdì 22: Al Nord: piogge anche forti in un contesto simil-autunnale. Al Centro: piogge sparse localmente intense specie in Toscana. Al Sud: nuvolosità variabile, ancora caldo in Sicilia.

 

La classifica dei 50 hotel migliori del mondo: al primo posto c’è un Italiano

È un hotel italiano la struttura alberghiera migliore al mondo. È stato annunciato a Londra nel corso della cerimonia di premiazione della classifica World’s 50 Best Hotels.

La classifica dei 50 hotel migliori nel mondo: vince un albergo sul lago di Como

A portarsi a casa questo prestigioso traguardo è stato il Passalacqua, una residenza storica affacciata sul lago di Como ricavata all’interno di un edificio del 1787 su un terreno che un tempo fu di papa Innocenzo XI. La medaglia d’argento l’ha conquistata il Rosewood Hong Kong, situato nel quartiere artistico e di design Victoria Dockside della città asiatica, con una vista a dir poco mozzafiato sul porto. Chiude il podio un hotel Four Seasons a Bangkok, il Chao Phraya River.

Parlando del risultato raggiunto dal lussuoso Passalacqua l’ad di The World’s 50 Best Hotels, Tim Brooke-Webb, ha dichiarato: «Congratulazioni di cuore a Passalacqua per essere riuscito ad arrivare alla numero uno, a soli due anni dall’apertura. È una testimonianza preziosa della visione della famiglia De Santis, che ha creato questo spettacolare santuario per i suoi ospiti con una scrupolosa dedizione ai dettaglio di design, alla squisita ospitalità e alla magia distintiva, che ha chiaramente lasciato un’impressione duratura nella nostra Accademia di esperti elettori».

Altre tre strutture italiane raggiungono la top 20

Al di là della numero uno, il nostro Paese si è distinto in classifica con un totale di tre strutture che sono state in grado di convincere la giuria di esperti di World’s 50 Best Hotels guadagnandosi la top 20. In nona posizione troviamo infatti il Four Seasons di Firenze, situato nel più grande giardino privato della città. In 14esima posizione si è piazzato l’Aman di Venezia, caratterizzato da spettacolari soffitti affrescati, mentre la 2oesima posizione l’ha conquistata l’hotel Le Sirenuse di Positano, situato sulla zona delle “colline technicolor” della suggestiva cittadina simbolo della Costiera Amalfitana.

Una colonia felina non può essere spostata: la sentenza del tribunale di Catania

Una colonia felina non può essere sfrattata. Lo ha stabilito il giudice del tribunale di Catania, che ha dato ragione a tre associazioni animaliste intervenute a supporto di una gattara di Gravina di Catania che, con un’ordinanza, era stata obbligata a spostare una colonia felina con l’ausilio dell’Asp dopo che una condomina aveva visto nei gatti della colonia, regolarmente registrata e con tanto di tutor, una limitazione del godimento della sua abitazione e del suo balcone.

Riconosciuto il legame tra colonia felina e habitat

La tutor della colonia, assistita dal legale Margherita Mannino, aveva chiesto la modifica dell’ordinanza, sostenendo che il provvedimento si scontrava con il divieto per chiunque di maltrattare i gatti che vivono in libertà; il diritto dei felini a non essere spostati in altro habitat; il diritto ad essere curati e nutriti proprio nel luogo dove si sono stabiliti. I presidenti delle associazioni Vera Russo (Le Aristogatte), Emanuela Tosto (L’Altra Zampa) e Lucia Fiore (Pan) hanno deciso di intervenire nella causa pendente a tutela dell’integrità e salute della colonia felina, rappresentate dagli avvocati Floriana Pisani e Tania Cipolla. Per i legali il giudice ha emesso un «provvedimento unico nel suo genere, avendo riconosciuto il legame fra colonia felina e habitat» e chiarito che «lo spostamento della colonia felina possa, quantomeno in astratto, comportare un pregiudizio per gli animali». Il giudice ha evidenziato che la disciplina invocata, ovvero quella del mero prelievo dei cani vaganti e dei gatti sul territorio, non è applicabile al caso delle colonie feline.

Chi l’ha visto?, stasera su Rai 3 il caso di Kata e del costumista dei film di Sorrentino

Stasera 20 settembre 2023 alle ore 21.20 andrà in onda una nuova puntata di Chi l’ha visto?, la trasmissione che si occupa di ritrovare le persone scomparse e risolvere i casi di cronaca più eclatanti. Come sempre a condurre il programma c’è Federica Sciarelli che presenterà diversi casi da analizzare e i servizi dei membri della troupe. Al centro dell’appuntamento i casi della piccola Kata, scomparsa nell’ex hotel Astor di Firenze, e del costumista dello staff di Paolo Sorrentino. La trasmissione sarà disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Stasera ritorna su Rai 3 il programma Chi l'ha visto? con due casi incredibili ed eclatanti, ecco le informazioni.
La presentatrice Federica Sciarelli a Chi l’ha visto? (X).

Chi l’ha visto?, le anticipazioni della puntata di stasera 20 settembre 2023 su Rai 3

Il primo caso che la troupe di Chi l’ha visto? tratterà è quello della scomparsa della piccola Kata. Sono passati mesi ormai dalla sparizione della piccola e gli inquirenti brancolano nel buio. In tutte queste settimane non sono stati trovati indizi o altri dettagli che possano aprire nuove piste o fare chiarezza sull’attuale posizione della bambina. Sembra che ora gli agenti vogliano ritornare nell’ex albergo Astor, perché è proprio lì che abitava Kata con la famiglia ed è lì che molto probabilmente ci saranno indizi non ancora scoperti. Continuano gli appelli dei genitori che vogliono ritrovare la loro bambina e stanno indagando anche in modo indipendente, ma per ora non sembrano esserci novità. Il team di Chi l’ha visto? sarà in diretta da Firenze questa sera e darà aggiornamenti al pubblico in merito alle indagine degli inquirenti.

Chi l’ha visto? si concentrerà poi su un altro caso di scomparsa, quello della sparizione di una ragazza 15enne di Roma. Della giovane si sono perse le tracce improvvisamente e i genitori credono che possa essere stata sequestrata per richiedere un riscatto. Ad avvalorare questa tesi il ritrovamento del suo cellulare a pochi metri dalla sua casa. Il team del programma cercherà di ricostruire gli ultimi movimenti della ragazza e il percorso che ha compiuto prima di svanire o di essere stata rapita.

Il caso di Luca Canfora

La trasmissione esaminerà poi i dettagli sul misterioso caso della scomparsa del costumista della troupe del regista Paolo Sorrentino. Luca Canfora, questo il suo nome, è stato trovato morto l’1 settembre 2023 e il suo cadavere galleggiava nelle acque di Capri. Gli inquirenti indagano ancora per scoprire eventuali colpevoli di questo giallo e per determinare con certezza le circostanze che hanno portato alla morte del professionista. A Chi l’ha visto? parlerà il fratello della vittima, sconsolato e abbattuto per questo evento. Il fratello, inoltre, non crede all’ipotesi suicidio di Luca: «Mio fratello era sereno, perché avrebbe dovuto togliersi la vita?». Come sempre, nel corso della trasmissione non mancheranno gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni in merito a tutte le persone scomparse nelle ultime settimane sul territorio italiano.

Fini: «Il blocco navale è una battuta da campagna elettorale»

Il blocco navale? «Battuta da propaganda elettorale». E la legge Bossi-Fini sull’immigrazione «va cambiata». A sostenerlo è chi a quella legge diede il nome, l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. «La legge che porta la mia firma e quella di Bossi va cambiata», ha detto l’ex leader di An al Fatto Quotidiano. «Aveva la stessa impostazione della Turco-Napolitano: il migrante economico ha diritto di permesso solo se ha un contratto di lavoro. Vent’anni dopo è cambiato tutto il panorama internazionale e il fenomeno migratorio si è trasformato. Oggi riguarda centinaia di migliaia di persone ed è dovuto a grandi fattori economico-sociali». Come del resto confermano gli sbarchi delle ultime settimane a Lampedusa. Quando, nel 2002, venne approvata la Bossi-Fini, ricorda l’ex presidente della Camera, «solo in pochissimi chiedevano l’asilo». Ora, invece, «bisogna agire in un contesto sovranazionale. La mia legge prevedeva quote di ingresso regolari: portò a una sanatoria di centinaia di migliaia di migranti. Questo è il modello da seguire. La politica», prosegue, «dovrebbe fare un ragionamento più ampio rispetto alla battuta giornaliera del blocco navale tipica di una campagna elettorale».

Fini: «Giorgia Meloni sta facendo il massimi, quelle di Salvini sono solo affermazioni da campagna elettorale» 

Per questo secondo Fini finché «si continuerà a ragionare secondo la logica degli Stati nazionali non si troverà una soluzione. Nessuno vuole prendersi parte dei migranti. La campagna resta permanente in vista delle Europee. Cresceranno forme di xenofobia e disagio sociale». Fini ‘promuove’ però Giorgia Meloni che «sta facendo il massimo e sta ottenendo il massimo in sede europea. Basti vedere al rapporto con von der Leyen». E sulle spallate del vicepremier leghista assicura che «il governo non è diviso». «Quello di Salvini è un comizio, un tweet», spiega Fini, «sono affermazioni eccessive tipiche della campagna elettorale. Però poi non ci pensa a fare la crisi di governo».

Chiara Ferragni trascorre un pomeriggio al parco con Leone e Vittoria, di Fedez non c’è traccia


Come mostra il settimanale Chi, Chiara Ferragni ha trascorso un pomeriggio al parco con Leone e Vittoria e con mamma Marina, mentre su Amazon Prime Video usciva la puntata speciale dei Ferragnez sul Festival di Sanremo. Fedez assente durante la giornata insieme ai figli. Nel frattempo, pare che ci sarà una terza stagione della serie.
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Mosca: «Cessare gli spargimenti sangue e le ostilità nella regione del Nagorno Karabakh»

La Russia chiede di cessare immediatamente spargimenti di sangue, porre fine alle ostilità e alle vittime civili nel Nagorno Karabakh dove martedì 19 settembre l’Azerbaigian ha lanciato un’offensiva militare e ha chiesto la resa dell’Armenia. «A causa della rapida escalation delle ostilità armate nel Nagorno-Karabakh invitiamo fortemente le parti in conflitto a fermare immediatamente gli spargimenti di sangue, a cessare le ostilità e a prevenire vittime tra la popolazione civile» ha affermato il ministero degli Esteri russo in un comunicato citato dall’agenzia Tass. «La cosa più importante ora è tornare immediatamente al rispetto degli accordi trilaterali firmati nel 2020-2022, che stabiliscono tutte le misure per una soluzione pacifica alla questione del Nagorno-Karabakh».

Baku, soddisfazione per l’intervento militare 

L’esercito dell’Azerbaigian «continua con successo le attività antiterroristiche nella regione del Nagorno-Karabakh», ha dichiarato il ministero della Difesa del Paese in un comunicato. Nella nota si legge: «Le attività antiterroristiche condotte dalle forze armate della Repubblica dell’Azerbaigian nella regione economica del Karabakh continuano con successo. Le unità dell’esercito dell’Azerbaigian hanno neutralizzato posizioni di combattimento, veicoli militari, lanciatori di artiglieria e di missili antiaerei, stazioni radioelettroniche e altri mezzi militari appartenenti a formazioni delle forze armate armene».

Guterres: «Chiediamo la fine immediata dei combattimenti»

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto la «fine immediata dei combattimenti». «Il segretario generale chiede con la massima forza la fine immediata dei combattimenti, la riduzione dell’escalation e un più rigoroso rispetto del cessate il fuoco del 2020 e dei principi del diritto internazionale umanitario», ha affermato in una nota il portavoce Stéphane Dujarric.