Mosca: «Cessare gli spargimenti sangue e le ostilità nella regione del Nagorno Karabakh»

La Russia chiede di cessare immediatamente spargimenti di sangue, porre fine alle ostilità e alle vittime civili nel Nagorno Karabakh dove martedì 19 settembre l’Azerbaigian ha lanciato un’offensiva militare e ha chiesto la resa dell’Armenia. «A causa della rapida escalation delle ostilità armate nel Nagorno-Karabakh invitiamo fortemente le parti in conflitto a fermare immediatamente gli spargimenti di sangue, a cessare le ostilità e a prevenire vittime tra la popolazione civile» ha affermato il ministero degli Esteri russo in un comunicato citato dall’agenzia Tass. «La cosa più importante ora è tornare immediatamente al rispetto degli accordi trilaterali firmati nel 2020-2022, che stabiliscono tutte le misure per una soluzione pacifica alla questione del Nagorno-Karabakh».

Baku, soddisfazione per l’intervento militare 

L’esercito dell’Azerbaigian «continua con successo le attività antiterroristiche nella regione del Nagorno-Karabakh», ha dichiarato il ministero della Difesa del Paese in un comunicato. Nella nota si legge: «Le attività antiterroristiche condotte dalle forze armate della Repubblica dell’Azerbaigian nella regione economica del Karabakh continuano con successo. Le unità dell’esercito dell’Azerbaigian hanno neutralizzato posizioni di combattimento, veicoli militari, lanciatori di artiglieria e di missili antiaerei, stazioni radioelettroniche e altri mezzi militari appartenenti a formazioni delle forze armate armene».

Guterres: «Chiediamo la fine immediata dei combattimenti»

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto la «fine immediata dei combattimenti». «Il segretario generale chiede con la massima forza la fine immediata dei combattimenti, la riduzione dell’escalation e un più rigoroso rispetto del cessate il fuoco del 2020 e dei principi del diritto internazionale umanitario», ha affermato in una nota il portavoce Stéphane Dujarric.