Sul rigassificatore a Vado è scontro tra Calenda e Toti

È  scontro tra Carlo Calenda e il presidente della Liguria Giovanni Toti sul futuro del rigassificatore attualmente collocato a Piombino. Toti ha infatti promesso di trasferirlo tra Vado e Savona, scatenando il putiferio.

 Calenda: «Non siamo favorevoli a spostarlo da Piombino a Vado per ragioni politiche»

Calenda su X si era detto favorevole all’idea, se utile. «Anzi, ho dichiarato che sono pronto ad andare a spiegarlo ai cittadini di Vado come fatto a Piombino. Ma non siamo favorevoli a spostarlo da Piombino a Vado per ragioni politiche». Un modo forse per giustificare le ambiguità di Azione che se a Piombino si era schierata per il sì, in Liguria, con il voto del consigliere regionale Pippo Rossetti appena entrato nei centristi dal Pd, è orientata per il no. Per Calenda tutto sta nelle intenzioni. «La questione è perché si sposta il rigassificatore di Piombino a Vado visto che a Piombino ha tutte le autorizzazioni e a Vado no. La realtà è che la Meloni vuole favorire il suo sindaco (di Piombino) e Toti vuole fare il terzo mandato in Regione».

La replica di Toti: «La Liguria è il simbolo del fallimento di Calenda»

La risposta di Toti non ha certo calmato le acque: «Calenda ha prima stretto un accordo con Letta, poi ha fatto il Terzo Polo con Renzi, poi ci ha ripensato. A Genova è venuto ad appoggiare Marco Bucci e poi ci ha ripensato in cambio di qualche vecchio arnese al Pd», attacca il governatore con riferimento a Rossetti e alla consigliera comunale Cristina Lodi passati dai dem ad Azione. «Se per due consiglieri in più si cambia idea sulle politiche energetiche del Paese, in un partito nato per promuovere modernità e sviluppo, mi sa che Azione ha fallito in partenza. Calenda sa benissimo che la valutazione ambientale prevede che a Piombino l’impianto stia tre anni, la decisione l’ha presa il governo Draghi, oggi raccontare una storia diversa solo per giustificare il voto tra il populista e il velleitario dei suoi neo consiglieri credo qualifichi il movimento. La Liguria è il simbolo del fallimento di Calenda». Accuse a cui l’ex ministro ha ribattuto: «Toti piantala di fare il bambacione, devi spiegare ai liguri che senso ha portare il rigassificatore di Piombino a Vado, a parte fare un favore a Meloni per farti dare il terzo mandato. Io sono favorevole a farne altri dieci di rigassificatori».

 

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Santanchè e il controverso viaggio in Oriente: quanto è costato?

La ministra del Turismo Daniela Santanchè è da tempo al centro del dibattito pubblico e politico dopo il caso Visibilia che ha scosso la sua posizione all’interno di Fratelli d’Italia e l’equilibrio dell’intera maggioranza di governo, tanto che si parla ormai apertamente di ipotesi rimpasto. In molti, dopo l’esplosione della vicenda, ne hanno chiesto le dimissioni. Ora c’è un capitolo in più: Il Fatto Quotidiano si è concentrato su il modo in cui il dicastero di Santanchè utilizza il denaro pubblico, cercando di capire quanto sia costato alle tasche degli italiani il recente viaggio in Oriente.

I viaggi della Santanchè a spese degli italiani

La ministra Santanchè è tornata da qualche giorno in Italia dopo un tour in Oriente che lei stessa ha definito come «un importante momento di confronto e di incontro tra due culture e due visioni molto diverse». Il viaggio è stato naturalmente a carico del bilancio dello Stato, essendo a tutti gli effetti una missione all’estero che la ministra compie nell’interesse del Paese. Ma quanto è costato tutto questo agli italiani? Secondo il Fatto si tratta di 134 mila euro a cui sarebbero da aggiungere le spese varie e i 21 mila euro per la tappa fatta a Seul. Si ricorda che, in questi casi, insieme al titolare del ministero si muovono anche il suo team e i suoi collaboratori di fiducia. In questo caso per l’Italia erano previste due delegazioni, una istituzionale e una commerciale. Nella prima figurano il capo di Gabinetto della ministra, Erika Guerri, il deputato FdI e consulente del ministero Gianluca Caramanna, il consigliere diplomatico Simone Landini e Ivana Jelinic dell’Enit e Matteo Zoppas dell’Ice. Nella delegazione commerciale, invece, sono presenti otto imprenditori rappresentanti del comparto turistico che, però, avrebbero sostenuto da soli le spese del viaggio.

Le controversie sul viaggio in Oriente

Le spese per la missione in Oriente di Daniela Santanchè avrebbero acceso dei malumori all’interno della direzione generale del ministero, che sarebbe stato costretto a procrastinare delle attività ordinarie e il pagamento di alcuni fornitori. L’alto costo del viaggio e le naturali polemiche ha portato il dicastero a far uscire anche una nota nella quale sono stati chiariti i dettagli della missione. In questa si legge: «Il ministro e i delegati istituzionali non si sono serviti di voli di Stato, ma di linea e hanno soggiornato negli hotel più convenienti tra quelli convenzionati con le ambasciate e i consolati del luogo. Le due notti di hotel a Macao del ministro e dei delegati istituzionali sono state offerte dagli organizzatori».

L’organizzazione della missione fatta senza una gara

L’attenzione del Fatto Quotidiano si è concentrata in particolar modo sull’organizzazione dell’intero viaggio, con il ministero che solo il 31 agosto avrebbe chiesto a Enit di occuparsi della gestione dei servizi organizzativi. L’intero tour sarebbe stato poi affidato, senza un gara, ad un’agenzia di Pechino, la Caissa Travel Service Co., con il prezzo dei tre giorni in Cina della ministra Santanchè e della delegazione istituzionale che sarebbe arrivato a 134.689,26 euro, più le spese varie e la trasferta in Corea, costata altri 21.149,95 euro. Un totale di 155 mila euro per tre giorni.

Luisa Ranieri nel cast del biopic su Modigliani diretto da Depp

Si allarga il cast di Modi, il nuovo biopic sull’artista italiano Amedeo Modigliani diretto da Johnny Depp, che torna dietro la macchina da presa dopo 25 anni. A Riccardo Scamarcio, che interpreterà Modigliani, e Al Pacino, che vestirà i panni di Maurice Gangnat, si aggiungerà Luisa Ranieri, nei panni di Rosalie. La pellicola sarà girata nell’autunno del 2023 a Budapest.

La trama del biopic

Modi è un film biografico ambientato durante il soggiorno parigino dell’artista, nel 1916. Sul grande schermo, però, Depp porta solo 48 ore della permanenza francese: un’istantanea di vita che ritrae un Modigliani desideroso di porre fine alla propria carriera e lasciare la città. L’artista sarà in fuga dalla polizia per le strade della capitale francese e si scontrerà con i suoi colleghi bohémien: il francese Maurice Utrillo (Niney), il bielorusso Chaim Soutine e la sua musa e amante inglese Beatrice Hastings. Ma solo quando incontrerà il collezionista d’arte internazionale Gangnat (Pacino) la sua vita sembrerà sul punto di cambiare.

La presenza della Ranieri contribuisce a valorizzare gli attori italiani nel mondo

«Sono entusiasta di annunciare che nel nostro nuovo film su Modigliani si aggiunge nel cast anche Luisa Ranieri, una tra le attrici più talentuose che l’Italia possa vantare e che potrebbe sicuramente avere successo a livello internazionale», ha sottolineato Andrea Iervolino, ceo del Gruppo Ilbe. Che ha aggiunto: «Con Ilbe continuiamo a promuovere i grandi attori italiani, e il nostro obiettivo è quello di valorizzarne il talento a livello mondiale affiancandoli a grandi star di fama internazionale. Sono molto orgoglioso di essere parte di questo progetto». Il film è basato su un’opera teatrale di Dennis McIntyre ed è stato successivamente adattato per lo schermo da Jerzy e Mary Kromolowski. Modì parteciperà al Marché di Cannes venduto da The Veterans.

La Uefa riammette le squadre giovanili russe: «I bambini non paghino per le colpe degli adulti»

Le squadre russe composte da giocatori minorenni sono state riammesse dall’Uefa per disputare i campionati già della stagione 2023/2024. La decisione è stata annunciata al termine della riunione del comitato esecutivo a Limassol. Durante l’incontro, è stata assegnata la finale della Supercoppa Europea dell’agosto 2024 alla città di Varsavia. L’Uefa ha poi ufficializzato la decisione di riammettere le squadre dall’Under 17 in giù. E la scelta coinvolgerà anche le formazioni nazionali.

La Uefa riammette le squadre giovanili russe «I bambini non paghino per le colpe degli adulti»
Il presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin (ANSA).

La Uefa: «I bambini non devono essere puniti»

Nella nota con cui ha ufficializzato la decisione, la Uefa ha sottolineato di essere «consapevole che i “bambini” non dovrebbero essere puniti per azioni la cui responsabilità ricade esclusivamente sugli adulti ed è fermamente convinta che il calcio non debba mai rinunciare a inviare messaggi di pace e speranza. È particolarmente doloroso che, a causa del perdurante conflitto, una generazione di minori sia privata del diritto di competere nel calcio internazionale. Per questi motivi, il Comitato Esecutivo della Uefa ha deciso che le squadre russe composte da giocatori minorenni saranno riammesse alle sue competizioni nel corso di questa stagione».

La Uefa riammette le squadre giovanili russe «I bambini non paghino per le colpe degli adulti»
Il logo della Uefa Champions League prima di una gara in Germania (Getty images).

Saranno reinserite anche le formazioni femminili

E la nota prosegue: «Il Comitato Esecutivo ha chiesto all’amministrazione Uefa di proporre una soluzione tecnica che consenta il reinserimento delle squadre russe U17 (sia maschili che femminili) anche dopo che si sono già svolti i sorteggi. Tutte le partite delle squadre russe si giocheranno senza la bandiera nazionale, l’inno, la divisa nazionale e non sul territorio russo. Allo stesso tempo, il Comitato Esecutivo ha ribadito la sua condanna della guerra illegale della Russia e ha confermato che la sospensione di tutte le altre squadre russe (club e nazionali) rimarrà in vigore fino alla fine del conflitto in Ucraina».

Bruce Willis avvistato sul sedile passeggero di un’auto a Los Angeles

Bruce Willis è stato avvistato a Los Angeles sul sedile passeggero di un’auto. Lo ha riportato il Daily Mail, sottolineando come sia la prima volta che l’attore e icona degli Anni 80 appare in pubblico dall’annuncio della diagnosi di demenza fototemporale risalente a febbraio 2023. La star di Hollywood 68enne aveva già dato l’addio alle scene a marzo dell’anno precedente. Vestito con giacca blu e cappello coordinato, Willis ha guardato dritto verso l’obiettivo, forse accorgendosi del paparazzo, in quella che appare come una delle sempre più rare uscite fuori dal suo appartamento. «La demenza è dura», ha raccontato la moglie Emma Heming al programma Today di Nbc. «Non solo per chi ne è affetto, ma anche per la sua famiglia. Questo non è diverso per Bruce, me e le nostre ragazze».

Bruce Willis, il racconto della moglie Emma: «Non so se sia cosciente»

Nel corso della lunga intervista, Emma Heming ha avuto modo di affrontare diversi aspetti della sua vita e dei suoi cari dalla scoperta della demenza di Bruce Willis. «Quando dicono che è una malattia di famiglia, non hanno torto», ha proseguito ai microfoni di Nbc. «Coinvolge davvero tutti, seppur in modo diverso». Parlando dello stato di salute di suo marito, però non ha potuto fornire molti dettagli. «Difficile capire quanto sia consapevole di quello che gli sta accadendo», ha raccontato Heming, prima di fermarsi tra le lacrime. «Non posso dare una risposta». A tal proposito, in studio ha parlato anche Emma Dickinson, Ceo dell’Associazione per la degenerazione fototemporale. «Il lobo frontale controlla l’auto-intuizione», ha spiegato la dottoressa. «La prima cosa che il paziente perde, in alcuni casi, è proprio la comprensione che egli stesso è cambiato».

È la prima fotografia di Bruce Willis dall’annuncio della demenza. La moglie Emma Heming: «Non so se sia cosciente della sua malattia».
Bruce Willis e la moglie Emma Heming nel 2019 (Getty Images).

Nonostante le difficoltà, Heming ha però ricordato come la scoperta e la diagnosi della malattia di Bruce Willis abbiano reso «più facile» la sua vita, soprattutto hanno consentito a tutti i componenti della famiglia di accettare la situazione. «Penso sia stata una benedizione e, in parallelo, una maledizione», ha sottolineato la moglie della star. «Sapere cosa sta succedendo non rende tutto meno doloroso, ma ci aiuta a capire come doverci comportare». Ha poi ricordato come Bruce Willis, nonostante le difficoltà che sta attraversando da ormai quasi due anni, non ha mai smesso di essere un esempio per lei e per le loro figlie. Heming ha infatti detto di apprendere sempre qualcosa da lui, ogni giorno, dall’amore alla pazienza, fimo alla resilienza. «È questo il suo superpotere ancora oggi».

Stati Uniti, il sindacato degli attori vota a favore di uno sciopero nell’industria dei videogiochi

A Hollywood dopo cinque mesi è stato trovato l’accordo tra sceneggiatori e produttori sui termini del nuovo contratto triennale della categoria. Ma gli attori sono ancora sul piede di guerra: il sindacato Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA) ha appena votato a favore di uno sciopero per tutelare coloro che lavorano nell’industria dei videogiochi.

Al sondaggio hanno partecipato oltre 34 mila membri del sindacato

Lo sciopero che ha messo in crisi cinema e tv è nato (anche) dalle preoccupazioni relative alla retribuzione e all’uso dell’intelligenza artificiale. Ma sono molti gli attori, impegnati nel doppiaggio dei videogiochi, che si trovano ad affrontare gli stessi problemi. Il sindacato SAG-AFTRA ha indetto così un sondaggio, a cui hanno partecipato oltre 34mila membri (pari al 27 per cento degli aventi diritto). Di essi, il 98,3 per cento si è detto a favore dello sciopero.

Stati Uniti, il sindacato degli attori SAG-AFTRA vota a favore di uno sciopero nell'industria dei videogiochi.
Fran Drescher (Getty Images).

Lo sciopero potrebbe comportare ritardi nel lancio dei videogiochi

«È giunto il momento per queste aziende, che guadagnano miliardi di dollari e pagano profumatamente i loro amministratori delegati, di offrire ai nostri artisti un accordo che mantenga l’attività nei videogiochi come una carriera praticabile», ha detto Fran Drescher, presidente di SAG-AFTRA. Uno sciopero non creerebbe immediati problemi nel settore, considerate le tempistiche più lunghe necessarie a creare un videogioco. Tuttavia potrebbe comunque comportare ritardi e slittamenti nella tabella di marcia delle aziende, che sempre di più utilizzano attori e doppiatori per creare le scene delle proprie avventure. Nel 2016 si era già verificato uno sciopero nell’industria dei videogiochi: in quel caso attori e doppiatori si fermarono per oltre un anno, nella mobilitazione più lunga nella storia di SAG-AFTRA.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana da Torquemada della Lega a uomo delle istituzioni

«Con Giorgio Napolitano scompare una delle figure più rilevanti della storia istituzionale e della Repubblica». Così, senza una sbavatura, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha accolto il feretro del presidente emerito a Montecitorio dove martedì 26 settembre si sono tenute le esequie laiche di Stato. La sobrietà e la compostezza della terza carica dello Stato, soprattutto in una occasione solenne come questa, non dovrebbe stupire, anzi. Eppure quando si parla di Lorenzo Fontana le cose sono un p0′ diverse.

Un anno di silenzio e sobrietà

A dire il vero da quando è stato eletto presidente della Camera, il 14 ottobre 2022, il leghista che all’Europarlamento sfoggiava la t-shirt “No sanzioni alla Russia” e che il 25 aprile dichiarava di festeggiare San Marco invece della liberazione dai nazifascisti non ha mai scatenato una polemica né usato toni sopra le righe. Come si fosse eclissato, assorbito totalmente dalla sua carica istituzionale. Resta da segnalare solo una gaffe veniale, un refuso sulla sua scheda personale depositata a Montecitorio nel 2018 in cui tra i ruoli ricoperti indicava quello di «inpiegato presso Verona fiere in aspettativa dal 2009». Scritto, per due volte, con la “n”, al posto della “m”. Nulla rispetto alle uscite del collega al Senato Ignazio La Russa che tra la «banda musicale di semi pensionati» colpita dai partigiani in via Rasella – «una pagina tutt’altro che nobile della Resistenza: quelli uccisi furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle Ss, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani, antifascisti e non» -, la negazione dei riferimenti antifascisti nella Costituzione – «Io credo semplicemente che ciò accadde sotto la spinta dei partiti moderati che non volevano fare questo regalo al Pci e all’Urss» – e il “fraintendimento” delle parole spese in difesa del figlio Leonardo Apache accusato di stupro ha dato più di un grattacapo a Giorgia Meloni e non solo.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana da Torquemada della Lega a uomo delle istituzioni
Lorenzo Fontana con Ignazio La Russa (Imagoeconomica).

Fontana, l’eccezione del Carroccio

Fontana invece nulla. Ligio al dovere, regge la Camera senza dare nell’occhio. Nemmeno sui social dove il suo profilo è tutta una foto istituzionale, strette di mano con colleghi esteri, e santini di celebrazioni e anniversari. Al massimo si concede qualche ricorrenza religiosa come l’Assunzione della Beata vergine, San Lorenzo, e la Trasfigurazione di Gesù, solo per citare gli ultimi post di agosto. Vero, l’Italia sarebbe uno Stato laico, ma vista la foga teocon che lo ha caratterizzato in passato si può persino chiudere un occhio. Così Fontana è diventato, insieme con il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, un caso nella maggioranza e soprattutto nel chiassoso Carroccio. Il suo silenzio fa rumore se confrontato ai soliti post barricaderi di Matteo Salvini che, dimenticando di essere anche ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture nonché vicepremier, è in campagna elettorale permanente.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana
Lorenzo Fontana e Matteo Salvini a Strasburgo postati da Lia Quartapelle.

Quando Fontana si professava amico di Alba Dorata, fan di Putin e lottava contro l’aborto

Un’operazione, quella di Fontana, completamente riuscita. Si fa quasi fatica a ricordarselo quando si professava amico di Alba Dorata e fan di Vladimir Putin (anche di Viktor Orban e di Marine Le Pen, a dirla tutta, ma nel governo Meloni questa è la normalità). O quando, nel marzo 2014, da europarlamentare si recò in visita in Crimea in qualità di osservatore internazionale per il referendum di annessione alla Federazione Russa, schierandosi ovviamene a favore del sì e attaccando successivamente Bruxelles perché incapace di capire «la volontà di un popolo» che finalmente sentiva di «essere tornato alla casa madre». Nel 2016 ne ebbe pure la Nato, colpevole di aver inviato un piccolo contingente al confine europeo con la Russia: «La scelta di schierare militari al confine russo è schizofrenica e gravissima: le forze mondialiste combattono la Russia identitaria invece di occuparsi del terrorismo islamico. L’esercito lo si schieri per fermare l’immigrazione incontrollata, invece di giocare alla Guerra Fredda». Ancora all’inizio di febbraio 2022, poco prima dell’invasione russa dell’Ucraina, in una intervista al Foglio si diceva fiducioso: «Il mio punto di vista, che è un punto di vista atlantista ed europeista, è che se la Russia avesse voluto invadere l’Ucraina, cosa che mi auguro non accada mai, lo avrebbe già fatto e che quella della Russia sia la posizione di chi cerca di avere un punto di forza all’interno di un negoziato». Non solo. Per Fontana Mosca era l’ultimo baluardo dei valori tradizionali: «Se 30 anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione», sosteneva convinto, «oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società». Per non parlare poi del suo impegno contro l’aborto, la sua contrarietà alle unioni civili, e la fobia per le cosiddette teorie gender. Tutte battaglie portate avanti da ministro della Famiglia e della disabilità nel governo gialloverde. Nel 2018 chiese persino l’abolizione della legge Mancino che punisce l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Il motivo? Nel tempo, a suo dire, si era «trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato». Sì, ma quello era un altro Fontana. Ora il presidente della Camera stringe la mano sorridente al collega ucraino Ruslan Stefanchuk.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana
Dal profilo Twitter di Lorenzo Fontana.

Caso Osimhen, De Laurentiis indagato a Roma per falso in bilancio

I pm della procura di Roma hanno proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis per l’accusa di falso in bilancio. Si tratta di un atto dovuto dopo la trasmissione degli atti da parte dei pm partenopei. L’inchiesta è quella legata a presunte plusvalenze fittizie intorno all’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.

Caso Osimhen, De Laurentiis indagato a Roma per falso in bilancio
De Laurentiis festeggia lo scudetto vinto al termine della stagione 2022/2023 (Getty Images).

Osimhen pagato 71 milioni e 250 mila euro

Gli atti sono stati trasmessi a Roma ad agosto, dov’è stata spostata l’inchiesta sulle presunte plusvalenze fittizie, poiché nella capitale è stato approvato il bilancio del Napoli. Il Napoli ha acquistato l’attaccante nigeriano tre estati fa, pagandolo al Lille una cifra complessiva di 71 milioni e 250 mila euro. Ma il club azzurro ha versato nelle casse della società francese soltanto 50 milioni. Gli altri 21 milioni, invece, sono stati pagati con i cartellini i quattro calciatori. Si tratta del portiere greco Orestis Karnezis e i tre giovani del vivaio Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri. Fino a oggi Osimhen è il calciatore più pagato nella storia del Napoli.

Caso Osimhen, De Laurentiis indagato a Roma per falso in bilancio
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis in tribuna per assistere la match tra gli azzurri e il Frosinone (Getty Images).

I pm indagano sul valore dei tre giovani

Proprio il valore dei tre giovani e del portiere ex Napoli e Udinese sono alla base dell’inchiesta. Per i pm Vincenzo Piscitelli e Francesco De Falco, si tratta di una «operazione in parte oggettivamente inesistente per l’importo di 21.250.000 euro, e plusvalenze fittizie pari a complessivi euro 19.947.363». A giugno dello scorso anno sono stati iscritti nel registro degli indagati a Napoli per falso in bilancio e dichiarazione fraudolenta sia il presidente De Laurentiis, sia la moglie Jaqueline Baudit e i figli Edoardo e Valentina. La giustizia sportiva ha escluso illeciti da parte del club partenopeo.

Aosta, la drag queen legge ai bambini in biblioteca: scontro tra Lega e Comitato Pride

Francesco Pierri, nei panni della drag queen Cristina Prenestina, leggerà ai bambini il proprio libro Nino il T-Rex nella biblioteca del quartiere Dora di Aosta. L’evento è inserito all’interno della Pride Week 2023 e ha generato non poche polemiche, con in prima linea la Lega valdostana. Il capogruppo in Consiglio regionale, Andrea Mafrin, ha presentato un’interrogazione e si è arrivati allo scontro con il Comitato Aosta Pride, composto da varie sigle, tra cui Arci, Arcigay, Anpi, Cgil e diverse associazioni femministe e di quartiere.

Aosta, la drag queen legge ai bambini in biblioteca scontro tra Lega e Comitato Pride
La locandina dell’evento dal sito ufficiale aostapride.it

Mafrin all’attacco dell’iniziativa

Nel documento, Andrea Mafrin ha descritto l’iniziativa definendola «una lettura di libri dedicati specificamente ai bambini da parte di una cosiddetta “drag queen”, ovvero, come definito dal vocabolario Treccani “una persona di sesso maschile, generalmente omosessuale o transessuale, che si esibisce in spettacoli di varietà travestita da donna, con un trucco appariscente e un abbigliamento vistoso”». E poi ha chiesto se l’iniziativa della biblioteca, che «risulta inserita nel Sistema bibliotecario valdostano», sia stata «condivisa con l’assessore regionale competente ed eventualmente se sia stato richiesto di aderire e/o estendere l’evento».

Il Comitato Aosta Pride: «Nessuno è obbligato»

A replicare è stato il Comitato Aosta Pride. In un comunicato le varie sigle e associazioni che lo compongono hanno scritto che Pierri è «oltre che un artista di talento, un assistente sociale che lavora per il Comune di Roma, e che si occupa quotidianamente di minori, consigliere dell’Ordine degli assistenti sociali del Lazio e che, addirittura, si è occupato di famiglie con minori sottoposti a provvedimento dell’Autorità giudiziaria minorile». E rivolgendosi alla Lega hanno poi specificato: «L’evento è su prenotazione. Sono i genitori a iscrivere figli e figlie. Né il Comitato Aosta Pride né tantomeno Cristina Prenestina obbligheranno bambini e bambine a partecipare all’evento, e crediamo che questo non debba preoccupare nessun politico».

TIM lancia la AI Challenge e accelera sulla trasformazione digitale di aziende e Pa

Ha preso il via martedì 26 settembre 2023 la TIM AI Challenge, l’iniziativa che si rivolge a startup, scaleup e aziende nazionali e internazionali per individuare soluzioni innovative di intelligenza artificiale da integrare nel portafoglio di servizi di TIM Enterprise, la business unit del Gruppo dedicata alle aziende e alle Pubbliche amministrazioni.

Si cercano soluzioni negli ambiti Intelligent Data Processing e Natural Language Processing 

La sfida lanciata da TIM, realizzata in collaborazione con EIT Digital, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano e ImpreSapiens – Sapienza Università di Roma, ha l’obiettivo di arricchire l’offerta di soluzioni di AI con nuovi servizi in grado di accrescere l’efficienza di processi e sistemi e ottimizzare l’interazione con il cliente, accelerando la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. L’iniziativa intende inoltre favorire l’evoluzione del settore grazie all’attivazione di nuove collaborazioni con aziende innovative che operano in questo ambito. La Challenge rientra tra le attività previste dal programma di Open Innovation, e in particolare all’interno di TIM Growth Platform, il nuovo modello di innovazione che punta sulla collaborazione industriale con società ad alto potenziale con l’obiettivo di accelerarne la crescita. Saranno individuate, in particolare, le migliori soluzioni negli ambiti Intelligent Data Processing, che comprende applicazioni per l’analisi e l’estrazione di informazioni dai dati, utilizzabili per esempio per la realizzazione di previsioni, e Natural Language Processing, con soluzioni in grado di elaborare e interpretare il linguaggio fino alla produzione di testo in modo autonomo. Proprio queste, infatti, sono tra le aree di maggiore sviluppo del mercato dell’AI in Italia che nel 2022 ha raggiunto un valore di 1,7 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo atteso del 34,1 per cento sino al 2027 quando raggiungerà un valore complessivo pari a 7,6 miliardi di dollari.

Per le realtà selezionate saranno attivate collaborazioni con TIM e i partner

Le proposte saranno valutate da una giuria tecnica che selezionerà le migliori soluzioni innovative da premiare con l’attivazione di collaborazioni in ambito industriale, commerciale o scientifico con TIM e con i partner. Le società selezionate avranno inoltre un accesso privilegiato al mercato dell’AI e la possibilità di crescere ulteriormente. Le candidature potranno essere fatte a partire dal 26 settembre 2023 fino al 10 novembre attraverso la piattaforma di Open Innovation di TIM. L’iniziativa si avvale anche dell’esperienza di Digital Magics e in particolare di The Doers, società partecipata specializzata in attività di scouting e Open Innovation.

Taylor Swift, il film-concerto dell’Eras Tour arriva al cinema anche in Italia

Prima di infiammare lo Stadio San Siro di Milano a luglio 2024, Taylor Swift si prepara a riempire anche i cinema in tutta Italia. Il 13 ottobre infatti, diversi mesi prima del previsto, arriverà in sala The Eras Tour, il film-concerto che riassume i momenti più emozionanti dell’ultima tournée omonima della popstar americana. Sui siti ufficiali di alcune catene nazionali sono già disponibili i biglietti al prezzo di 19,89 euro ciascuno. «The Eras Tour è stata l’esperienza più emozionante ed elettrizzante della mia vita», aveva scritto sui social la stessa Taylor Swift nell’annunciare il progetto. «Abiti legati ai live, canti, balli e braccialetti dell’amicizia sono incoraggiati». Solo negli Usa, si prevede un debutto al botteghino da 100 milioni di dollari, ai livelli dei grandi blockbuster di Hollywood. Alla regia Sam Welch, già autore per BTS, Blur e Lizzo.

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The Eras Tour, cosa sappiamo del film e i numeri dei concerti di Taylor Swift

Come si intuisce dal trailer ufficiale già disponibile online da diverse settimane, il film-concerto riassumerà l’intera serie di concerti in Nord America di Taylor Swift. Sulle note del brano Cruel Summer, contenuto nel disco Lover del 2020, è possibile vedere alcune scene dal grande impatto visivo dei vari live, con spettacoli di luce e scenografie imponenti. Durante il suo viaggio negli Stati Uniti, la popstar ha cantato davanti ai suoi fan tutti i brani di Midnights, tra cui la hit Anti-hero, che le ha permesso di aggiudicarsi ben nove Mtv Video Music Awards, un record nella storia dell’evento. Taylor Swift si è anche esibita con alcune tracce della sua ormai lunga carriera musicale, iniziata nel 2006 all’età di 16 anni con l’album omonimo. Spazio dunque per Shake it Off e Blank Space, ma anche Love Story, Enchanted e Don’t Blame Me.

Sono già disponibili i biglietti per il film evento di Taylor Swift, in uscita al cinema il 13 ottobre in contemporanea mondiale.
Taylor Swift agli Mtv Video Music Awards (Getty Images).

Vera e propria regina del pop americano e mondiale, Taylor Swift ha fatto registrare numeri eccezionali con il suo The Eras Tour. Secondo una stima del Wall Street Journal, si tratta della tournée più redditizia della storia musicale, che potrebbe fruttarle oltre 1 miliardo di dollari. La popstar infatti è pronta a iniziare la sua serie di concerti in Europa, dove concluderà con uno spettacolo unico a Londra nell’agosto 2024. In totale il tour conterà 106 tappe, di cui 52 soltanto negli Usa e le restanti 54 fra il vecchio continente, l’America Latina, l’Asia e l’Australia. Bloomberg ha stimato per l’artista un guadagno di 10 milioni di dollari per ogni concerto. «È un fenomeno unico», ha detto al Wall Street Journal Jarred Arfa, agente dei Metallica. «Straordinario». Più volte, all’annuncio delle sue date, i siti di vendita online sono andati in tilt per le richieste oltre le aspettative.

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I rumors su un potenziale flirt con il giocatole di football Trevis Kelce

Mentre i fan si accaparrano i biglietti per il film-concerto al cinema, Taylor Swift è sulle principali pagine di gossip americane per un possibile flirt. La cantante è stata infatti paparazzata all’Arrowhead Stadium di Kansas City dove ha assistito a una partita di football americano fra i Chiefs padroni di casa e Chicago. Gli scatti sembrerebbero confermare le indiscrezioni di una love story con Travis Kelce, numero 87 proprio dei ragazzi del Missouri. Taylor Swift si è infatti scatenata al fianco della madre dell’atleta, esultando assieme a lei a ogni touchdown. A completare il quadretto, è comparsa su TikTok una clip che mostra la presunta nuova coppia uscire insieme dallo stadio: ancora nessuna conferma ufficiale però dai diretti interessati.

Sono già disponibili i biglietti per il film evento di Taylor Swift, in uscita al cinema il 13 ottobre in contemporanea mondiale.
Taylor Swift durante la partita dei Kansas City Chiefs (Getty Images).

Dengue, continuano ad aumentare i casi in Italia

Continuano a salire, seppur di poco, i casi di Dengue in Italia. Sono 36 quelli confermati, trasmessi localmente in Italia e notificati al 25 settembre. Dall’inizio del 2023 sono stati registrati, inoltre, 200 casi di importati da altri Paesi, per un totale di 236. La Lombardia (81) e il Lazio (48) sono le regioni con più casi. È quanto emerge dal bollettino della febbre Dengue aggiornato dall’Istituto Superiore di Sanità. L’età media dei casi è 35,5 anni e il 54,6 per cento è maschio. Nel precedente aggiornamento erano 27 i casi confermati trasmessi localmente in Italia, per un totale di 181.

Dalla febbre alta ai rush cutanei, i sintomi della Dengue

Febbre alta e prolungata, associata a malessere diffuso, dolori osteoarticolari e rush cutanei. Sono questi sintomi iniziali della malattia. La Dengue è causata da quattro virus molto simili, trasmessi agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, ma sono stati registrati anche casi trasmessi da Aedes albopictus. Per avere la certezza di avere la Dengue serve un esame del sangue specifico, un test diagnostico riservato a centri qualificati.

Usava un trullo come nascondiglio: arrestato presunto boss nel Brindisino

Il 51enne Cosimo Lamendola, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare dal 18 luglio 2023, è stato individuato e arrestato dai carabinieri dopo due mesi di latitanza in un trullo tra le campagne di Ostuni e Cisternino, in provincia di Brindisi. L’ordinanza del gip di Lecce su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ha tratto origine da un’indagine dei carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. Per gli inquirenti, Cosimo Lamendola e il figlio Gianluca di 34 anni, ancora irreperibile, erano al vertice del presunto sodalizio criminale smantellato in seguito all’operazione Wolf e per il quale risultano indagate 39 persone.

Arrestata anche una donna accusata di favoreggiamento personale 

Le accuse a vario titolo per tutti sono associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra, violenza privata, lesioni personali ed estorsione. A luglio, invece, furono 19 le ordinanze di custodia cautelare eseguite. Nella giornata di lunedì 25 settembre 2023, intanto, insieme al latitante è stata arrestata una donna che aveva funzioni di vivandiera e che al momento dell’irruzione stava preparando il pranzo al 51enne. La donna, trasferita in carcere, è stata accusata di favoreggiamento personale. All’interno del nascondiglio sono state rinvenute diverse parrucche da uomo. Solo pochi giorni prima, per la stessa inchiesta, era stato arrestato in Germania il cognato di Cosimo Lamendola, Rosario Cantanna, anche lui destinatario dell’ordinanza di misura cautelare di luglio 2023.

La Lega contro la Germania: «Usa i migranti contro gli Stati come usava l’esercito 80 anni fa»

La Lega attacca la Germania sul tema migranti e sui finanziamenti alle ong. Lo ha fatto il vicesegretario Andrea Crippa, intervenendo su Affaritaliani.it. Il deputato leghista ha dichiarato: «Stanno cercando di destabilizzare il governo attraverso il finanziamento delle ong per riempirci di clandestini e far scendere il consenso del centrodestra in Italia. Ottant’anni fa il governo tedesco decise di invadere gli stati con l’esercito ma gli andò male, ora finanziano l’invasione dei clandestini per destabilizzare i governi che non piacciono ai social-democratici».

Crippa: «Il governo tedesco spera di far cadere quello italiano»

Il deputato Crippa ha poi proseguito spiegando come sia «evidente» che il governo tedesco non voglia «che in Italia governi il centrodestra». Per questo dalla Germania, secondo il vicesegretario della Lega, starebbero facendo «di tutto per mettere in difficoltà il governo italiano nella speranza di farlo cadere». E ha concluso: «Sicuramente in Germania non vogliono né Salvini né Meloni al governo e vorrebbero o un governo tecnico, Monti o Draghi o chicchessia, o di sinistra, Schlein o altri. Da come si sta comportando il governo tedesco è del tutto evidente che non vuole che in Italia governi il centrodestra, che mette in discussione assetti ed equilibri europei».

La Lega contro la Germania: «Usa i migranti contro gli Stati come usava l'esercito 80 anni fa»
Il deputato Andrea Crippa (Imagoeconomica).

Lo «stupore» di Meloni in una lettera a Scholz

I rapporti tra i governi dei due Paesi continuano a essere tesi dopo la notizia dei finanziamenti tedeschi alle ong. Tanto che la premier Giorgia Meloni, lunedì 25 settembre, ha deciso di inviare al cancelliere tedesco Olaf Scholz una lettera esprimendo tutto il proprio «stupore» per il sostegno alle «organizzazioni non governative impegnate nell’accoglienza ai migranti irregolari sul territorio italiano e in salvataggi nel Mare Mediterraneo». In un passaggio della missiva la presidente del Consiglio ha scritto: «È ampiamente noto che la presenza in mare delle imbarcazioni delle Ong ha un effetto diretto di moltiplicazione delle partenze di imbarcazioni precarie che risulta non solo in ulteriore aggravio per l’Italia, ma allo stesso tempo incrementa il rischio di nuove tragedie in mare».

La Lega contro la Germania: «Usa i migranti contro gli Stati come usava l'esercito 80 anni fa»
Scholz e Meloni durante una conferenza stampa congiunta (Getty Images).

Il traforo del Monte Bianco resterà chiuso nove settimane

Con la prefettura dell’Alta Savoia «ci siamo confrontati sull’ipotesi di chiusura del traforo del Monte Bianco che si protrarrà per un massimo di nove settimane per permettere l’esecuzione di interventi non procrastinabili» e «abbiamo comunque condiviso la necessità che venga, in ogni caso, garantita la data di riapertura del 18 dicembre prossimo per permettere il ripristino della viabilità prima del periodo natalizio e che, se possibile, questa stessa data sia anticipata». Questo è quanto annunciato dal presidente della regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, sull’ipotesi di chiusura dal 16 ottobre formulata dal gestore della galleria, il Geie-Tmb.

Roma: a sei anni fuggono da scuola per andare a trovare la nonna

Sono fuggite da scuola mano nella mano e sono andate a trovare la nonna di una delle due. Un’avventura a lieto fine per due bimbe di sei anni di una scuola elementare di Roma. Spavento e rabbia invece per i genitori, che si sono chiesti come sia stato possibile che le due amiche possano aver lasciato l’isitituto scolastico senza essere notate.

Aperta un’ispezione interna

Quando la nonna ha aperto la porta, dopo avere risposto al citofono, si è trovata davanti la nipote con un’amica. La donna incredula ha avvisato il figlio – riporta l’Ansa – che ha preso le bimbe e le ha riportate a scuola, il plesso di via di Santa Maria Goretti dell’istituto comprensivo Montessori Maria Clotilde Pini, vicino a viale Libia. La dirigente, Maria Beatrice Furlani ha già avviato un’ispezione interna: «All’esito dell’istruttoria saranno prese tutte le misure idonee a impedire il ripetersi di simili episodi».

Chi è Clio Maria Bittoni, moglie dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Clio Maria Bittoni è la donna che è sempre stata fedelmente al fianco dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fino alla morte di quest’ultimo avvenuta il 22 settembre 2023.

Chi è Clio Maria Bittoni, la moglie di Giorgio Napolitano

La storica compagna del politico è nata il 10 novembre del 1934 a Chiaravalle, in provincia di Ancona. Dopo aver frequentato il liceo classico a Jesi, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Fu proprio qui che conobbe per la prima volta quello che presto sarebbe diventato il suo futuro marito. Quando Napolitano iniziò la carriera parlamentare i due si ritrovarono a Roma, dove Bittoni aveva iniziato a lavorare presso uno studio legale. La coppia sarebbe poi convolata a nozze nel 1959, con rito civile, e dalla loro unione appena due anni dopo sarebbe nato il primo figlio, Giovanni. Il secondo figlio invece, Giulio, è nato nel 1969. Bittoni ha sempre lavorato in ambito legale, svolgendo la professione di avvocato e specializzandosi in diritto del lavoro.

Clio Maria Bittoni è stata la moglie di Giorgio Napolitano, da cui ha avuto due figli, fin dal 1959: ecco chi è.
Asmra al-Assad e Clio Bittoni (Getty).

La donna è sempre rimasta accanto al marito in tutte le più importanti occasioni ufficiali, mantenendo però sempre un profilo basso e distaccato. Insieme a Napolitano, Clio Maria Bittoni viveva nel rione Monti in via dei Serpenti, in una strada che costeggia Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia. La coppia era ben voluta in zona e frequentava assiduamente barbieri, bar e ristoranti del posto. Bittoni, a proposito, era anche un’apprezzata cuoca e tra le altre cose una fedele cliente della nota gastronomia Delizie di Calabria e della Farmacia Savignoni, la terza più antica di Roma.

L’incidente del 2007

Nel 2007 era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale. Era infatti stata investita da un’automobile mentre stava attraversando da sola le strisce pedonali di fronte al Quirinale, fratturandosi una gamba e un braccio.