Roma, la polizia ferma cinque attivisti diretti alla Fao per un blitz con catene e lucchetti

Cinque ragazzi appartenenti ai gruppi Extinction Rebellion, Ultima Generazione e al movimento animalista, sono stati fermati dalla polizia in via Dei Cerchi, a Roma. Gli attivisti avevano con sé catene, lucchetti, due buste di fango e uno striscione e si presume fossero diretti alla sede della Fao, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, di viale delle Terme di Caracalla. Lì, infatti, si è tenuta la Prima conferenza globale sulla trasformazione sostenibile del bestiame. Secondo le autorità il gruppo di giovani avrebbe messo in atto un blitz se non fosse stato fermato dai poliziotti.

Roma, la polizia ferma cinque attivisti diretti alla Fao per un blitz con catene e lucchetti
Attivisti di Ultima Generazione fermati dalla polizia durante una precedente manifestazione a Roma (Imagoeconomica).

Per i non residenti a Roma anche il foglio di via obbligatorio

I cinque sono stati poi identificati e deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di porto d’armi o oggetti atti ad offendere, ai sensi dell’articolo 4 della legge 110/75. Per i non sono residenti nel comune di Roma verrà adottato anche il provvedimento di Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno. A Milano il 20 settembre sei manifestanti hanno bloccato viale Fulvio Testi per protesta, aderendo alla campagna Fondo riparazione.

Roma, la polizia ferma cinque attivisti diretti alla Fao per un blitz con catene e lucchetti
Un attivista di Ultima Generazione lancia della vernice durante una manifestazione a Milano nel dicembre 2022 (Getty Images).

Ad agosto il blitz scongiurato 

Un caso simile a quello di Roma, invece, è stato registrato il 16 agosto. La Polizia di Verona ha fermato e denunciato sette persone poco prima della partita inaugurale dei campionati europei di pallavolo femminile tra Italia e Romania, all’Arena di Verona. La Questura scaligera, anche grazie a una segnalazione pervenuta sull’app YouPol, ha attivato servizi mirati di monitoraggio degli attivisti più conosciuti, con la collaborazione delle Digos di altre province già interessate ad azioni di disturbo e danneggiamento al patrimonio artistico.

Massimo Moratti ricoverato in ospedale per un intervento programmato

Massimo Moratti è stato ricoverato all’ospedale Galeazzi di Milano dove è stato sottoposto a un intervento di angioplastica. Secondo quanto riportato da Sportmediaset, si è trattato di una operazione programmata da tempo: la situazione è sotto controllo. L’ex presidente dell’Inter resterà in ospedale per il decorso naturale post-operatorio.

Le condizioni di Moratti dunque, che a maggio ha compiuto 78 anni, sono considerate stabili e non preoccupanti. Una precisazione – si legge – ritenuta doverosa, visto il rincorrersi di voci non vere e destabilizzanti che dalla tarda mattinata si sono diffuse anche via social.

Damiano David: «Senza Giorgia Soleri sarei morto»

In occasione di un’intervista concessa allo speaker Gianluca Gazzoli nella cornice del podcast Passa dal Bsmt, Damiano David dei Maneskin ha avuto la possibilità di parlare per la prima volta, pubblicamente, della fine della relazione con l’ex fidanzata storica Giorgia Soleri.

«Giorgia è stata una parte fondamentale della mia crescita»

Sono parole forti quelle pronunciate dal leader della band romana, seconda classificata ad X Factor 2017 e vincitrice del Festival di Sanremo 2021. «La nostra relazione è stata una parte fondamentale. Penso che sarebbe stato diverso se fossi stato single, probabilmente sarei morto. Probabilmente mi sarei fatto uccidere in qualche modo orribile a 21 anni, invece ne ho 24», ha commentato Damiano David. Che ha poi aggiunto: «Giorgia è stata una parte super importante anche della mia crescita. Mentre il mondo attorno a me cambiava costantemente, e l’idea che le persone avevano di me cambiava costantemente, avere una persona che fosse lì, che fosse anche un po’ un perno su cui muovermi è stata di grandissimo aiuto. Fortunatamente ho avuto accanto una persona intelligente quindi mi ha insegnato tante cose».

E sul video del bacio rubato in discoteca: «Denuncerò chi l’ha pubblicato»

Giorgia Soleri e Damiano David erano fidanzati da ben prima che iniziasse per lui la fortunata esperienza con i Maneskin. La storia d’amore si è conclusa nel 2023, sulla scia di un video rubato in discoteca dove Damiamo si mostrava intento a baciare un’altra ragazza. Al momento in cui il filmato è stato girato, in ogni caso, la coppia era già scoppiata (Giorgia Soleri, a onor del vero, aveva anche specificato che la sua relazione era in realtà aperta). Damiano, dal canto suo, non ha certo apprezzato il gesto di chi si è permesso di filmarlo in un momento così intimo e personale, e a Gazzoli ha quindi raccontato: «Io non capisco come a una persona venga in mente di tirar fuori il telefono e fare un video a me che mi bacio con un’altra ragazza. Piuttosto tienilo tu e facci quello che ti pare, ma non pubblicare. Perché lo pubblichi? Perché vuoi il tuo momento di fama, ma lo devi fare sulle spalle mie. So chi lo ha pubblicato, gli ho anche scritto e gli ho detto che lo denuncio».

Funerale di Napolitano, Gianni Letta: «Con Berlusconi si chiariranno lassù»

«Con la morte di Giorgio Napolitano si chiude anche un capitolo tormentato e complesso di questa storia: dopo Berlusconi, Napolitano, a tre mesi uno dall’altro. Mi piace immaginare che incontrandosi lassù possano dirsi quello che non si dissero quaggiù e, placata ogni polemica, possano chiarirsi e ritrovarsi nella luce» Lo ha detto Gianni Letta,
intervenendo al funerale del presidente emerito della Repubblica in Aula alla Camera e aggiungendo l’auspicio che «di fronte a un lutto che definirei repubblicano non ci siano divisioni di sorta».

Il ricordo di Anna Finocchiaro e di Paolo Gentiloni

Tra gli interventi in Aula anche quello di Anna Finocchiaro, attuale presidente della Fondazione Italiadecide e già ministra nei governi Gentiloni e Prodi. «Giorgio Napolitano si iscrive al Pci nel dicembre del ’45 e spiegherà di averlo fatto ‘per impulso morale, piuttosto che per motivazioni ideologiche’, che erano ancora confuse e imprecise e sulla scorta di due ragioni», ha detto l’ex senatrice Pd, «il Pci è il partito che più ha combattuto il fascismo; il Pci si mescola al popolo. Due ragioni piane e profonde». In particolare Finocchiaro ha ricordato i «tempestosi scambi di opinioni» con il presidente. «Io che, più che le tesissime telefonate, temevo le sue lettere, con scrittura tanto più puntuta e obliqua quanto più era arrabbiato con me». E commossa ha aggiunto: «Posso dire in piena coscienza alla sua famiglia, ai tanti che come me l’hanno profondamente rispettato e amato, ai suoi avversari che, anche con gli errori che sono dell’umano, il presidente Napolitano ha speso la sua vita per l’Italia, e a essa appartiene la sua memoria». Infine il saluto del commissario europeo per gli Affari economici e monetari Paolo Gentiloni: «Salutiamo un grande riformista, per lui l’Europa è sempre stata la via maestra, questa via, la tua via, cercheremo di seguirla sempre»

 

Migranti, Meloni e Macron a colloquio dopo il funerale di Napolitano

Il funerale di Giorgio Napolitano a Roma si è trasformato in un’occasione per un faccia a faccia sul tema migranti tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron. Quest’ultimo è atterrato nella capitale per le esequie alla Camera dell’ex Capo dello Stato. Non appena concluso il rito laico, i due hanno lasciato Montecitorio insieme e si sono recati a piedi a Palazzo Chigi. All’incontro non hanno partecipato le rispettive delegazioni.

Migranti, Meloni e Macron a colloquio dopo il funerale di Napolitano
La stretta di mano tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron (Imagoeconomica).

Meloni interessata alla «proposta di collaborazione» francese

Domenica 24 settembre è stato Emmanuel Macron, durante un discorso alla nazione in tv a reti unificate, ad annunciare una proposta con cui puntare all’aumento degli sforzi nella lotta contro l’immigrazione clandestina. Ed è stata immediata la risposta di Giorgia Meloni, che ha accolto «grande interesse la proposta di collaborazione». Il tema del faccia a faccia dovrebbe essere questo: il piano che verrà presentato il 6 ottobre a Granada, alla riunione informale dei capi di Stato o di governo dei Paesi membri dell’Ue. E il progetto sarà poi presentato al Consiglio europeo del 26 e 27 ottobre.

Macron: «Decisioni saranno prese con l’Italia»

Già a metà settembre la premier ha incassato l’appoggio di Macron. Il presidente francese ha più volte lanciato un messaggio sul tema migranti: «Le decisioni verranno prese con l’Italia». E poi ha parlato di un «dovere di solidarietà europea» riguardo ai fatti di Lampedusa, dove l’hotspot continua a essere al collasso per i numerosi sbarchi di migranti.

Real Madrid, Xabi Alonso sostituirà Ancelotti: l’annuncio dalla Spagna

Il Real Madrid ha scelto l’erede di Carlo Ancelotti. Secondo Radio Marca, dalla stagione 2024-25 arriverà infatti Xabi Alonso, ex centrocampista spagnolo proprio dei Blancos e attualmente sulla panchina tedesca del Bayer Leverkusen. Lo ha riferito Matias Prats, nel corso dell’ultimo appuntamento del suo programma sull’emittente spagnola. Superata dunque, almeno stando a quanto riportano diversi media iberici, la forte concorrenza di un altro ex volto noto e bandiera dei Galacticos, l’ex centravanti Raul per cui si vociferava di una possibile promozione dal Real Madrid Castilla, seconda squadra della società di Florentino Perez, che attualmente guida in Primera Federacion, terza divisione spagnola. «Ha una grande conoscenza del calcio» ha detto Ancelotti in conferenza stampa in merito alla notizia. «Auguro a lui, ma anche a Raul e altri grandi campioni, di allenare un giorno il Real Madrid».

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Xabi Alonso, chi è il potenziale nuovo tecnico del Real Madrid

Classe 1981, originario della città basca di Tolosa, Xabi Alonso ha scritto una pagina importante del calcio spagnolo. Fu infatti pilastro della Nazionale che, fra 2008 e 2012, dominò in tutto il mondo, vincendo uno dopo l’altro due Europei e un Mondiale. A livello di club, dopo l’esordio con la Real Sociedad nella stagione 1999-2000, passò in prestito all’Eibar l’anno dopo, ma fece ritorno presto a San Sebastian. Con tre gol in 33 partite, contribuì al secondo posto in Liga nella stagione 2002-03, due punti dietro proprio al Real Madrid. Nell’agosto 2004 volò a Liverpool dove, sotto la guida di Rafa Benitez, vinse la Champions League contro il Milan nella finale di Istanbul segnando anche il gol del momentaneo 3-3. In cinque stagioni con i Reds vinse una Supercoppa Uefa e una FA Cup, ma mai la Premier.

Radio Marca ha anticipato che il Real Madrid ha scelto Xabi Alonso per la panchina nel 2024. Ancelotti: «Un grande conoscitore del calcio».
Xabi Alonso con la maglia del Liverpool nel 2008 (Getty Images).

Nel 2009 il passaggio al Real Madrid, dove trascorse altri cinque anni. Con le Merengues vinse tutto, dalla Liga nel 2011-12 alla Champions League nel 2014, la prima con Carlo Ancelotti in panchina. Quell’anno lasciò anche la Nazionale spagnola dopo il disastro del Mondiale in Brasile, dove da detentrice del trofeo uscì ai gironi. In estate passò poi al Bayern Monaco, dove ritrovò proprio il tecnico italiano e con cui chiuse la carriera nel 2017. Nel mezzo tre campionati tedeschi, una Coppa e una Supercoppa di Germania. Da allenatore, dopo tre anni alla Real Sociedad B, nell’ottobre 2022 ha preso la panchina del Bayer Leverkusen. Dopo aver raccolto la squadra al penultimo posto con soli cinque punti in otto gare, ha chiuso la stagione in sesta posizione, spingendosi anche in semifinale di Europa League perdendo dalla Roma di José Mourinho. Nella stagione 2023-24 è in testa alla Bundesliga con 13 punti, a pari merito con il Bayern Monaco.

Radio Marca ha anticipato che il Real Madrid ha scelto Xabi Alonso per la panchina nel 2024. Ancelotti: «Un grande conoscitore del calcio».
Carlo Ancelotti e Xabi Alonso ai tempi del Bayern Monaco (Getty Images).

Pino Insegno e il Mercante in Fiera: «Nessun flop, gli ascolti sono buoni»

Il debutto del Mercante in fiera, il programma con Pino Insegno in onda su Rai2, ha fatto registrare 638 mila spettatori (3.4 per cento di share). Immediato il commento del presentatore: «Ma quale flop, gli ascolti sono buoni, in linea con la rete, un po’ più alti. La cosa bella è che il programma è andato in crescendo e ha chiuso in grande. Quello che dobbiamo fare noi ora è cercare di raddoppiare gli ascolti di quella fascia».

I risultati? «Un miracolo»

Il conduttore ha poi aggiunto: «Dopo otto minuti di pubblicità i risultati che abbiamo ottenuto sono già un miracolo. Il pubblico deve scoprire che c’è un programma. Le somme si potranno tirare dopo almeno due settimane, siamo appena all’inizio: l’obiettivo è di andare meglio della fascia, che significa fare il 4, il 5 o il 6 per cento di share, che vorrebbe dire un successo senza precedenti. A tutti i programmi che nascono bisogna dare il tempo di crescere e di essere scoperti, soprattutto un quotidiano. Andrà sempre meglio» ha concluso.

Giulio e Giovanni Napolitano, chi sono i figli dell’ex presidente della Repubblica

Oltre alla moglie Clio Maria Bittoni, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, morto all’età di 98 anni venerdì 22 settembre 2023, lascia anche i due figli Giulio e Giovanni. Vediamo chi sono e di che cosa si occupano.

Chi è Giovanni Napolitano

Nato nel 1961, due anni dopo il matrimonio tra il padre Giorgio e la madre Clio, Giovanni ha preso lo stesso nome del nonno paterno. Dopo aver conseguito una master in Science and Technology Policy all’Università del Sussex, ha ottenuto un incarico presso l’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dove ha un ruolo da dirigente in veste di responsabile degli affari internazionali. Nel suo curriculum, inoltre, vanta anche il ruolo di vicedirettore della WIPO, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale. Sposato con Darlene Tymo, ha reso Giorgio Napolitano nonno di due nipotini: Sofia nata nel 1997 e Simone nel 1999.

Chi è Giulio Napolitano

Il secondogenito di casa Napolitano è Giulio, nato nel 1969 e di professione docente universitario di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Roma 3. Alle spalle vanta, tra le altre cose, alcuni importanti progetti di ricerca presso l’Università di Francoforte, l’Università di Parigi II e il Max Planck Institut di Heidelberg. Per quanto riguarda la sua vita privata, invece, è stato legato sentimentalmente a Marianna Madia, ex portavoce del Pd e ministra per la Semplificazione e per la Pubblica Amministrazione per i governi Renzi e Gentiloni. Ricordando la figura del padre durante i funerali, Giulio ha dichiarato: «Credeva nella lotta politica, nella partecipazione democratica, nel confronto tra idee diverse, nella ricerca di soluzioni per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e dei lavoratori, per ridurre le diseguaglianze e favorire lo sviluppo del Mezzogiorno. In questo impegno politico, come scrisse a conclusione della sua autobiografia, ha combattuto buone battaglie e sostenuto cause sbagliate, cercando via di via di correggere gli errori ed esplorare strade nuove».

Sei mai stata sulla luna stasera sul Nove: trama, cast e curiosità

Stasera 26 settembre 2023 andrà in onda sul canale Nove alle ore 21.25 il film Sei mai stata sulla luna. Il regista è Paolo Genovese che ha collaborato anche alla sceneggiatura insieme a Pietro Calderoni e Gualtiero Rosella. Nel cast ci sono Raoul Bova, Liz Solari, Dino Abbrescia, Nino Frassica e Neri Marcorè.

Stasera andrà in onda Sei mai stata sulla luna, film con Raoul Bova sul Nove, ecco trama, cast e curiosità.
L’attore Raoul Bova in una scena del film (X).

Sei mai stata sulla luna, trama e cast del film in onda stasera 26 settembre 2023 sul Nove

La trama racconta la storia di Guia (Liz Solari), un’affascinante e intelligente giornalista che dirige un noto magazine della moda a Milano. Guia si confronta con diverse personalità del jet set internazionale e conduce una vita agiata, sostenuta anche dalla sua assistente Carola (Giulia Michelini) e dal suo compagno Marco (Pietro Sermonti). Le cose sembrano andare a meraviglia per la ragazza italo-spagnola, ma qualcosa cambia quando inaspettatamente, alla morte del padre, riceve in eredità una fattoria in Puglia. Guia ha trascorso l’infanzia nella regione del Sud, ma ora non ricorda più quel territorio e la sua vita è completamente cambiata.

Tuttavia, decide di recarsi in Puglia e capire quale edificio ha ottenuto in eredità. L’obiettivo è quello di liberarsi di questa fattoria ma, una volta sul luogo, scopre che l’edificio è abitato dal suo cugino Pino (Neri Marcorè) e dal rozzo fattore Renzo (Raoul Bova). Se in un primo momento Guia era arrivata con tanti pregiudizi, con il tempo si affezionerà alla fattoria e ai tanti abitanti del piccolo paesino pugliese, dal parroco Paolo (Rolando Ravello) ai baristi Delfo (Sergio Rubini) e Felice (Emilio Solfrizzi). In questa zona dell’Italia Guia scoprirà il lato umano della vita e comprenderà delle lezioni che aveva sempre ignorato.

Sei mai stata sulla luna, quattro curiosità sul film

Sei mai stata sulla luna, i premi e le nomination per la pellicola

Questo film ha vinto un Nastro d’argento nel 2015 per la Miglior canzone originale, scritta ed eseguita dal cantautore Francesco De Gregori. La pellicola era stata candidata nella stessa categoria anche ai David di Donatello nello stesso anno, ma in quell’occasione perse contro Anime nere dell’omonimo film.

Sei mai stata sulla luna, il commento del regista

Il regista Paolo Genovese, in un’intervista rilasciata a Movieplayer.it, ha così commentato la pellicola: «I due cuori che battono all’unisono in questo film sono il forte desiderio di emozionare e la volontà di mettere a nudo una parte delicata che appartiene a chiunque: l’essere prigionieri di noi stessi, dei nostri desideri e delle nostre aspettative fino a non riconoscerne più la ragione e il senso».

Stasera andrà in onda Sei mai stata sulla luna, film con Raoul Bova sul Nove, ecco trama, cast e curiosità.
I protagonisti della commedia (X).

Sei mai stata sulla luna, un cameo particolare

In una scena del film appare anche l’attrice e modella greca Anne Rezan. L’attrice in passato aveva collaborato con Roberto Benigni e secondo quanto riportato dal sito Imdb avrebbe preso un volo da New York a Roma soltanto per partecipare alle riprese del lungometraggio nel suo breve ruolo.

Sei mai stata sulla luna, le location delle riprese

Il film è stato girato in diverse località italiane, ma gran parte delle riprese si sono svolte in Puglia. Tra le città principali si trovano Nardò e Galatina, in provincia di Lecce, Crispiano e Martina Franca in provincia di Taranto.

Monza, ruba 700 mila euro ai condomini: amministratore arrestato

Un amministratore di condominio è stato arrestato a Monza dalla Guardia di finanza con l’accusa di appropriazione indebita, per aver sottratto ai suoi clienti circa 700 mila euro in otto anni. L’indagine è partita da una serie di denunce sporte da diversi professionisti che hanno ereditato la sua gestione.

Ammanchi di denaro ingiustificati

Gli incaricati che si sono susseguiti all’amministratore arrestato, hanno riscontrato ammanchi di denaro ingiustificati e una falsa rappresentazione delle situazioni condominiali. In particolare, l’uomo ha sottratto la somma con trasferimenti di denaro diretti su propri conti bancari, ingiustificati prelevamenti di contante e disposizioni di pagamento a favore di terzi.

Chi è Nancy Faeser, la ministra degli Interni tedesca che litiga con mezza Europa

Non è certo inusuale nella politica tedesca vedere donne ricoprire ruoli di primo piano. Una su tutte Angela Merkel, per 16 anni cancelliera e per 18 al vertice della Cdu; oppure Ursula Von der Leyen, stesso partito, passata dal ministero della Famiglia a quello del Lavoro e poi a quello della Difesa, combinando in realtà un disastro dietro l’altro, per essere premiata infine con la presidenza della Commissione europea. L’attuale governo sfoggia agli Esteri Annalena Baerbock, leader dei Verdi e una competenza che Von der Leyen sembra in confronto una gigantessa, e anche la ministra dell’Interno Nancy Faeser, socialdemocratica e prima donna in assoluto a guidare il Bundesministerium des Inneres und für Heimat (letteralmente il ministero dell’Interno e per la Patria, Bmi), che fu tra gli altri un paio di volte occupato da una delle vere grandi figure della politica tedesca, Wolfgang Schäuble.

Chi è Nancy Faeser, la ministra degli Interni tedesca che litiga con mezza Europa
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz con la ministra dell’Interno Nancy Faeser (Getty Images).

La candidatura con l’Spd in Assia e il tentativo di arginare l’AfD

Classe 1970, Frau Faeser è anche la candidata di punta per i socialdemocratici alla prossime elezioni in Assia. Qui il governo regionale è retto da una coalizione un po’ striminzita (69 seggi su 167) formata da Cdu e Verdi e i sondaggi della vigilia offrono una situazione un po’ particolare: la Cdu è in chiaro vantaggio al 30 per cento, davanti a Verdi, Spd e i nazionalpopulisti della AfD tutti intorno alla forbice tra il 15 e 20 per cento. Faeser punta al secondo posto dietro il governatore regionale Boris Rhein, per cercare di mettere in difficoltà l’alleanza tra conservatori e verdi e cercare di sparigliare le carte. Il risultato è aperto, tra un botto annunciato, quella dell’ascesa della destra estrema, e il tentativo dei partiti tradizionali di fare in qualche modo argine, con una coalizione o un’altra. Nancy Faeser ha detto in ogni caso che se non riuscirà a diventare Ministerpräsidentin se ne rimarrà a Berlino.

Frau Faeser e la politica zigzagante sull’immigrazione

Nella Capitale di lavoro ce n’è in abbondanza un po’ su tutti i fronti, interni ed esterni e la ministra non si tira indietro, anche se è arrivata al Bmi con poca o nulla esperienza, una lunga carriera da avvocatessa a Francoforte e dal 2019 numero uno della Spd in Assia. Sarà anche per questo, oltre che a causa di una congiuntura generale sfavorevole per il governo, tra guerra in Ucraina e nuove spinte migratorie, che la signora Faeser è spesso al centro dell’attenzione, non sempre con successo di critica e di pubblico. Una cosa è indossare una fascia con la scritta antidiscriminazione One Love all’apertura dei Mondiali di calcio in Qatar, tutta la Germania d’accordo, compresi i calciatori che sono stati stati costretti a non mettersela; un’altra è la politica un po’ schizofrenica sull’immigrazione, dove deve equilibrare la solidarietà socialdemocratica con il rigore richiesto sia per gestire l’emergenza, o presunta tale, sia per contenere politicamente la xenofobia della AfD.

Chi è Nancy Faeser, la ministra degli Interni tedesca che litiga con mezza Europa
Nancy Faeser alla street parade di Francoforte nel luglio 2023 (Getty Images).

La linea dura della ministra in casa e in Europa per arginare l’AfD

Cosi da una parte c’è il duello con la Cdu e la Csu del governatore della Baviera Markus Söder, anche lui in campagna elettorale – a Monaco si vota come a Wiesbaden l’8 ottobre – e ci si accapiglia sulla quota massima di immigrati da accogliere (Faeser e il cancelliere Olaf Scholz non vogliono limiti, l’opposizione conservatrice vorrebbe un tetto a 200 mila). Dall’altra la ministra fa la dura e vorrebbe per esempio esempio controlli ai confini con Polonia e Repubblica Ceca e niente ricollocazioni volontarie verso l’Italia. Alla Spd e all’Ue Alternative für Deutschland, che ovunque in Germania sale nei sondaggi, fa paura. Soprattutto in vista delle elezioni europee del prossimo anno e il voto in tre importanti regioni nell’Est del Paese. Alla fine dei conti però la linea zigzagante di Frau Faeser non sembra pagare, almeno stando agli umori e ai numeri di fine settembre, con ministra e partito non proprio a godere dei favori dell’elettorato: pesano anche gli inciampi, come il caso interno al ministero dell’ex direttore dell’Ufficio federale per la sicurezza informatica apparentemente troppo vicino alla Russia e comunque allontanato, forse giustamente, forse no, la battaglie legale è ancora in corso. Fra meno di due settimane se non altro si saprà se alla ministra riuscirà l’exploit in Assia o continuerà a litigare a Berlino con l’opposizione e mezza Europa.

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Polonia, la campagna del governo contro il film sulla crisi dei migranti

In vista delle elezioni del 15 ottobre, il partito di maggioranza polacco Diritto e Giustizia (PiS) ha intrapreso una crociata contro l’acclamata regista Agnieszka Holland e il suo ultimo film The Green Border, incentranto sulla crisi dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia. La pellicola, presentata in concorso all’80esima Mostra del Cinema di Venezia, è stata persino insignita al Lido del Premio Speciale della Giuria, ma per il Pis è puro fumo negli occhi.

Polonia, il governo contro il film The Green Border di Agnieszka Holland, sulla crisi dei migranti al confine con la Bielorussia.
Mateusz Morawiecki (Getty Images).

Per Duda il film è «anti-polacco», per Morawiecki «una raccolta di bugie»

In uno degli attacchi più duri, scrive Politico, il presidente Andrzej Duda ha descritto il film come «anti-polacco», citando poi lo slogan usato da un sindacato delle guardie di frontiera, ispirato a quello della resistenza all’epoca della Seconda guerra mondiale, quando nelle sale venivano proiettate pellicole di propaganda nazista: «Solo i maiali vanno al cinema». Jaroslaw Kaczynski, presidente del Pis ed ex premier, ha definito The Green Border «vergognoso e ripugnante», mentre l’attuale primo ministro Mateusz Morawiecki su Facebook l’ha bollato come «una raccolta di bugie spudorate». Il ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro, continua Politico, ha paragonato Holland al capo della propaganda nazista Joseph Goebbels, attaccando la regista “colpevole” di aver avuto un padre comunista. Błażej Poboży, vice ministro degli Interni, ha chiesto che nelle sale, prima del film, venga proiettato un breve avvertimento realizzato dal governo di Varsavia. Dariusz Matecki, esponente del partito di estrema destra Polonia Solidale, ha pubblicato su X i nomi degli attori del film, accostandoli a quelli di tre colleghi che in tempo di guerra collaborarono con i nazisti: Andrzej Szalawski, Michał Pluciński, Igo Sym. L’ultimo fu ucciso dai partigiani polacchi nel 1941.

 

Per Holland, che ha ricevuto minacce, il PiS sta «alimentando l’odio»

The Green Border (titolo originale Zielona Granica) è un’aspra denuncia contro il governo di Varsavia che, se da una parte fin dal primo momento ha offerto accoglienza agli ucraini in fuga dall’invasione russa, ha sempre sbarrato la strada a chi proviene da Medio Oriente e Africa. Comportandosi di fatto come il tanto criticato Alexander Lukashenko. Il lungometraggio, in particolare, fornisce tre punti di vista: dei migranti che cercano di entrare in Polonia attraverso le fitte foreste lungo il confine con la Bielorussia, degli attivisti per i diritti umani che tentano di fornire aiuto, degli ufficiali di frontiera posti davanti a un dilemma morale.

La linea di Diritto e Giustizia, nei confronti di chi dissente, è sempre la stessa: bollare ogni voce contro come anti-polacca o, magari, nazista. «Mi aspettavo una reazione da parte del governo, ma non questa. È inaudito in un Paese democratico che l’intera maggioranza attacchi un artista usando questi riferimenti», ha detto Holland a Politico. «Non ho paura, ma non sono nemmeno stupida», ha poi aggiunto. «Stanno alimentando l’odio e può sempre esserci qualche persona instabile che potrebbe perseguitarmi. Loro lo sanno bene: se dai fuoco a una casa con il tetto di paglia, brucerà». La regista ha detto di aver già ricevuto diverse minacce.

Polonia, il governo contro il film The Green Border di Agnieszka Holland, sulla crisi dei migranti al confine con la Bielorussia.
Migranti al confine tra Bielorussia e Polonia (Getty Images).

Holland, uno dei cui film più famosi è stato Europa Europa del 1990, storia di un ragazzo ebreo che evita l’Olocausto unendosi alla Gioventù hitleriana, ha ricevuto appoggio da parte della European Film Academy, (di cui è presidente): «L’arte può essere a volte dolorosa e scomoda, oppure liberatoria e illuminante. Il cinema ha il potere di mettere in moto le cose e di promuovere il dialogo tra le persone». Solidarietà è arrivata anche dall”International Coalition for Filmmakers at Risk, che in un comunicato ha chiesto «la fine immediata dell’ostilità e delle minacce contro Agnieszka Holland». Presentato nella stessa edizione della Mostra del Cinema che ha visto in concorso anche Io capitano di Matteo Garrone, pellicola sull’emigrazione africana verso l’Europa, The Green Border al Lido ha ricevuto 11 minuti di applausi. Certo non quelli del PiS.

Laura Ziliani uccisa nel 2021: il pm chiede l’ergastolo per i tre imputati

Due anni dopo il loro arresto, avvenuto il 24 settembre 2021, il pm di Brescia Caty Bressanelli ha chiesto la condanna all’ergastolo per il cosiddetto trio criminale, le sorelle Paola e Silvia Zani e Mirto Milani. I tre sono stati rei confessi dell’omicidio di Laura Ziliani, ex vigilessa di Temù (Brescia) e madre delle due imputate uccisa l’8 maggio del 2021. La donna venne stordita con benzodiazepine, soffocata e infine sepolta vicino al fiume del paese dell’alta Valle Camonica, nel Bresciano, dove il cadavere venne trovato l’8 agosto 2021.

Il pm: «Il loro proposito di uccidere la vittima è rimasto fermo per diversi mesi»

Queste le parole di Bressanelli: «Siamo davanti a tre rei confessi perfettamente capaci di intendere e volere e il quadro è quindi decisamente chiaro. Ci sono stati dei momenti un po’ surreali in questo processo. Questo è un procedimento per omicidio e dobbiamo uscire dalle dinamiche sentimentali degli imputati. Non dobbiamo fare una valutazione etica e morale ma giuridica. Il loro proposito di uccidere la vittima è rimasto fermo per diversi mesi. Non hanno esitato ad uccidere la signora Ziliani anche se era l’unico appoggio della figlia mezzana che ha problemi di salute e aveva bisogno della mamma. Hanno ucciso un giorno prima della festa della mamma e tutto questo è ancora più orribile».

Padel: progetto Premier guarda avanti, Eno Polo nuovo Ceo

Premier padel, il circuito di padel professionistico leader nel mondo, fondato da Qatar sports investments (Qsi) insieme alla International padel federation (Fip) e alla Professional padel association (Ppa), ha nominato Eno Polo come ceo per guidare la prossima fase di sviluppo sportivo, crescita commerciale ed espansione globale di Premier Padel.

Polo riferirà al Consiglio del Premier padel e inizierà il suo incarico a partire dal 16 novembre 2023. Il mese scorso, Qsi e Fip hanno annunciato il raggiungimento di un accordo con Damm per l’acquisizione del World padel tour da parte di Qsi; Premier padel e Wpt saranno unificati in un unico tour mondiale di padel professionistico nel 2024, sotto la governance della Federazione Internazionale di Padel, previa approvazione delle autorità competenti. La responsabilità immediata di Eno sarà quella di gestire la fusione dei due circuiti, per poi guidare il cambio di passo del Premier padel verso uno dei circuiti più dinamici, moderni e professionali dello sport globale.

«Eno è una nomina esecutiva eccezionale per guidare la prossima ambiziosa fase di crescita di Premier padel» – ha detto Luigi Carraro, presidente della International padel federation. «Con la sua fantastica carriera quasi trentennale in tutti gli sport, compresi quelli con la racchetta» – ha aggiunto Nasser Al-Khelaïfi, presidente di Qatar sports investments e Premier padel – «Eno apporta al circuito un patrimonio immenso di conoscenze, esperienze e relazioni».

Vincent Cassel, chi è la presunta nuova fiamma Narah Baptista che somiglia alla sua ex

Dopo il lungo matrimonio con Monica Bellucci e quello più breve con Tina Kunakey, sembra che Vincent Cassel abbia iniziato una frequentazione con un’altra, splendida indossatrice che risponde al nome di Narah Baptista.

Vincent Cassel e Narah Baptista stanno insieme?

Riguardo alla relazione non ci sono per il momento conferme di sorta, ma soltanto semplici indizi. Si dice infatti che l’attore avrebbe perso la testa per la modella, di 30 anni più giovane di lui. Tra i segnali di questa presunta relazione in corso ci sarebbe una Instagram Stories da lei pubblicata con lui come oggetto, ricondivisa dallo stesso Cassel. Tanto è bastato agli appassionati di gossip per ipotizzare che quello che già si vociferava potesse effettivamente corrispondere a realtà.

Narah Baptista vanta origini brasiliane e australiane e ha partecipato all’edizione 2020 di Miss Universo Australia 2020. Non c’è dubbio, tra l’altro, che presenti una somiglianza con Tina Kunakey, l’ex moglie di Cassel con cui l’attore ha ormai definitivamente chiuso i rapporti. A questo ideale quadretto romantico, in ogni caso, sembra ormai mancare soltanto un tassello, vale a dire la prima uscita pubblica o, chissà, uno scatto di coppia utile a rendere la relazione “Instagram official”.

La storia d’amore naufragata con Tina Kukaney

Tina Kunakey è coetanea di Narah Baptista e si è sposata con Vincent Cassel nel 2018. Sembrava che i due fossero fatti per stare insieme per sempre, ma a circa tre anni dalle nozze qualcosa all’interno della coppia si è rotto, per di più bruscamente. Nessuno dei due, in ogni caso, ha mai parlato pubblicamente dei reali motivi dietro alla rottura. «Un momento di profonda crisi», aveva riferito ad aprile 2023 il Daily Mail parlando del rapporto tra i due. E ancora: «Si sono separati da qualche settimana». La modella (che ha reso Vincent Cassel padre della piccola Amazonie) è nel frattempo sparita dai social dell’ex marito, che ha deciso di fare tabula rasa del loro rapporto cancellando qualunque foto insieme postata online negli ultimi anni.

Funerali di Napolitano, il figlio Giulio: «Ha combattuto buone battaglie e sostenuto cause sbagliate»

«Viviamo questo momento in spirito di unità e condivisione». Sono le parole di Giulio Napolitano, figlio del presidente emerito della Repubblica, pronunciate durante la cerimonia per i funerali di Stato nell’Aula della Camera. «Ha combattuto buone battaglie e sostenuto cause sbagliate. E non sopportava demagogia e urla» ha aggiunto, ripercorrendo il suo l’impegno politico e istituzionale, e ringraziando le autorità presenti e i cittadini che nei giorni scorsi hanno visitato la camera ardente.

La commozione della nipote Sofia

«Giorgio Napolitano era un leader e un politico e un uomo formidabile premuroso e pieno di attenzioni, era sempre presente per noi, ascoltava i nostri problemi in modo partecipe e e comprensivo nonostante fosse già occupato con i problemi del Paese». Lo ha detto tra le lacrime, la nipote Sofia Napolitano: «Ci scriveva sempre, anche quando non sapevamo ancora leggere, ci telefonava quando vedeva dei cartoni in televisione che pensava ci sarebbero piaciuti. Ci veniva a prendere a scuola e ci portava a villa Borghese per un gelato. Ha sempre trovato il tempo per me e Simone, nonostante i suoi impegni. I consigli che ci ha dato ci fanno sentire fiduciosi in noi stessi quando dobbiamo affrontare scelte personali».

Il feretro accolto dalla moglie Clio 

Clio Napolitano ha accolto il feretro del presidente emerito della Repubblica all’entrata del palazzo di Montecitorio. La moglie dell’ex capo di Stato, di 88 anni e su una sedia a rotelle, ha seguito il feretro accompagnata da un parente. Diverse persone hanno assistito alla diretta dei funerali da un maxi-schermo posizionato a piazza Capranichetta, attigua a Montecitorio. Foto e mano sul cuore per alcuni di loro all’inno di Mameli.

 

L’Argentina vuole creare un Parco nazionale nelle Isole Malvinas

Il governo argentino, attraverso il ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo sostenibile, ha reso noto che cercherà di promuovere un disegno di legge per la creazione di un’area protetta nelle Isole Falkland/Malvinas che sarà sottoposto all’esame del Congresso. L’annuncio è stato dato nell’ambito della Notte dei musei 2023 presso il Museo delle Malvinas e delle Isole dell’Atlantico del Sud, a Buenos Aires. «Malvinas è storia, sono i caduti che onoriamo sempre. Malvinas è la rivendicazione della nostra sovranità storica, ma è anche l’ecosistema: sono gli albatros, la fauna marina, le zone umide e le torbiere», ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Juan Cabandié, secondo il quale proprio le torbiere presenti sulle Isole «sono uno dei più importanti collettori di carbonio del pianeta».