Firenze: donna uccisa per strada a Castelfiorentino

Una donna di 35 anni, Vefa Klodiana, è rimasta uccisa in strada a Castelfiorentino (Firenze), colpita da un’arma da fuoco. La vittima, cittadina di origine albanese, lascia due figli. Il femminicidio è avvenuto nella serata di giovedì 28 settembre. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, in corso gli accertamenti.

Si cerca il marito

Note di ricerca sono state diramate su tutte le possibili vie di fuga in tutta la Val d’Elsa, tra Poggibonsi (Siena) ed Empoli (Firenze). Secondo quanto appreso, si sta cercando di rintracciare il marito, che non risulta più convivente con la vittima. La donna è stata uccisa in via Galvani, una strada urbana ma periferica della cittadina.

Le parole del sindaco

«Purtroppo è accaduta da poco una sciagura in Castelfiorentino, zona Puppino. Una ragazza è stata uccisa, pare in seguito a una lite. Sono sul posto assieme alle Forze dell’Ordine. È davvero presto per divulgare informazioni sull’accaduto e discutere le ipotesi che sono tuttora al vaglio delle FdO. È il momento del silenzio, e di stringersi attorno a una famiglia toccata da un avvenimento terribile», ha scritto su Facebook il sindaco Alessio Falorni.

 

Dell’Utri, la conferma della Cassazione: no al sequestro dei beni

Il procedimento era nella fase finale e il tribunale si sarebbe dovuto esprimere sulla proposta di misure di prevenzione personale e sulla confisca dei beni avanzate dalla procura di Palermo, a carico dell’ex senatore Marcello Dell’Utri. A sorpresa, i pm hanno depositato agli atti una serie di nuovi documenti, come riporta l’Ansa, tra cui la relazione fatta dalla Dia di Firenze nell’ambito dell’inchiesta del capoluogo toscano che vede coinvolto l’ex manager di Publitalia per strage.

Il rinvio a dicembre

I giudici, per osservazioni, hanno dunque rinviato l’udienza al 6 dicembre, mentre è definitivamente chiusa la fase cautelare del procedimento. La Cassazione infatti, come chiedevano i legali dell’ex politico, gli avvocati Francesco Centonze e Francesco Bertorotta, ha respinto la richiesta di sequestro del patrimonio di Dell’Utri.
Nella corposa nota della Dia depositata al tribunale, si ricostruiscono anche tutti gli esborsi di denaro che, negli anni e fino a poco prima della sua morte, Berlusconi avrebbe fatto avere alla famiglia Dell’Utri.

La tesi della Dia

La Dia arriva a sostenere che, per sottrarre i beni alle misure di prevenzione, l’ex politico avrebbe addirittura messo in scena la sua separazione e poi il divorzio dalla moglie Miranda Ratti. Tesi respinte dagli avvocati dell’ex manager. Per i legali «il rapporto professionale tra Dell’Utri e Berlusconi ha avuto origine nella loro amicizia ed è proseguito in ragione delle capacità professionali del senatore e non certo, come sostenuto dall’accusa, per la sua vicinanza a Cosa Nostra».

Doppia sparatoria e incendi dolosi a Rotterdam: diversi morti e feriti

Sono almeno tre le persone rimaste uccise nel pomeriggio di giovedì 28 settembre nella città olandese di Rotterdam dopo alcune sparatorie: la prima in una casa a Heiman Dullaertplein, nel distretto di Delfshaven, la seconda in un’aula dell’ospedale universitario Erasmus. Le vittime accertate sono una donna di 39 anni, sua figlia di 14 anni e un insegnante della stessa università Erasmus di 46 anni. Secondo i media locali, le persone ferite sarebbero almeno tre.

Arrestato il presunto killer

Poco dopo la duplice sparatoria e due incendi dolosi poi spenti appiccati nelle stesse aree, un uomo di 32 anni è stato arrestato sull’eliporto dell’ospedale universitario Erasmus. La polizia non ha fornito ulteriori dettagli sul sospettato e, al momento, non si cercano complici, come dichiarato su X dalle autorità. Testimoni oculari hanno descritto il caos nell’ospedale, dove agli studenti e al personale medico è stato ordinato di lasciare la parte del complesso dove si svolgono le lezioni. Alcuni pazienti sono stati portati fuori anche su sedie a rotelle e letti ospedalieri. Prima dell’arresto del presunto killer, la polizia aveva descritto l’assassino come armato di una pistola, alto, dai capelli neri, con indosso uno zaino e le cuffie.

Il racconto di un testimone

«Ho sentito degli spari e delle urla, era il panico ovunque. Siamo scappati verso l’uscita lasciando tutti gli effetti personali». Ha raccontato all’Ansa Beniamino Vincenzoni, 24 anni, medico italiano residente in Olanda, che lavora nell’ospedale universitario Erasmo da Rotterdam. Secondo la testimonianza dell’uomo, il 32enne arrestato «ha aperto il fuoco contro un medico-docente che aveva anche chiamato per nome prima di sparargli». Per Rotterdam, spesso teatro della criminalità, non si tratta della prima sparatoria: nel 2019, altre tre persone furono uccise a colpi di arma da fuoco mentre erano a bordo di un tram a Utrecht.