Alla Sala Pasolini i danzatori della Mandala Dance Company

“L’unico modo di sapere cosa si nasconde dietro l’orizzonte è di andarci a vedere” è la frase di Paola Sorressa che fa da traccia descrittiva allo spettacolo “Discovering” in programma oggi, alle ore 21, alla Sala Pasolini a Salerno per la rassegna di danza contemporanea “Incontri”. Sorressa che firma il concept, la coreografia e la regia proporrà con i danzatori della Mandala Dance Company il racconto di uno degli eventi storici del ‘900: il primo passo dell’uomo sulla luna. Un avvenimento che ha cambiato la storia dell’umanità e il suo modo di relazionarsi con lo spazio, il tempo e la gravità. “Discovering” è una riflessione su cosa spinge l’uomo ad andare oltre i suoi confini e superare i propri limiti. Il programma della serata prevede anche l’Abracadanza di Stefania Ciancio in “Segni d’arte – Donne allo specchio”: nell’estratto dello spettacolo sarà rappresentata la parte riguardante Violeta Parra (cantautrice, poetessa e pittrice cilena), la sua versatilità creativa ed il suo impeto rivoluzionario non disgiunto dalla potenza dei sentimenti.

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“In Scena” il “Balletto” con stage, lezioni e Luciano Mattia Cannito come ospite

di Monica De Santis

La danza ancora protagonista a Salerno. La danza ancora protagonista al Centro Sociale. Domenica 5 dicembre, “In Scena”, un’intera giornata dedicata a lezioni, stage ed al concorso creato per l’occasione. Giornata questa organizzata da Il Balletto, sotto la direzione artistica di Federica Ferri, in collaborazione con il comitato provinciale dell’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport). La manifestazione si propone di promuovere l’arte tersicorea sull’intero territorio. Nel corso della giornata dedicata ad “In Scena”, si svolgeranno lezioni, stage ed il conseguente concorso. Le lezioni di danza classica saranno tenute da Alessandra Veronetti, ex prima ballerina del Teatro San Carlo, dove ha interpretato tanti ruoli del repertorio classico, e non solo, confermando ogni volta una grande qualità di lavoro, mentre Marina Quassia, ballerina e coreografa freelance, danzatrice, insegnante e organizzatrice di eventi legati al mondo della danza. si occuperà delle classi di contemporaneo, che saranno di grande supporto in tale contesto e su cui si punterà molto l’attenzione. Ospite d’onore di “In Scena” sarà Luciano Mattia Cannito, coreografo e regista, direttore Artistico di Roma City Ballet e dell’Accademia Internazionale Art Village a Roma, nonché, in passato, direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli e del Teatro Massimo di Palermo. I lavori di Luciano Cannito sono stati rappresentati in numerosi teatri del mondo, inclusi Metropolitan di New York, Teatro alla Scala di Milano, Teatro San Carlo di Napoli, Orange County Performing Arts Center di Los Angeles. Come regista teatrale ha diretto le opere liriche Orfeo ed Euridice, L’Heure espagnole, L’Enfant et les Sortileges, Otello, Don Giovanni, Cavalleria Rusticana, Pagliacci, Il Barbiere di Siviglia (regista associato); gli spettacoli di prosa Travolti, Fast Love, Carmen, Medea, Cassandra; i musical Un Americano a Parigi, La Bella e la Bestia. «Un evento dedicato alla formazione delle giovani ballerine salernitane ed alla promozione di un’arte che, purtroppo, è stata fortemente penalizzata e ferita dall’emergenza pandemica – afferma la direttrice artistica Federica Ferri -; attraverso appuntamenti come questo si torna ad avere la possibilità di confrontarsi con maestri esperti, di sperimentare, di migliorare, di mettersi alla prova e, soprattutto, di danzare, dopo i tanti ostacoli attraversati nell’ultimo periodo».

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Il Pasolini apre le porte agli “Incontri” di danza

di Monica De Santis

Sabato 16 e domenica 17 ottobre la Sala Pasolini ospiterà due appuntamenti della rassegna di danza “Incontri” 21 diretta da Antonella Iannone. Si tratta di altri, due appuntamenti, stavolta uno rivolto ad un pubblico più adulto ed uno rivolto ad un pubblico di bambini. Si inizia sabato 16, quando alle ore 21, la compagnia Scenario Pubblico Zappalà Danza presenterà “Romeo e |Giulietta” balletto ideato da Roberto Zappalà nel lontano 2006 e riportato nuovamente in scena, a distanza di dieci anni, in un’edizione aggiornata e riproposto anche in questa occasione. La coreografia sceglie di interpretare, attraverso il peculiare linguaggio della Compagnia Zappalà Danza, alcune fra le tematiche forse più care alla cultura di ogni tempo, ossia quelle dell’impossibilità della libertà d’amare e del conflitto parentale, punto di partenza per una riflessione più ampia e generale sulle lotte politiche che da sempre insanguinano la storia. Ecco allora la musica del balletto di Prokofiev, chiamata a mettere in contatto la tradizione coreutica di Romeo e Giulietta con la contemporaneità della danza di Zappalà. Passando attraverso le note oniriche dei Pink Floyd, si approda poi alla dolcezza di Love Me Tender di Elvis Presley; Cara Maestra di Tenco unisce invece l’ingenuità dei protagonisti alla dura verità della situazione in cui si trovano e, infine, una sequenza ripetitiva e cacofonica al pianoforte accompagna i loro movimenti di coppia in un crescendo violento. La chiave scelta da Zappalà, che utilizza anche testi curati da Nello Calabrò, per portare in scena i protagonisti dell’infelice storia degli amanti di Verona è “la sfocatura”. Nella versione che vedremo alla Sala Pasolini, il coreografo ha spostato la propria messa a fuoco dalla coppia di innamorati, alla loro individualità di esseri che vivono singolarmente un disagio soprattutto sociale. I performer, soli su un palco spoglio, assecondano un ritmo spezzato: nei loro movimenti scoordinati domina un senso di indeterminatezza; di sdoppiamento quando la gestualità si fa concorde. I Romeo e Giulietta di Zappalà potrebbero essere due innamorati qualsiasi, in un tempo e in uno spazio moderno, ma con pochi riferimenti precisi. È allora, ancora una volta, la colonna sonora a permettere di definire il loro percorso di crescita e trasformazione dapprima individuale, poi congiunto, con lo sbocciare di un amore circondato da difficoltà. Un Romeo e Giulietta che non vuole parlare d’amore ma essere lui stesso un atto d’amore verso la vita. Secondo appuntamento in cartellone, domenica 17 ottobre alle ore 18,30 con lo spettacolo promosso dalla Tpo “Blue!” con le coreografie di Anna Balducci. Si tratta di uno spettacolo adatto ai più piccoli. Bleu! narra dell’incontro tra due figure: un marinaio e una entità magica e misteriosa, una ninfa del mare. Tutto comincia nel momento in cui “Lei” lascia cadere nel mare una perla affinché “Lui” la ritrovi. Il marinaio dovrà percorrere un viaggio avventuroso, solcando le acque del mare e immergersi in abissi profondi, trasformando la nostra storia in un percorso di scoperte e conoscenza. In Bleu! gli elementi naturali dell’ambiente marino diventano lo scenario di un viaggio virtuale degli attori e del pubblico. Lo spazio scenico è a pianta centrale. A terra un tappeto, in alto, una grande spirale di tulle, sospesa, mobile, in lenta e costante trasformazione, che diventa la superficie di proiezione su cui far “galleggiare” le immagini e rendere lo spazio totalmente immersivo. Nello spettacolo del TPO il protagonista è lo spazio scenico, le immagini, i suoni, i colori. Grazie all’uso di tecnologie interattive ogni spettacolo si trasforma in un ambiente “sensibile” dove sperimentare il confine sottile tra arte e gioco. Per assistere ai due spettacoli i biglietti potranno essere acquistati presso il botteghino della Sala Pasolini il giorno stesso dello spettacolo. L’ingresso in sala è consentito solo a coloro che sono in possesso di green pass o di esito negativo di tampone effettuato entro le 48 ore prima dell’inizio dello spettacolo. Per “Romeo e Giulietta” il costo del biglietto è di 10 euro (ridotto 8 euro), mentre per lo spettacolo Blue! il costo del biglietto d’ingresso è di 5 euro. Per info compagniadanza@tiscali.it

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La New Space of Dance riparte da Palazzo Capograsso

Francesco Boccia inaugura stasera alle ore 18,30 la nuova sede della sua scuola di danza che ospiterà anche uno studio di Pilates e discipline del benessere

 

di Olga Chieffi

Taglio del nastro, questa sera, alle ore 18,30, per la nuovissima sede della New Space of Dance di Francesco Boccia, che riparte nello storico complesso di Palazzo Capograsso, in via Mercanti 76. All’accensione delle luci che illumineranno l’arco, un performer e il lab music Visone, ci introdurranno nella scuola, che ospiterà anche uno studio di Pilates e discipline del benessere. La scelta del luogo non avviene mai per caso. Il Palazzo Capograsso, comprendeva come prima costruzione nota dell’area, una Chiesa, realizzata dalla nobile famiglia ancor prima dell’anno mille, e che prese nome di S. Matteo Piccolo de Orto Magno da oggi il palazzo, oltre che una sala cinematografica privata a livello terra con un ridotto numero di posti, ospiterà la scuola di Francesco Boccia. . A brevissimo partiranno i corsi di Predanza e Corsi propedeutici con Margherita Buonomo, i Corsi regolari con Giorgia De Martino, mentre riguardo il passo a due e repertorio il Maestro sarà Michele Storto. La sezione di Contemporaneo sarà curata da Alfonso Donnarumma, il Modern da Domenico Pisapia e l’Hip Hop si svolgerà sotto lo sguardo di Teresa Autuori. La sessione di Pilates invece sarà affidata a Katie Basile e Caterina Masturzo, mentre da febbraio gli allievi saranno seguiti da Antonio Staiano. Spazio, luogo, anzi tòpos, poiché nell’antico palazzo entrerà il teatro, la musica, un istante infinito, diverrà quel luogo-non luogo che è il palcoscenico. Un luogo che il Maitre Boccia conosce molto bene, poiché coloro i quali sono diventati i “padri” di Francesco Boccia hanno i nomi di Victor Litvinov, Robert North, Renato Greco e Roberto Salorni, maestri e studi che lo hanno portato a vivere lo spettacolo a tutto tondo, spaziando dal prestigioso Festival dell’Operetta di Trieste a prime serate Rai, con Fantastico Cinema, Serata D’Onore e Taormina Arte o Ricomincio da Due, in cui le scelte e la firma delle coreografie era quella di Gino Landi, sino al film Scugnizzi, firmato da Nanni Loy. Francesco Boccia apre la sua scuola agli inizi degli anni Novanta, trasformandola nell’attuale New Space of Dance nel 1995, aperta ad una continua e ferace collaborazione internazionale, a cominciare dalle grandissime amicizie, quali quelle con Sarah Taylor e Thierry Verger che dedicano di anno in anno coreografie a lui e ai suoi allievi, passando per Billy Goodson, Mauro Astolfi, Ranko Yokoyama, solo per citarne alcuni e lo abbiamo incontrato anche nel nostro massimo, in veste di ballerino e coreografo, al fianco di Renzo Giacchieri e Pier Paolo Pacini, impreziosendo diversi titoli, da Carmen a Francesca da Rimini. Esiste un legame stretto tra il pensiero filosofico dell’esistenza e della ragione umane e il sapere del progettare-costruire, entrambe hanno un comune, e fondamentale riferimento, lo spazio. Noi uomini della fine ereditiamo il concetto di spazio come extensio, con esso Cartesio pensava lo spazio quale pienezza e continuità della materia e quindi quale medium del movimento, del tendere avanti a sé, quale sinonimo dell’amplificazione. Stasera la New Space of Dance rinasce, con più grande consapevolezza, coraggio e forza d’amore, dal buio di questi due anni, con gli allievi, gli amici, il pubblico e Francesco Boccia che possiamo immaginare in ogni luogo, sacerdote dinamico di un tòpos, il dove, che, localizzando, determina una cosa come cosa-per-l’uomo, che diventa condizione dell’esistenza, punto di riferimento dell’esperienza, che consente la progettualità e l’attuazione, l’esistenza razionale, aprendo al teatro, alla storia, alle arti, alla danza, al benessere fisico e mentale, quindi assumendo la caratteristica comunicativa o sociale di “luogo familiare”, mentre la familiarità del luogo ha assunto il tratto di condizione necessaria di ogni progettualità, non solo civile. Ecco che oggi, la New Space of Dance potrà nuovamente considerarsi il segno, nel suo divenir parola, suono, che diventa di-segno, archè, principio in quanto da-dove della progettualità, essenziale punto di dipartimento di ogni pensiero che, per essere se stesso deve discernere, giudicare, orientarsi, criticare, continuando con Francesco Boccia a restituire qualcosa di una drammaturgia segreta, nella quale anno dopo anno, si annoderanno rapporti empatici, nascite, emozioni, che porteranno tutti noi a fare parte della scena della New Space of Dance.

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Ritorna a Battipaglia, dopo un anno di stop, il Festival Internazionale della Danza

L’associazione Culturale Mubat ha come propria mission principale quella di promuovere tra i giovani la Cultura, l’Arte e la Conoscenza e per questo motivo abbiamo scelto di riprendere una strada interrotta nel 2020 a causa del Covid. Ritorna a Battipaglia, grazie al grande impulso del nostro direttore artistico Guglielmo Francese e di Carmen Picciariello il Festival Internazionale della Danza. Il Festival è una grande opportunità per tutti i ragazzi e le ragazze della Provincia di Salerno di confrontarsi con maestri di fama internazionale che, in una serie di stage tematici, trasmetteranno agli allievi il proprio sapere e il proprio senso artistico. Un’occasione unica nel suo genere che fa diventare, per alcuni giorni, Battipaglia il centro della Danza e del Ballo. La collaborazione internazionale è cominciata già tempo fa, in fase di organizzazione dell’evento, in quanto un grande artista internazionale, battipagliese di nascita ma ormai a stabilmente a New York, nel suo studio, ha voluto creare un’immagine che rimarrà negli anni futuri il manifesto/logo di questo Festival. Il 2 ottobre ci sarà il Galà al Palapuglisi di Battipaglia dedicato alla Danza, saranno presenti maestri e altri ospiti internazionali del mondo della danza. Tante le scuole che hanno aderito, non solo di Battipaglia, e che hanno collaborato già da tempo alle attività preliminari, a loro va il ringraziamento dell’organizzazione e, tramite loro, a tutti gli allievi e le allieve che parteciperanno dando un senso a tutti gli sforzi di chi si impegna nella realizzazione dell’evento. Il punto centrale della rassegna sono gli stages, incontri con artisti che sono arrivati da tutta Europa per condividere la propria arte in differenti campi, dalla danza classica al teatro danza e all’ hip pop. Vedremo a Battipaglia artisti del calibro di Charles Jude, Anna Maria Prina, Nina Dipla, Enrico De Marco, Laura Fanetti, Mariano Cardano, Stefano Nappi, Vincenzo Zoppi.

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