Stragi del ’93, archiviate le accuse nei confronti di Dell’Utri e Berlusconi

Il gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Secondo il giudice, mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore dell’ex premier. Per questo motivo, il 15 gennaio 2026 ha firmato il decreto di archiviazione. Dopo 30 anni di indagini si tratta della sesta archiviazione.

Dell’Utri era accusato di aver istigato il boss Graviano a organizzare le stragi

L’ipotesi degli inquirenti nell’inchiesta della Dda fiorentina sulle stragi di Firenze, Milano e Roma, era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Berlusconi. Dell’Utri, in particolare, era indagato per aver istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare le stragi. Avrebbe svolto, secondo l’accusa, un ruolo di «indicatore dei luoghi» dove effettuare gli attentati, con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico. La difesa di Dell’Utri ha sempre definito queste ipotesi “fantasiose”, contestando l’attendibilità dei collaboratori di giustizia e sottolineando la mancanza di riscontri, ora confermata dal giudice che ha disposto l’archiviazione del procedimento.