Il partito arabo Ra’am, che dopo le recenti elezioni ha otto seggi alla Knesset, ha indicato Gadi Eisenkot come premier per la formazione di un nuovo governo durante le consultazioni con il presidente Isaac Herzog, trasmesse in diretta streaming dalla residenza presidenziale di Gerusalemme. A seguito del voto, il blocco di Benjamin Netanyahu si è aggiudicato 53 seggi e quello di Eisenkot 48, mentre ai partiti arabi ne sono andati 19. Per la maggioranza in parlamento ne servono 61.

Il leader Abbas punta il dito contro Netanyahu
«Siamo il partito arabo più grande d’Israele», ha dichiarato il leader Mansour Abbas, sottolineando che la Lista Unita (11 seggi), è un’alleanza di tre diverse formazioni palestinesi. «L’affluenza araba durante le elezioni è il dato più rilevante che arriva come risposta dopo quattro anni di marginalizzazione, incitamento, razzismo, perdita della sicurezza personale», ha aggiunto Abbas puntando il dito contro Netanyahu, che peraltro ha anche perso il supporto di Ebraismo Unito, che ha deciso di non indicare nessun candidato per la formazione di un governo. Ebraismo Unito, alleanza tra due partiti ultraortodossi ashkenaziti, è stata parte integrante del governo guidato da Netanyahu fino al luglio 2025 e lo ha poi sostenuto dall’esterno. Ora la decisione di sfilarsi dal blocco di Bibi.
