«Se vuole andare a votare subito, andiamo». Raccontano che Giorgia Meloni non abbia gradito le ultime esternazioni del suo vice “situazionista” Matteo Salvini sulla manovra. Già irritata dalle minacce di stop agli aiuti e all’invio di armi a Kyiv partorite dal segretario leghista per placare la base congressuale a Milano, la reazione della premier a quelle sulla legge di bilancio sarebbe stata tranchante.

La leader di Fratelli d’Italia ha subito dato mandato al fedele Marco Osnato di fare argine attorno alla manovra e al Mef. E avrebbe commentato con i suoi: «Se Matteo vuole fare casino, va bene, andiamo a votare, vediamo come va». Stanca delle intemperanze del leghista, a Meloni resta lo spauracchio del voto anticipato che Salvini vede come fumo negli occhi con il suo partito in picchiata nei sondaggi. Tanto che martedì FdI ha fatto subito fatto trapelare l’ipotesi di una possibile riapertura termini del condono 2003: come a dire, se volete fare casino ci mettiamo un attimo a farlo anche noi.

La Lega, i congressi lombardi e il commissariamento “impossibile” di Varese
Dopo le divisioni rese evidenti dal congresso federale, non c’è pace per la Lega, che si appresta nelle prossime settimane ad andare a congresso nelle province più riottose della Lombardia. Il primo appuntamento è a Varese domenica, dove corre il segretario provinciale uscente Andrea Cassani, l’ex salviniano sindaco di Gallarate, che nelle scorse settimane ha fatto outing schierandosi per lo sfidante di Matteo Salvini, Massimo Garavaglia. Contro di lui si è schierato Mirko Reto, non proprio un salviniano della prima ora, visto che al precedente congresso aveva chiesto a Salvini di tenersi lontano da Varese perché la sua figura toglieva consensi.

Dopo la Betlemme leghista, andranno poi al voto i militanti di Bergamo e Brescia, storiche roccaforti del partito. In corsa per la riconferma i segretari uscenti Fabrizio Sala e Roberta Sisti: entrambi hanno criticato Salvini nella famosa riunione ‘agostana’ del direttivo lombardo e hanno sostenuto Garavaglia al congresso.

I ‘salviniani’ sono al lavoro per elaborare una controffensiva e qualcuno parla di un commissariamento a Varese. Ma allo stato sembra una opzione poco praticabile, anche perché chi dovrebbe commissariare, ovvero il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, è schierato con Cassani.

