di Alessandro Turchi*
Migliorare le condizioni di vita dei salernitani non è un esercizio di critica sterile: è l’impegno concreto che come Salerno Migliore portiamo avanti ogni giorno. A chi bolla le nostre analisi come “denigratorie”, rispondiamo con i fatti. Salerno è indubbiamente una città viva e turistica, ma dietro le luci della vetrina si nasconde una realtà quotidiana ben diversa, fatta di servizi pubblici inefficienti o del tutto assenti che pesano come macigni su famiglie, anziani, studenti e pendolari. Nessuno sostiene che la nostra città sia un deserto: sarebbe falso. Ma è innegabile che troppi servizi esistano solo sui moduli di propaganda o che, quando presenti, risultino del tutto inadeguati per una città tra le più anziane d’Italia e inserita nella regione più giovane del Paese. Mobilità: l’eterna paralisi Partiamo dal tema più scottante: la mobilità. Il Comune riempie i comunicati di parole come sostenibilità, piste ciclabili e zone pedonali, ma la realtà sulla strada è fallimentare. Le ciclabili restano spezzoni scollegati o del tutto inesistenti. Bike sharing, car sharing e parcheggi di scambio non sono mai pervenuti, in una città soffocata dal traffico dove muoversi senza auto è ormai un’impresa. Tolti i bus – regolarmente ostaggio del caos stradale – e la metropolitana di superficie, ai salernitani non viene offerta alcuna alternativa concreta. Sport: impianti al palo Non va meglio sul fronte del tempo libero e dello sport. Lo stato degli impianti cittadini è semplicemente desolante, dal Pattinodromo alle piscine comunali. In una città moderna, lo sport pubblico (che non è solo la Salernitana) deve garantire piscine aperte tutto l’anno, tariffe sociali e corsi accessibili a bambini, anziani e persone con disabilità. Non si tratta di un lusso, ma di prevenzione, inclusione e salute. Ma per questa amministrazione lo sport non è mai stato una priorità. Cultura e scuole chiuse Anche la cultura di prossimità è una grande assente. Salerno è priva di una rete capillare di biblioteche di quartiere e centri civici che siano reali luoghi di incontro, studio e orientamento per i cittadini. Questa carenza isola soprattutto chi vive lontano dal centro. Eppure la soluzione esiste e la proponiamo da anni: trasformare nel pomeriggio i plessi scolastici cittadina in presìdi culturali e centri di aggregazione aperti al quartiere. Manca solo la volontà politica di farlo. Digitalizzazione Un altro capitolo da rivedere totalmente è quello della digitalizzazione. Il Comune utilizza l’app IO per alcuni servizi (come asili nido, attività sportive e trasporto scolastico), ma non si è mai dotato di un vero e proprio sportello digitale unico in cui il cittadino possa prenotare un servizio, presentare una domanda, tracciare una pratica o pagare una tariffa. Questo si traduce in code, telefonate, sportelli fisici, maggiore traffico e tempi più lunghi, con ovvie difficoltà soprattutto per le persone più fragili che hanno problemi di spostamento. Pochi, a Palazzo di Città, hanno compreso che la digitalizzazione non è solo uno “sfizio” per stare al passo con i tempi, ma uno strumento per rendere rapido e trasparente il rapporto con l’ufficio. Manutenzione del patrimonio Poi c’è il tema della manutenzione, che è un capitolo sotto gli occhi di tutti. Lo tocchiamo con mano in continuazione, assistiamo a inaugurazioni e proclami per qualsiasi opera – sia essa una rotatoria, un’aiuola, una strada o un albero piantato – a cui però segue il nulla. Il Comune ha un settore dedicato alla cura di scuole, alloggi, impianti e strade, ma non riesce ad organizzare con continuità la cura di ciò che gli è delegato. Eppure dovrebbe essere chiaro a chi governa da sette lustri che una buona amministrazione si misura non solo dalle grandi opere, ma dalla capacità di mantenere efficienti le strutture che già esistono.
*Presidente di Salerno Migliore
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