L’avvocato Michele Landi, dello Studio Legale Senatus, interviene nell’interesse di Fly Group S.r.l. per chiarire la posizione della società in merito alla cessazione della gestione del Parco del Mercatello e per ricostruire, dal punto di vista dell’ex gestore, le ragioni che hanno portato alla conclusione del rapporto con il Comune di Salerno. «Fly Group ritiene che non vi fossero più le condizioni per proseguire e realizzare pienamente il progetto presentato. La società ha rappresentato formalmente al Comune le criticità emerse nel rapporto, ha comunicato la risoluzione del contratto e ha riconsegnato le chiavi nel novembre 2025», dichiara l’avvocato Landi. Una precisazione che arriva nel momento in cui tornano al centro del dibattito cittadino le condizioni del Parco del Mercatello, oggetto negli ultimi mesi di attenzione e preoccupazione da parte di cittadini e frequentatori dell’area. Secondo la società, tuttavia, occorre evitare di sovrapporre la situazione attuale del parco alle ragioni che determinarono la conclusione della precedente gestione. «Ridurre questa vicenda alla scelta di un gestore che ha semplicemente lasciato il Parco significa trascurare le ragioni che hanno portato alla cessazione del rapporto», sostiene Landi. Fly Group, viene ribadito, aveva manifestato la propria disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale per la gestione e la valorizzazione dell’area e ritiene di non essere stata posta nelle condizioni necessarie per attuare pienamente il progetto alla base dell’affidamento. La società, dunque, intende separare due piani: da un lato le condizioni nelle quali oggi versa il Parco del Mercatello, dall’altro le circostanze che hanno determinato la fine della gestione affidata a Fly Group. «Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini per le condizioni attuali del Parco. Proprio per rispetto di quella preoccupazione, occorre distinguere lo stato in cui oggi si trova l’area dalle ragioni per cui è cessata la gestione di Fly Group. Non è corretto stabilire un collegamento automatico tra i due fatti, né individuare responsabilità attraverso una ricostruzione parziale della vicenda», prosegue l’avvocato. Nel chiarire la propria posizione, Fly Group sottolinea quindi di avere formalizzato le proprie contestazioni e di avere già rappresentato nelle sedi competenti le questioni ritenute rilevanti nell’ambito del rapporto contrattuale con l’amministrazione. La cessazione della gestione, secondo la ricostruzione della società, non sarebbe dunque riconducibile a una decisione improvvisa o priva di motivazioni, ma all’esito di una situazione che, a suo giudizio, aveva reso non più concretamente percorribile la prosecuzione dell’attività alle condizioni inizialmente previste. «Le ragioni della cessazione del rapporto e le rispettive responsabilità sono già state portate nelle sedi competenti, dove potranno essere esaminate sulla base degli atti e dei fatti», precisa Landi. Fly Group intende quindi tutelare la propria posizione attraverso gli strumenti previsti e nelle sedi deputate, lasciando che siano gli atti e la documentazione a ricostruire l’effettivo andamento della vicenda. La società, al tempo stesso, rivendica la propria disponibilità a contribuire alla valorizzazione del Parco e chiede che il confronto pubblico non si limiti alla fotografia delle condizioni attuali dell’area, ma tenga conto anche delle vicende che hanno accompagnato la precedente gestione. «Fly Group intende tutelare la propria posizione in quelle sedi e chiede che, nel frattempo, anche il dibattito pubblico rappresenti la vicenda nella sua complessità», conclude l’avv. Landi. Una presa di posizione che punta dunque a riportare il confronto sul piano degli atti e delle responsabilità effettivamente accertate, evitando che la situazione attuale del Parco venga automaticamente ricondotta alla precedente gestione. La società affida ora alle sedi competenti la ricostruzione puntuale del rapporto e delle circostanze che ne hanno determinato la conclusione.
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