Salvini, la carta dei governatori e l’incognita Romeo

Appuntamento il 9 settembre. L’atteso redde rationem leghista si terrà esattamente a 10 giorni dal raduno di Pontida, in programma domenica 20. Stando a quanto L43 può anticipare, l’incontro con Matteo Salvini dovrebbe servire a definire il coinvolgimento del cosiddetto ‘fronte’ dei governatori. Ovvero il capofila dei critici, il lombardo Attilio Fontana, il collega del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia e il suo successore a Palazzo Balbi, il salviniano Alberto Stefani.

Salvini, la carta dei governatori e l’incognita Romeo
Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga (Imagoeconomica).

La via d’uscita win-win di Salvini

Il segretario federale avrebbe in mente una cooptazione diretta della ‘squadra’ di amministratori in vista delle Politiche. Una ricetta che riporta la memoria al 2024, quando Salvini la propose per superare il calo di consensi e lo scoglio delle Europee di quel giugno. Allora però il niet dei governatori produsse la frattura che si è ampliata fino a oggi e che obbligò il leader, almeno così lamentano i salviniani, a cercare altre strade fino a portarlo ad offrire un seggio a Roberto Vannacci. Ecco quindi il rewind: come due anni fa per le Europee, il leader proporrà ai governatori e a Zaia di candidarsi in prima linea alle Politiche per portare voti e preferenze alla Lega, i cui consensi sono erosi dall’ex generale. Si vedrà se questa volta i ‘nordisti’ accetteranno dandosi da fare o resteranno nelle loro comfort zone. L’incontro, necessario prima di Pontida e a circa un mese dal tentato ‘processo’ del direttivo lombardo alla leadership di Salvini, dovrebbe essere win-win per il segretario: se i nordisti accetteranno di scendere in campo, anche loro saranno responsabili del risultato elettorale; se diranno nuovamente ‘no’ allora non potranno più lamentarsi per gli scarsi risultati.

Salvini, la carta dei governatori e l’incognita Romeo
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Romeo e le voci su un possibile ‘demansionamento’

Il grande assente di questi contatti di pacificazione potrebbe essere Massimiliano Romeo. Allo stato non risulta che il segretario della Lega lombarda sia stato contattato per partecipare all’incontro. Tra i più coraggiosi nel criticare linea e leadership di Salvini, Romeo sarebbe stato mandato in ‘avanscoperta’ da alcuni storici dirigenti – tra cui Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti – salvo poi essere abbandonato da quasi tutti tranne Attilio Fontana. A Romeo si sarebbe riferito Salvini quando, al comizio di Pinzolo, si è detto pronto a non coinvolgere chi si «autoesclude».

Salvini, la carta dei governatori e l’incognita Romeo
Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

Nella storia recente della Lega gli ultimi che hanno dato vita ad associazioni o hanno promosso incontri come Romeo per presentare il suo libro sono stati Flavio Tosi e Paolo Grimoldi, entrambi poi espulsi. Di Romeo non si arriva ad evocare l’espulsione ma fioccano retroscena sul fatto che sia a rischio il suo incarico di capogruppo al Senato. Voci che sarebbero alimentate, secondo alcuni, sia dai suoi predecessori alla guida della Lega lombarda (Fabrizio Cecchetti ed Eugenio Zoffili), sia da chi non è riuscito a sfidarlo (Luca Toccalini). Secondo queste ricostruzioni, il segretario lombardo avrebbe solo tre senatori su 29 dalla sua. Interrogato sulla questione, Salvini si è limitato a rispondere, con fatalismo acido, che così come lui è segretario, oggi Romeo è capogruppo, ma «domani è un altro giorno». Molte cose «cambieranno dopo Pontida», ha assicurato. Si vedrà.

Salvini, la carta dei governatori e l’incognita Romeo
Luca Toccalini (Ansa).

Cambio in vista anche per Molinari alla Camera?

Sarebbe però curioso, a un anno dalla scadenza della legislatura, cambiare un solo capogruppo, soprattutto con ancora in campo l’idea che si possa votare il prossimo giugno. Perché non sembri una mossa vendicativa, un’epurazione, Salvini dovrebbe procedere anche al cambio del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, nelle ultime settimane tra i più vicini al leader dopo essere stato spesso critico nei suoi confronti in passato. Sia Molinari sia Romeo hanno infatti il doppio incarico di capigruppo e segretari regionali. E proprio il cumulo degli incarichi potrebbe essere il pretesto per pretendere il cambio.

Salvini, la carta dei governatori e l’incognita Romeo
Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo (Imagoeconomica).