Mps, Lovaglio al Ft: «Travisato il nostro piano»

In una lettera pubblicata sul Financial Times, il ceo di Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio ha risposto a quanto scritto nella rubrica Column Lex del quotidiano britannico, in cui la doppia offerta da 34 miliardi di euro lanciata dal Monte dei Paschi di Siena su Banco Bpm e Banca Generali era stata definita «un’idea decisamente stravagante» e, soprattutto, «una fusione a quattro» visto il coinvolgimento di Mediobanca.

Mps, Lovaglio al Ft: «Travisato il nostro piano»
Palazzo Rocca Salimbeni a Siena, sede di Mps (Imagoeconomica).

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La spiegazione di Lovaglio: perché le opas sono diverse

Column Lex aveva titolato: “Mps in Italia ritiene che tre acquisizioni siano meglio di una”. Lovaglio ha spiegato che il Ft «ha travisato» il piano di Siena. Innanzitutto, ha precisato, «l’operazione con Mediobanca è già in corso», quindi «considerarla come una nuova operazione sovrastima in modo significativo sia le attività ancora da svolgere sia il rischio complessivo di esecuzione». Quanto a Banco Bpm e Banca Generali, i due istituti «non sono imprese equivalenti, e pertanto non dovrebbero essere considerate come un’unica sfida di integrazione». L’opas sull’istituto guidato da Giuseppe Castagna, spiega Lovaglio, sarebbe «una fusione tradizionale tra due banche commerciali con reti complementari e una chiara logica industriale». Con la controllata del Leone, invece, Rocca Salimbeni metterebbe a segno «un’acquisizione strategica complementare nel wealth management caratterizzata da modello operativo e una base di clientela distinti». Smentendo poi l’osservazione del Ft sulla supposta stravaganza del suo piano, ritenuto strettamente difensivo di fronte all’ops di Intesa Sanpaolo, Lovaglio nella lettera al quotidiano parla di un «progetto industriale» animato da «una forte visione di crescita volta a servire meglio le famiglie, le imprese e l’economia italiana nel suo complesso» attraverso la creazione di un gruppo leader nel settore bancario italiano (sarebbe il terzo polo del credito), con un mix di attività «paragonabile a quello dei principali modelli bancari europei».

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Giuseppe Castagna e Luigi Lovaglio (Imagoeconomica).

Il cda di Banco Bpm ha bocciato l’offerta di Lovaglio

Intanto, il cda di Bpm ha per il momento bocciato l’offerta pubblica di scambio da 25 miliardi lanciata da Mps sulla totalità delle azioni, in quanto «per sua natura rappresenta un’operazione strutturalmente diversa» da quella proposta dal Banco a inizio giugno, «in quanto si configura come un’acquisizione e non una fusione tra le due banche». Inoltre «non presenta un premio per gli azionisti di Banco Bpm».