Donald Trump ha annunciato su Truth la sospensione per tre giorni dei nuovi dazi del 50 per cento su un’ampia gamma di prodotti provenienti dal Canada, che sarebbero dovuti entrare in vigore oggi. La misura, annunciata a luglio, avrebbe interessato importazioni per un valore stimato di circa 20 miliardi di dollari. «Canada e Stati Uniti, in attesa della finalizzazione dei documenti, hanno raggiunto un accordo! Il grande oleodotto Keystone XL, tanto tempo fa accantonato dal sonnolento Joe Biden, potrebbe essere riportato in vita!», ha scritto il tycoon sulla sua piattaforma social. Il rinvio dell’entrata in vigore dei dazi è stato confermato dal primo ministro canadese Mark Carney, che ha parlato di «progressi sostanziali».

Le tariffe del 50 per cento, senza esenzioni per i prodotti conformi allo USMCA (accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada), avrebbero potuto colpire numerose categorie di beni canadesi: dai latticini agli alcolici, fino ai mobili e alle materie plastiche, passando per capi d’abbigliamento e attrezzature industriali. I prodotti interessati rappresentano circa il 5 per cento del valore delle importazioni statunitensi dal Canada registrate nel 2025.
Trump ha citato l’oleodotto Keystone XL: le cose da sapere
Trump, senza fornire ulteriori dettagli, nel suo post ha citato l’oleodotto Keystone XL, proposto nel 2008 per trasportare petrolio dalle sabbie bituminose del Canada occidentale alle raffinerie Usa, è stato bloccato nel 2021 dalla società proprietaria TC Energy, dopo che Biden aveva revocato un permesso fondamentale per il tratto statunitense dell’infrastruttura, lunga quasi 2 mila chilometri. L’opera è diventata un punto di forte attrito nelle relazioni tra Stati Uniti e Canada, a causa dell’opposizione di proprietari terrieri statunitensi, tribù di nativi americani ed ecologisti. Altri oleodotti nordamericani, tra cui il Dakota Access e la Enbridge Line 3, hanno incontrato una costante opposizione da parte dei gruppi ambientalisti, preoccupati per il rischio di sversamenti.
