La provocazione di Trump: Hormuz «nuovo territorio Usa»

Nel corso di un’altra giornata di alta tensione sull’asse Washington-Teheran, Donald Trump ha scelto di provocare l’Iran (e forse anche l’Oman) postando su Truth una cartina dello stretto di Hormuz con la scritta: «New US Territory». Dopo la Groenlandia, insomma, il tycoon ha “annesso” almeno sui social il passaggio marittimo cruciale per il commercio globale, oggetto da mesi di un braccio di ferro con l’Iran. Successivamente, sempre su Truth, ha scritto: «Non sono in corso né programmati colloqui o conversazioni con la Repubblica Islamica dell’Iran. Il blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo stretto di Hormuz è aperto e operativo. Tutte le mine marine sono state rimosse o fatte brillare».

La provocazione di Trump: Hormuz «nuovo territorio Usa»

Per l’Iran lo stretto resta invece chiuso

Qualche ora prima Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento di Teheran, aveva dichiarato che lo stretto di Hormuz «non verrà riaperto finché non saranno revocati il blocco navale, non verranno rilasciati gli asset iraniani congelati, revocato l’embargo petrolifero, non saranno cessate le minacce e le operazioni militari su tutti i fronti e non saranno rispettati gli altri punti del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti». Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che l’obiettivo degli Usa è obbligare l’Iran alla resa, cosa che non avverrà: «Abbiamo vinto la guerra e abbiamo vinto anche sul piano diplomatico, costringendo il nemico ad accettare le nostre condizioni».