Con il 91,2 per cento dei voti scrutinati alle primarie del Likud, il partito di estrema destra guidato dal premier israeliano Netanyahu, si delinea la lista dei candidati in vista delle elezioni per la Knesset del 27 ottobre. Al primo posto – dopo il capo del partito che apre la lista – si posiziona Eli Cohen, ministro dell’Energia, seguito da Amir Ohana, presidente del Parlamento, Yariv Levin, ministro della Giustizia, Miri Regev, ministra dei Trasporti, e Ofir Katz, capogruppo della coalizione. Al sesto e settimo posto ci sono agli attuali ministri dell’Istruzione, Yoav Kisch, e della Cultura, Miki Zohar. All’ottavo posto la prima sorpresa, la new entry Almog Cohen, fuoriuscito recentemente dal partito di Itamar Ben Gvir. Tra i successivi, ci sono il ministro della Comunicazione Shlomo Karhi al posto 13 e dell’Economia Nir Barkat al posto 16.
Cinque ministri rischiano il posto
Se i risultati e le proiezioni venissero confermati, almeno cinque tra gli attuali ministri non entrerebbero nel prossimo Parlamento. Come riporta il Times of Israel, infatti, il Likud otterrebbe 20-24 seggi secondo i sondaggi. Otto candidati li sceglie direttamente il premier tra i primi 30 posti in lista. Di conseguenza, chi non rientra nei primi 16 delle primarie, rischia di non far parte della prossima Knesset. Se il risultato sarà confermato, i ministri in carica Ze’ev Elkin, Gila Gamliel, May Golan, Idit Silman e Avi Dichter perderanno il posto a ottobre.
