Con 206 voti a scrutinio segreto, la Camera ha negato alla procura di Roma l’autorizzazione ad accedere alle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. All’esito della votazione, in Aula è scoppiata la bagarre con urla, proteste e accuse incrociate che hanno causato la sospensione della seduta. I deputati di Avs si sono bendati gli occhi simbolicamente (a significare che il governo vorrebbe occultare la verità agli italiani), mentre l’esponente Elisabetta Piccolotti ha definito «una barbarie impedire le indagini sulla mafia». A seguire, la segretaria dem Elly Schlein ha parlato di «due pesi e due misure» per definire il modo in cui la maggioranza intende la legalità. «Nessuno sta chiedendo a quest’Aula di fare un processo, non è il nostro mestiere. Noi stiamo chiedendo solo di far fare ai magistrati il loro mestiere. La questione è non fare saltare un processo per fatti connessi alla mafia». E ancora: «Se Delmastro ha detto che non ha nulla da nascondere, perché nascondete voi? Meloni ha detto che non avrebbe più coperto nessuno, perché sta facendo il contrario? Tutte le vostre energie sono per salvare voi stessi».
Conte: «Lo scudo vi appartiene per mentalità»
Protesta anche da parte del Movimento 5 stelle, i cui parlamentari hanno sollevato gli smartphone dietro lo slogan #fuorilechat. Durante il suo intervento, il leader Giuseppe Conte è stato protagonista di un botta e risposta con la presidente di turno Anna Ascani. Lui ha segnalato la totale assenza di esponenti del governo nei banchi dell’esecutivo, lei gli ha ricordato che, trattandosi di una deliberazione interna alla Camera, «non è previsto che i banchi del governo siano occupati». Il pentastellato è andato oltre accusando la maggioranza di aver «macchiato con disonore le istituzioni». «Lo scudo vi appartiene per mentalità», ha aggiunto.
