Dopo le polemiche e il ritiro della proposta di vendere a privati quote della Coppa del Mondo, il Consiglio direttivo della Fifa si è riunito in Marocco (Paese che co-ospiterà la Coppa del Mondo nel 2030): al termine dell’incontro, tramite una nota, il massimo organo di governo del calcio ha chiesto scusa per l’idea di Gianni Infantino, ribadendo la piena fiducia all’attuale presidente, intenzionato a candidarsi per un nuovo mandato.
Il comunicato della Fifa dopo il summit di Rabat
«Il processo avrebbe dovuto essere gestito diversamente. È stato inoltre riconosciuto che sono stati commessi errori anche dopo che la proposta è trapelata ai media. In una lettera separata al Consiglio della Fifa e alle associazioni membri della Fifa, sono state presentate delle scuse per questi errori, impegnandosi a garantire che non si ripetano. Verrà ora condotta una revisione e un rapporto sarà presentato al Consiglio Fifa nella prossima riunione prevista», si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione, a cui ha partecipato lo stesso Infantino: «Con il ritiro del progetto, è stato concordato che la Fifa non tollererà più alcun attacco alla sua integrità, al suo buon governo e al suo giusto processo e adotterà tutte le misure necessarie per proteggere e salvaguardare il suo nome e la sua reputazione». Nell’incontro di Rabat, come sottolineato nella stessa nota, «il segretario generale della Fifa e i membri del Consiglio Direttivo presenti hanno ribadito il loro pieno sostegno al presidente Infantino, in quanto unico funzionario eletto dalle 211 Federazioni affiliate».
FIFA leadership holds constructive and positive meeting in Rabat, Morocco.
— FIFA (@FIFAcom) August 5, 2026
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La levata di scudi contro il piano di Infantino
L’iniziativa Fifa Forward Enterprise, condotta senza una reale condivisione preventiva, ha provocato un’immediata levata di scudi su scala mondiale, con molteplici richieste di dimissioni da parte di Infantino. Hanno fatto muro Uefa (organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio in Europa), Concacaf (Nordamerica, Centroamerica e Caraibi) e Afc (Asia). Numerose le federazioni calcistiche nazionale che si sono opposte al progetto, revocando il sostegno a Infantino in vista delle elezioni del presidente Fifa. Hanno preso poi le distanze dal dirigente svizzero anche alcune figure chiave della Fifa, come il responsabile dello sviluppo mondiale del calcio Arsène Wenger, il segretario generale Mattias Grafström e Carlos Cordeiro, consigliare strategico di Infantino, che si è addirittura dimesso denunciando il rischio di «ipotecare il futuro del calcio».
