di Enzo Sica
<La mia fu una sfida alla città e alle altre radio libere che stavano nascendo proprio perchè mi sentivo in grado di farlo in quella che secondo me è stata tra le emittenti private tra le migliori>. E ne parla con orgoglio il collega, oggi 93enne Enzo Todaro, presidente dell’ Associazione Giornalisti salernitani che è stato direttore di Radio Salerno 1 per ben dieci anni. Una lunga storia quella del collega Todaro iniziata nel 1976 e conclusasi nel 1986 negli anni in cui la radiofonia privata era appena nata e stava cercando di inserirsi nel tessuto sociale cittadino. Ma come ebbe inizio tale collaborazione, presidente? <Fui chiamato dagli editori dell’epoca ed ho accettato quello che ritenevo essere un incarico prestigioso. La storia delle radio private era alle origini, il richiamo fu davvero forte e in gioco c’erano le funzioni varie che una radio libera e locale deve svolgere. Inoltre c’era anche la voglia di formare nuove figure professionali giornalistiche che potessero affiancarsi ai colleghi dei quotidiani locali dell’epoca presenti a Salerno e molti dei quali, nel corso della mia direzione, avrebbero anche collaborato in quella che era una inizialmente vera e propria officina e tanti futuri colleghi sarebbero anche diventati professionisti proprio con la emittente da me diretta. Due su tutti: Ketty Volpe che è diventata poi anche mia moglie e Eduardo Scotti. Che cosa hanno dato, secondo te, le radio private da quando sono nate ma anche l’emittente da te diretta nel contesto sia cittadino che regionale? Direi tantissimo visto che abbiamo fatto sempre una grande e bella informazione e soprattutto con Radio Salerno 1 rubriche, spazi di intrattenimento, dibattiti, confronti su temi di grande rilevanza. Insomma quel qualcosa in più con il nostro pubblico che ci ha sempre premiato e si è affezionato a tutti noi. La vostra è stata sempre una voce libera anche se,,, Davamo fastidio certamente a qualcuno. Lo dico io chiaramente ma quando dissi sì a Piero Cosentino, Giovanni Di Biase e Nino Nigro (i tre soci) per assumere la direzione della radio che ebbe nella redazione con Ketty Volpe, Francesco Del Forno, Paola Boccia, Francesco Corbo, Gino Savi. Mavi Longhi anche se ce ne sono alternati altri nel corso dei dieci anni si sapeva bene che il percorso sarebbe stato tortuoso. Ma dagli studi prima di via Seripando dove iniziammo fino a via Fieravecchia dove ci spostammo e poi a via roma il mio è stato l’unico obiettivo: quello di far crescere Radio Salerno 1 nel corso del mio percorso come direttore. Ci furono, Enzo, anche delle belle e significative iniziative da parte della tua emittente che si sono procrastinate anche nel tempo? <Ci sentivamo a diretto contatto con i nostri radioascoltatori. Il Natale del 1976, il mio primo Natale alla direzione, per una scelta dei tecnici, della redazione e dell’amministrazione fu tra le cose più belle che non dimenticherò mai. Infatti quelli di Radio Salerno 1 la trascorsero con i degenti dell’ospedale di via vernieri, con i detenuti di via San massimo, con le forze dell’ordine dislocate sul nostro territorio, un modo come un altro per far sentire queste persone come la nostra emittente era vicina alla gente. La tua emittente capì anche, quasi cinquant’anni fa che seguire la Salernitana, in quegli anni, quando la squadra giocava al Vestuti, nel cuore della city ma in serie C, poteva fare aumentare ascolto e audience? Diciamo che Radio Salerno 1 intuì l’importanza che una radiocronaca delle partite della Salernitana poteva essere fondamentale. E il primo radiocronista fu Walter Talli che seguiva la gara, su una sedia, a bordo campo. C’era l’improvvisazione proprio perchè non c’erano i mezzi di oggi con fili volanti e quant’altro. Poi ricordo anche il compianto Gino Liguori, collega del Mattino, con le sue radiocronache con tanta enfasi e trasporto e con i tifosi appiccicati con l’orecchio alla radio per seguire le gesta dei loro beniamini attraverso ciò che irradiava la radio attraverso l’etere. Cosa ha lasciato Radio Salerno 1 a Enzo Todaro in questi dieci anni della sua direzione a questa emittente? Qualcosa di eccezionale nel mio percorso di giornalista. collaboratore di tanti quotidiani nazionali con la convinzione di aver segnato anche tappe importanti nell’evoluzione della informazione. Sono stato anche presidente del Lions, del Panathlon, del Rotary incarichi prestigiosi in una città come la nostra nella quale, tornando ancora a Radio Salerno 1 ed ai cinquant’anni di radio libere la nostra emittente non ha mai rischiato di diventare un inutile contenitore di parole, di frasi fatte ma una stretta correlazione con la società di cui si circondava. Certo ci sarebbe ancora altro da dire, dieci anni sono sempre davvero tanti ma sono consapevole che il mio viatico è stato davvero importante in questa emittente.
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