In occasione della cerimonia del Ventaglio con i giornalisti, iI presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il mondo politico a portare «reciproco rispetto, senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata e, a mio avviso, anche controproducente». Un appello ad abbassare i toni e a lasciare da parte le tensioni elettorali che, con le urne lontane mesi e mesi, gli sembrano «per la verità piuttosto intempestive» e tolgono attenzione «ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini». Un monito che arriva dopo lo scontro sul caso Roggero, sulla morte di Fakir e sulle violenze in Val di Susa.
Mattarella: «Inaccettabile esitazione nel condannare le violenze in Val di Susa»
Su quest’ultimo punto, il capo dello Stato è stato netto: «La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica». Per questo ha chiesto alle forze politiche «maggiore responsabile attenzione» per fermare un fenomeno allarmante, «una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui». «Non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza». Gli scontri in Val di Susa da chi contesta la Tav sono per Mattarella un fatto grave e «inammissibile». Per questo, velato richiamo alla sinistra, «non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi».
