CALVANICO. Un appuntamento che avrebbe dovuto essere del tutto ordinario, una semplice seduta dal parrucchiere per sistemare la chioma prima di una giornata universitaria, si sarebbe trasformato in un’esperienza traumatica per una giovane studentessa. È da questo episodio che ha preso avvio l’inchiesta che ha portato un acconciatore di Calvanico, di 55 anni, agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo quanto denunciato dalla ragazza, il professionista, che operava in un salone della zona, avrebbe posto in essere comportamenti esplicitamente a sfondo sessuale mentre lei era seduta sulla poltrona, intenta a ricevere un normale trattamento ai capelli. La giovane, turbata e spaventata, ha raccontato ai Carabinieri di aver subito attenzioni indesiderate e ripetute, compiute contro la sua volontà e in un contesto che avrebbe dovuto essere di totale sicurezza e professionalità. La denuncia, presentata con grande determinazione nonostante il forte disagio emotivo, ha immediatamente attivato la macchina investigativa. Ricevuta la segnalazione, i militari dell’Arma hanno applicato le procedure previste dal Codice Rosso, il protocollo che garantisce interventi tempestivi nei casi di violenza di genere e domestica. La normativa impone infatti una corsia preferenziale per le indagini, con tempi accelerati e un coinvolgimento immediato dell’autorità giudiziaria. Il sostituto procuratore della Procura di Nocera Inferiore è stato informato senza ritardo, dando avvio alle verifiche necessarie per ricostruire l’accaduto. Le indagini successive, condotte con riservatezza e attenzione, avrebbero permesso di raccogliere elementi ritenuti idonei a sostenere l’ipotesi accusatoria. Secondo quanto emerso, sarebbero stati delineati gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 55enne, in relazione al reato di violenza sessuale previsto dall’articolo 609-bis del Codice Penale. Tali elementi hanno spinto la Procura a richiedere l’applicazione di una misura cautelare, ritenuta necessaria per tutelare la vittima e prevenire eventuali ulteriori episodi. Il Gip ha accolto la richiesta, disponendo gli arresti domiciliari per l’indagato. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri nella giornata odierna, con modalità rispettose della privacy delle persone coinvolte ma ferme nel garantire l’esecuzione dell’ordinanza. L’attività investigativa non si ferma: gli inquirenti stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio ogni fase dell’episodio denunciato e verificare se possano esistere altre situazioni analoghe, eventualmente non ancora emerse. In casi come questo, infatti, è frequente che ulteriori testimonianze vengano alla luce dopo la diffusione delle prime notizie. Si ricorda che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. La vicenda, tuttavia, riaccende l’attenzione sul tema della tutela delle donne e sulla necessità di garantire ambienti sicuri anche nei contesti più quotidiani, come quello di un salone di parrucchiere o simili. Mario Rinaldi
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