Sapri, soldi pubblici a mare e appalti da verificare

Di Antonio Manzo

Soldi pubblici buttati a mare, carte dell’appalto negate e scomparse, lavori di ripascimento della zona ex Agip che dovevano essere finiti entro il novembre di tre anni fa, e non finiti anzi mai iniziati. Ora c’è il divieto di balneazione dell’area ex Agip: Comune e Capitaneria di Porto due distinte e contraddittorie ordinanze di divieto di balneazione. C’è di tutto e di più in questa storia italiana di mala burocrazia finita sul tavolo della Procura Regionale della Corte dei Conti e già giacente da anni sulle scrivanie della procura della Repubblica di Lagonegro competente per territorio, oltre che della locale Procura generale per sopraggiunta richiesta di avocazione presentate da cittadini sconfortati dell’azione penale, lenta e, al momento, improduttiva. L’onda rosa colpisce ancora. Donatella D’Agostino consigliere comunale di opposizione presenta un lungo esposto alla procura Corte dei Conti per sapere se nell’appalto di 1 milione e 200 mila euro ci siano state circostanze di mala gestione nella zona conosciuta come area ex Agip. Dal 20024 viene informato il Prefetto, la Procura della Repubblica di Lagonegro sulla base di indizi di irregolarità presunti in un appalto mai realizzato. Tutto comincia con la curiosità non solo civica ma professionale dei tecnici incaricati dei lavoro: c’è l’ingegnere Giustino Caggiano di Massalubrense e l’architetto Francesco Montesano di Casaletto Spartano, direttore dei lavori e responsabile della sicurezza del cantiere ex Agip. Nella denuncia alla Procura i due tecnici elencano ben 12 presunti reati dalla turbativa d’asta dell’appalto alla mancata estensione dei documenti dell’appalto che pure i due tecnici avrebbero dovuto dirigere, inquinamento ambientale occupazione abusiva del demanio marittimo e opere edilizie realizzate in aree vincolate. Nello specchio d’acqua di Sapri oltre la presenza di amianto dell’area già destinata a impianto di benzina ci sono materiali ferrosi, materiale di risulta di calcestruzzo. Un disastro ambientale dove continuano a essere effettuati riversamenti di sabbia e pietre che, secondo il sindaco Antonio Gentile, saranno necessari ogni anno per ripascimento del litorale.

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