Il fronte dopo Fedorov: perché ai soldati ucraini non piace la mossa di Zelensky

Il rimpasto di governo annunciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha provocato una serie di proteste da parte dei cittadini. Soprattutto per la decisione di non confermare il 35enne Mykhailo Fedorov nel ruolo di ministro della Difesa. Mentre le piazze delle principali città si riempivano di manifestanti che invocavano a gran voce il reintegro di Fedorov nell’esecutivo, sventolando striscioni e cartelli, al fronte i soldati ucraini continuano a combattere e morire.

Il fronte dopo Fedorov: perché ai soldati ucraini non piace la mossa di Zelensky
Proteste in piazza a Kyiv contro la rimozione di Fedorov (foto Ansa).

«Le questioni politiche ucraine le sento piuttosto lontane»

Un soldato di nazionalità italiana arruolato nell’esercito ucraino racconta a Lettera43: «Un missile KAB russo è caduto a poche centinaia di metri dalla casa dove alloggiamo. I vetri delle finestre sono esplosi. Di notte i droni volano continuamente sopra di noi e ogni mattina controllo che non abbiano sganciato mine nell’area in cui ci troviamo. I soldati che non sono feriti o mutilati sono allo stremo sul piano emotivo e psicologico. Personalmente, le questioni politiche ucraine le sento piuttosto lontane».

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Soldati ucraini (foto Ansa).

Il continuo scontro con il capo delle forze armate Syrskyi

In trincea la politica può sembrare un problema secondario, ma i cambiamenti in corso al ministero della Difesa ucraino potrebbero avere un impatto significativo anche sul campo. Il continuo scontro tra Fedorov e il capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi sulla conduzione strategica del conflitto è stato uno dei principali motivi che hanno portato alla sostituzione dell’ex ministro.

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Mykhailo Fedorov (foto Ansa).

«Per noi soldati sono essenziali continuità, efficienza e unità»

Mamuka Mamulashvili, comandante della Legione Georgiana, un’unità militare composta da soldati provenienti dalla Georgia e impegnata in Ucraina fin dal 2014, dice a L43: «Non sarebbe appropriato da parte mia fare commenti sulle decisioni del governo riguardo alla politica interna. È normale, soprattutto in tempo di guerra, assistere a continui cambiamenti, anche all’interno dell’esecutivo stesso. Per noi soldati sono però essenziali continuità, efficienza e unità. È fondamentale che l’esercito continui a ricevere tutto ciò di cui necessita per sconfiggere la Russia».

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Soldati ucraini sul campo di battaglia (foto Ansa).

Fedorov è stato determinante sulle nuove tecnologie in ambito militare

Al posto di Fedorov, Zelensky ha annunciato l’arrivo, ad interim, di Yevheniy Khmara, il capo del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sbu), ma la sua nomina deve essere approvata dal parlamento e altri profili sembrano essere in corsa. Chiunque prenderà il timone, Mamulashvili si aspetta continuità sugli attuali obiettivi strategici, ma uno stile di gestione diverso. «Fedorov ha contribuito tantissimo all’utilizzo di nuove tecnologie in ambito militare, in particolare droni e sistemi digitali. Ha lavorato per ristrutturare il ministero della Difesa sulla base di principi più moderni e in linea con quelli adottati dalla Nato. Queste priorità riflettono le necessità strategiche dell’Ucraina e non credo verranno messe da parte».

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Yevheniy Khmara (foto Ansa).

Il comandante della Legione Georgiana ritiene che il nuovo ministro non apporterà sostanziali modifiche al programma già adottato da Fedorov, ma si rivelerà un amministratore più tradizionale, concentrandosi sul rafforzamento della disciplina, l’allineamento con la leadership militare ucraina e la stabilità istituzionale. «Cercherà probabilmente di migliorare il rapporto di cooperazione tra il ministero e il comando delle forze armate. Il piano di riforme promosso da Fedorov rischia di subire un rallentamento, in quanto ora potrebbe essere scelto un approccio più cauto per tentare di costruire una relazione stabile con l’esercito».

Una visione innovatrice incompatibile con quella dei comandanti

I cattivi rapporti tra Fedorov e i vertici delle forze armate avrebbero avuto origine da una divergenza di vedute. La visione del giovane ex ministro, più improntata su riforme e innovazione, sarebbe risultata incompatibile con quella dei comandanti ucraini, più conservatrice e ancorata alle tradizioni. Un capitano ucraino di una compagnia di dronisti, che preferisce rimanere anonimo, sostiene che Fedorov rappresentava un’eccezione nella classe politica ucraina, per il suo modo di pensare così diverso da quello dei colleghi.

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Mykhailo Fedorov e Volodymyr Zelensky (foto Ansa).

«I generali basavano la strategia sui vecchi principi dell’assalto frontale»

«Dall’inizio della guerra, i nostri politici hanno sempre vissuto alla giornata, preoccupandosi di fare i propri interessi, senza pianificare e senza curarsi delle migliaia di soldati che morivano ogni giorno per difendere l’Ucraina. Fedorov è stato il primo ad agire in modo lungimirante. Si è preoccupato davvero per il futuro di questo Paese e dei suoi cittadini. Per lui ogni vita umana aveva un valore e per questo ha lavorato per cambiare il nostro modo di combattere. Fin dall’inizio del conflitto, i generali basavano la loro strategia sui vecchi principi dell’assalto frontale e della resistenza a oltranza, come fanno i russi. La differenza è che loro hanno più uomini, noi siamo sempre meno».

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Fedorov in Italia con il cappellino alla conferenza del 10-11 luglio 2025 (foto Ansa).

«I media dicono che stiamo vincendo, ma la realtà al fronte è diversa»

Secondo il capitano della compagnia di dronisti, Fedorov ha avuto il coraggio e il merito di far capire a politici e militari che, senza un deciso cambio di strategia, l’Ucraina avrebbe perso la guerra. Spiega un soldato ucraino arruolato nella Guardia nazionale che preferisce non rivelare il suo nome: «I media dicono che stiamo vincendo, ma la realtà al fronte è diversa. Solo negli ultimi mesi si è notato un miglioramento. Spero davvero che il successore di Fedorov continui sulla linea tracciata da lui. Tornare sui propri passi sarebbe un suicidio, soprattutto per noi che combattiamo sul campo, ogni giorno».

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Mykhailo Fedorov osserva Volodymyr Zelensky (foto Imagoeconomica).

Mamulashvili è convinto che i prossimi sei mesi saranno fondamentali per capire in quale direzione si muoverà il governo e quale strategia deciderà di adottare. L’Ucraina potrebbe dunque continuare a seguire il programma di profonde riforme istituzionali pianificato da Fedorov, oppure virare su una strategia basata su politiche più conservative per proteggere la propria stabilità istituzionale. Mentre i problemi sul campo sono molto più concreti di un rimpasto di governo.