Mario Conte a un passo dalla fine. L’amministrazione comunale di Eboli rischia seriamente lo scioglimento dopo l’ennesimo nulla di fatto registrato nel consiglio comunale convocato ieri sera per l’approvazione del rendiconto di gestione, atto fondamentale per garantire la continuità amministrativa dell’ente. Una seduta che, ancora una volta, non è mai realmente iniziata. Al primo appello, effettuato dal presidente del Consiglio comunale, in aula era presente soltanto il consigliere Pasquale Ruocco. Assenti tutti gli altri consiglieri, compreso il sindaco Mario Conte. Trascorsi i trenta minuti previsti dal regolamento, è stato effettuato il secondo appello: anche in quel caso nessun consigliere si è presentato. Alle 19.16 la seduta è stata dichiarata deserta, facendo precipitare ulteriormente la crisi politica che da settimane paralizza Palazzo di Città. Per il Comune di Eboli si apre ora concretamente la prospettiva del commissariamento prefettizio. Quella di ieri rappresentava infatti l’ultima occasione utile per approvare il rendiconto dopo la diffida notificata dalla Prefettura di Salerno lo scorso 9 giugno, con la quale venivano concessi venti giorni di tempo all’amministrazione per adottare il provvedimento, pena l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio comunale. Il consiglio chiamato ad approvare il documento contabile era già andato deserto in due precedenti occasioni, il 19 e il 30 giugno, sempre per mancanza del numero legale. Nel frattempo la maggioranza si è progressivamente sgretolata: il gruppo “Eboli Domani” è passato all’opposizione, il sindaco ha revocato la delega al vicesindaco Gianmaria Sgritta e, nel giro di pochi giorni, tutti gli assessori hanno rassegnato le dimissioni, lasciando di fatto l’esecutivo azzerato. Alla base della crisi vi sono profonde fratture politiche che, almeno finora, non hanno trovato una ricomposizione. L’azzeramento della giunta, deciso dal primo cittadino nel tentativo di ricostruire una maggioranza in vista della conclusione del mandato, non ha prodotto gli effetti sperati. Sul piano procedurale, la mancata approvazione del rendiconto entro i termini fissati dalla Prefettura potrebbe far scattare quanto previsto dall’articolo 141 del Testo unico degli enti locali. Il Prefetto dovrebbe trasmettere una relazione al Ministero dell’Interno, al quale spetterebbe la decisione sullo scioglimento del Consiglio comunale e sulla conseguente nomina di un commissario prefettizio destinato a guidare il Comune fino alle prossime elezioni amministrative. La partita, tuttavia, potrebbe non essere ancora definitivamente chiusa. Nelle prossime ore sarà necessario comprendere quali saranno le determinazioni della Prefettura e se vi siano ancora margini, sotto il profilo amministrativo, per la convocazione di una nuova seduta consiliare finalizzata all’approvazione del rendiconto. Saranno proprio le prossime ore a chiarire il destino dell’amministrazione Conte. Intanto continuano a emergere i segnali di una maggioranza ormai profondamente divisa. Poco prima dell’inizio della seduta, le consigliere Marianna Villecco e Sara Costantino avevano annunciato attraverso i propri canali social che non avrebbero preso parte ai lavori del Consiglio. «L’azzeramento della Giunta, condizione richiesta dal sindaco per avere l’agibilità politica finalizzata a ricomporre una maggioranza di fine mandato, non ha sortito l’effetto sperato», ha scritto Marianna Villecco, fotografando una situazione ormai arrivata al punto di rottura. Nelle stesse ore ha rotto il silenzio anche il consigliere comunale Vito Maratea, che ha affidato ai social una lunga lettera aperta rivolta ai cittadini di Eboli. «Ho scelto il silenzio per rispetto delle istituzioni e dei cittadini, ma oggi sento il dovere di parlare», ha scritto. Maratea ha ripercorso i quattro anni e mezzo trascorsi in Consiglio comunale, rivendicando il lavoro svolto dall’amministrazione, con particolare attenzione agli interventi nelle periferie, alle politiche giovanili e alle opere finanziate, tra cui la riqualificazione dell’Area Pip, la nuova piazza di Santa Cecilia, la strada La Storta-Papaleone e il recupero dell’impianto sportivo Spartacus. Il consigliere ha inoltre spiegato di aver tentato fino all’ultimo di favorire il dialogo per evitare la crisi amministrativa e il rischio del commissariamento. «Ho provato fino all’ultimo a garantire stabilità, mettendo sempre Eboli davanti a ogni altra considerazione. Non l’ho fatto per difendere un incarico, ma perché credo che chi rappresenta una comunità debba pensare prima al bene collettivo», ha scritto. Infine, il ringraziamento ai cittadini e un messaggio rivolto al futuro: «Gli incarichi possono cambiare, le stagioni politiche possono finire, ma l’amore per Eboli resta. Sempre». Adesso, però, il tempo della politica sembra essersi quasi esaurito. Il destino dell’amministrazione Conte è appeso alle decisioni che saranno assunte nelle prossime ore e agli eventuali provvedimenti della Prefettura. Il rischio concreto, dopo settimane di paralisi istituzionale e tre consigli comunali andati deserti, è che a Palazzo di Città arrivi un commissario prefettizio, mettendo fine con largo anticipo all’esperienza amministrativa guidata da Mario Conte.
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