Continua il caos in Vigilanza Rai. Le opposizioni, che si sono dimesse in blocco dalla commissione parlamentare in aperta polemica con la maggioranza, non indicheranno i nuovi componenti così come invece esplicitamente richiesto con una lettera di Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, presidenti di Senato e Camera, inviata rispettivamente ai capigruppo di Palazzo Madama e Montecitorio. Alla base della scelta un accordo tra i partiti del centrosinistra, compresa Italia Viva. I partiti dovranno indicare entro domani, mercoledì 8 luglio, i nuovi componenti della commissione: in caso di nomine dall’alto, le opposizioni hanno fatto sapere di essere pronte a nuove dimissioni.

Le dimissioni in blocco del 2 luglio
Il 2 luglio la Commissione di Vigilanza Rai è stata azzerata con le dimissioni dei componenti di opposizione e di maggioranza. Prima è arrivato il passo indietro della (ormai ex) presidente Barbara Floridia e di tutti i membri dell’opposizione. Nella lettera in cui ha annunciato le dimissioni, la senatrice del M5s ha parlato di un organo di garanzia «tenuto in ostaggio da chi governa». A stretto giro è poi arrivato il gesto analogo dei rappresentanti delle forze di governo, ma con motivazioni opposte: «Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra».
